Oggi abbiamo fatto due chiacchiere transoceaniche con Rose Villain.
Per chi non la conoscesse, strano assolutamente, Rosa Luini in arte Rose Villain, è un’artista italianissima nata a Milano.
Abbiamo cominciato a conoscerla nel 2016, anno del suo debutto con “Get the fuck out of my pool”, un brano che ad oggi considerando solamente gli streaming su Spotify conta quasi 600 mila riproduzioni.
Da lì è stata tutta una discesa, molti si sono accorti del suo talento a partire da Salmo con cui ha realizzato “Don Medellin”.
Rose Villain è la prima cantante italiana a firmare un contratto con la Republic Records negli Stati Uniti, un traguardo non da poco.
La casa discografica infatti è stata eletta da Billboard la numero uno al mondo. Nel suo roaster sono presenti artisti di grandi livello, da Ariana Grande a Drake, passando per TheWeeknd, Lorde, Nicki Minaj, Post Malone e moltissimi altri.
Adesso a distanza di due settimane l’una dall’altra ci ha fatto due regali, due bellissimi pezzi in cui la sentiamo per la prima volta, ufficialmente, in italiano.
Usciti per Arista/Sony Music Italy, l’artista meneghina ha pubblicato “Bundy” e la più recente “Il diavolo piange”.
Adesso è ora di leggere la nostra intervista, 6 domande tra spoiler, influenze e nuove canzoni, ecco Rose Villain.

Sei stata la prima cantante italiana a firmare un contratto con la Republic Records negli Stati Uniti, senti un po’ di pressione? E soprattutto come va la vita in America, ti manca l’Italia?
Amo vivere a New York, è una città che mi da tantissimo e mi stimola a fare arte al meglio delle mie possibilità. C’è una competizione altissima ma anche molto spazio per il talento. Se si lavora più degli altri e ce la si mette tutta per fare creare un prodotto di qualità si può essere notati da una label come Republic. Non sento pressione perché credo nella mia musica.
Bundy, il tuo nuovo pezzo è in Italiano rispetto ai passati che invece sono inglese, come mai stavolta hai optato per la lingua italiana?
L’ho fatto per gioco e per sfida, non pensavo di esserne capace. E’ molto diverso scrivere e cantare in italiano. Ma le canzoni che sono venute fuori sono alcune delle mie preferite di sempre quindi ho deciso di concentrarmi per un periodo al progetto in italiano.
Come dicevamo prima è il tuo primo pezzo, almeno tra quelli pubblicati, in italiano, com’è andato il primo ascolto, cos’hai pensato subito dopo?
Bundy non è la prima che ho scritto in italiano. Ero un po’ preoccupata di non riuscire a dare il mio timbro classico e stilistico nelle metriche con le parole italiane. e/o di essere credibile con i testi. Invece sono contenta, dopo il primo ascolto ho pensato : tutto sommato sono sempre io.
Questa è una domanda che proponiamo spesso, un po’ anche per farci “i fatti tuoi”. Ci piacerebbe che ci dicessi almeno tre dei nomi o tre dischi che hai ascoltato e che ti hanno indubbiamente influenzato di più durante la scrittura di “Bundy”?
Quando sono in fase di scrittura non ascolto mai musica. Voglio che venga tutto dall’istinto. Se lo faccio deve essere musica anni ‘70, ‘80. L’unica ispirazione di cui avevo bisogno era quella tensione un po’ rock che si sente nei Rolling, Led Zeppelin e in Hendrix. Non voglio essere influenzata da trend contemporanei. Bundy ha la forte impronta di Young Miles quindi poi la roba suona attuale. Ma la mia intenzione è rock. L’autotune è pura ribellione per me che sono una cantante con un training classico.
Ci fai un piccolo spoiler? Cosa dobbiamo aspettarci dal nuovo album o singoli, continuerai su questa linea pubblicando in italiano o ci stupirai con un mix?
Quest’anno lo dedico alla madre patria. Tante nuove canzoni in italiano che culmineranno in un progetto più ampio. Ogni canzone ha la sua personalità e il suo mondo, amo esplorare e giocare con i generi… sono molto excited per quello che verrà. ora lascio parlare la musica.
“Il diavolo piange” è un pezzo trap con influenze cloud rap che parla di desiderio e possessione, ci spieghi un po’ come sei arrivata a concepirlo?
Sono una persona molto sensibile e passionale. Ogni emozione la vivo al 100%. Quando sono innamorata mi lascio avvolgere completamente e questo vuol dire anche vivere il desiderio, il romanticismo e la gelosia in maniera forte. Mi sono sentita ispirata dalla traccia che stava producendo Sixpm, che è anche il mio fidanzato, era malinconica ma sexy, scura ma dolce. Ci sono tutti questi elementi nel mio testo. Me li ha suggeriti lui con i suoi suoni.
Cover by: Muten Factory
