Music La nostra intervista a HU per il nuovo singolo “Millemila”
ArtHUmusic

La nostra intervista a HU per il nuovo singolo “Millemila”

-
Cristiano Di Capua

HU, al secolo Federica Ferracuti, è una di quelle artiste da tenere sicuramente d’occhio in questo periodo. Un po’ perché è stata selezionata da Spotify per il programma Radar Italia, un po’ perché suona sui palchi italiani come turnista in compagnia di artisti del calibro di Emma, un po’ perché ha partecipato a Sanremo Giovani e soprattutto perché ci ha fatto un regalo che si chiama “Millemila”, il suono nuovo singolo disponibile da venerdì 22 ottobre 2021 su tutti i digital store.
Prodotto da lei e Tom Beaver, il pezzo si presenta pieno di sonorità internazionali, con riferimenti electro-pop che strizzano l’occhio al dancefloor, rimanendo sempre fedele allo stile che da sempre la contrassegna: se stessa. Incuriositi dalle sue influenze musicali e dal suo background sociale, Collater.al ha deciso di farle qualche domanda per inquadrare meglio il personaggio e la persona che si celano dietro HU.

Millemila è un pezzo dal respiro ampio e dalle sonorità internazionali. Segna un punto di svolta nella tua carriera?
Decisamente sì. Millemila è il risultato dell’esperienza umana e artistica vissuta sui palchi che negli ultimi mesi. Ho viaggiato tantissimo, conosciuto essere umani speciali, iniziato a tagliare quello che mi regala note negative durante la giornata e ho imparato a svegliarmi con un grande sorriso. Può essere tutto questo solo una canzone?

A circa 11 anni ti sei avvicinata per la prima volta al mondo della musica. Qual è il primo ricordo della tua vita che associ a questa cosa?
A 11 anni ho preso in braccio una chitarra e ho iniziato a studiare jazz, percorso che alla fine è durato per 10 anni. Ma il primo ricordo che ho della musica è legato a mia cugina molto più grande di me, che suonava il pianoforte ogni domenica quando andavo a pranzo dai nonni. Quello è stato un richiamo indescrivibile verso la musica. E avrò avuto 3-4 anni e non avevo finito la scuola d’infanzia che già imploravo i miei di mandarmi a lezioni di piano.

Sei un’artista capace e poliedrica, non c’è dubbio. Hai mai avuto difficoltà per “staccarti” dall’immagine che ti ha dato Sanremo Giovani?
Non ho avuto difficoltà a staccarmi dall’immagine che mi ha dato Sanremo Giovani perché sono stata sempre me stessa. Da quando ho messo piede lì dentro a quando sono uscita è rimasto tutto uguale come sono, come canto, come mi pongo, il mio fare un po’ imbranato, i miei mezzi sorrisi, la mia inquietudine, il mio modo di vestirmi, i miei capelli: sono sempre la stessa di base, ma un’evoluzione della me di qualche mese fa. È stata un’esperienza umana fondamentale che mi ha fatto solo un gran bene.

Sei anche una producer, oltre che cantante e polistrumentista. Tutte queste skill ti aiutano ad essere più decisa in quello che vuoi dalla musica? O ti piace semplicemente spaziare tra mille ispirazioni diverse?
Io sono una persona curiosa. E in qualsiasi cosa cada la mia curiosità poi finisce che ci devo andare fino in fondo. Per lavorare in team, bisogna essere solidi, trasparenti e indipendenti. È un lavoro quotidiano su stessi. Sono molto severa con me stessa ma solo perché voglio dare il meglio di quello che sono e fare il massimo. Sempre.
Questo preclude anche la mia necessità di imparare a produrre proprio per saper mettere insieme i pezzi e avere una visione chiara su me stessa (che poi sia sempre in divenire, questo è un discorso infinito) che poi o resta dall’inizio alla fine in un processo totalmente autonomo o finisce per essere un lavoro di squadra. Amo entrambi gli approcci, ma il lavoro di team, per me, è necessario. E sì, mi piace spaziare tra mille ispirazioni diverse ma soprattutto essere consapevole di quello che sto facendo.

I live show stanno finalmente ricominciando! Quanto ti è mancato l’aspetto dei live? Dobbiamo aspettarci delle tue date in un futuro non troppo lontano?
Io ho avuto la grandissima fortuna e l’orgoglio di seguire due tour quest’estate. Il mio e quello di Emma, come turnista (synth, chitarre, pianoforte, ukulele, elettronica). Ho viaggiato tantissimo e ora che ho chiuso la mia parentesi estiva di una cinquantina di concerti in totale, non vedo l’ora di partire. Ma a questo giro, è arrivato il momento di pensare all’album e poi saltare sopra ogni palco di qualsiasi città.

ArtHUmusic
Scritto da Cristiano Di Capua
x
Ascolta su