In modo approssimativo, la nascita del Puntinismo è datata intorno al 1886, quando i due pittori francesi Seurat e Signac misero a punto la tecnica per cui colori venivano applicati sulla tela con piccoli puntini ravvicinati, che poi l’occhio avrebbe unito, creando otticamente i colori. Invece, solo 35 anni dopo comparvero i primi artisti Surrealisti, corrente che invase l’Europa negli anni ’20 del Novecento. Ora, sebbene questi due movimenti artistici siano lontani sia per intenti sia per anni, c’è qualcuno che è riuscito a unirli. Non si tratta di un pittore o di un illustratore, ma di un tattoo artist e il suo nome è Ilya Brezinski.
Ilya ha origini bielorusse, ma oggi vive e lavora a San Pietroburgo dove, ogni giorno, crea delle opere d’arte categoricamente utilizzando inchiostro nero. Con il tempo i suoi lavori hanno iniziato ad essere apprezzati dai suoi followers di Instagram, arrivando a superare oltre 100 mila seguaci.
Ciò che affascina dei suoi lavori, e anche ciò che lo differenzia dai suoi colleghi è la scelta estetica di utilizzare solo il colore nero, ma anche i suoi soggetti e la sua tecnica.
Per quanto riguarda i primi, a una veloce occhiata sembrano essere banali oggetti di uso quotidiano o animali, ma guardando più da vicino hanno tutti qualcosa di macabro e surreale, come se fosse uscito da Alice nel Paese delle Meraviglie.
Mentre, per quanto riguarda la tecnica, Ilya Brezinski realizza i suoi tatuaggi rifacendosi a quella del Puntinismo. Questa scelta gli permette di essere molto più preciso e di creare delle sfumature molto leggere, come se il tatuaggio venisse rivelato dalla stessa pelle.













