Invisible House, la casa-specchio in California

Invisible House, la casa-specchio in California

Giulia Guido · 4 giorni fa · Design

Immaginatevi il design e le caratteristiche di un grattacielo newyorkese riprodotti nel mezzo del deserto. Il designer Tomas Osinski e il produttore cinematografico Chris Hanley non solo hanno immaginato questa strana combinazione, ma la hanno anche realizzata presentando la Invisible House

Posizionata al centro del famoso Joshua Tree National Park, la casa è stata costruita su una serie di pilastri in cemento armato e si sviluppa completamente in orizzontale. Il nome della Invisible House deriva dal suo design esterno, infatti la casa è completamente ricoperta da lastre di vetro temperato che riflettono l’ambiante circostante. Da fuori, quindi, la casa sembra quasi scomparire tra le rocce e gli arbusti, mentre da dentro le vetrate permettono di godersi il paesaggio a 360° da qualsiasi stanza. 

La pianta della Invisible House è rettangolare, lunga e stretta, e oltre ad ospitare una cucina, un salotto, una sala da pranzo, 4 camere da letto e i bagni, al suo interno trova posto anche una piscina lunga 30 metri che occupa metà della zona giorno. 

Anche l’arredamento pensato dal designer e dal produttore riprende lo stile pulito e minimale dell’architettura, che oltre a inserirsi perfettamente nel paesaggio ha permesso di ridurre al massimo l’impatto ambientale. Sul tetto, che come la casa ha una superficie di poco più di 500 metri quadrati, è stato installato sia un impianto fotovoltaico sia un sistema di riscaldamento dell’acqua. 

La Invisible House è affittabile per pernottamenti, ma anche per eventi, shooting e riprese. 

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Una parete di vetri colorati tra i boulevard parigini

Una parete di vetri colorati tra i boulevard parigini

Giulia Guido · 3 giorni fa · Design

Immaginate di camminare tra le vie parigine della Rive Gauche quando imboccate Boulevard Raspail e al posto di passare accanto ai muri degli edifici vi ritrovate a guardare il riflesso delle strade su una lunghissima parete di vetri colorati. Si tratta dell’ultima opera dell’architetto Aldric Beckmann realizzata per l’iniziativa Embellir Paris

Embellir Paris è un progetto rivolto a tutti gli artisti, collettivi, studenti, designer, architetti e scuole d’arte di Parigi che ha come obiettivo quello di dare nuova vita a specifici punti della città attraverso la realizzazione di installazioni e opere. Dopo una prima selezione avvenuta nel 2018, i 20 artisti scelti hanno cominciato a progettare e realizzare le proprie opere. 

Quella di Aldric Beckmann, dal titolo Tangram sur Raspail, è stata inaugurata ufficialmente a inizio anno, ma solo ora (dopo il lockdown e con l’arrivo della bella stagione) mostra tutto il suo potenziale. L’opera consiste in una parete, definita anche affresco paesaggistico, realizzato assemblando dei pannelli in vetro smaltato e ciascuno di un colore diverso. 

La produzione dei pannelli è stata commissionata all’azienda francese Sto, specializzata nella lavorazione del vetro, mentre la scelta dei colori è stata il frutto di un attento studio del paesaggio circostante. Ogni tonalità presente nell’opera di Aldric Beckmann è infatti presente nella via e nel quartiere, in questo modo l’installazione diventa una vera e propria reinterpretazione dell’ambiente. 

Oltre a portare un tocco di colore nel Boulevard Raspail, Tangram sur Raspail riflette tutto ciò che lo circonda, dai palazzi alle automobili per strada, offrendo ai cittadini e ai turisti una visione nuova di Parigi. 

Andate sul sito di Embellir Paris per scoprire tutti gli altri progetti e sul sito di Aldric Beckmann per conoscere i lavori passati dell’architetto. 

Una parete di vetri colorati tra i boulevard parigini
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Una parete di vetri colorati tra i boulevard parigini
Una parete di vetri colorati tra i boulevard parigini
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“Rancho San Simón” l’ultimo progetto dello studio Weber

“Rancho San Simón” l’ultimo progetto dello studio Weber

Emanuele D'Angelo · 2 giorni fa · Design

Situato all’interno di una foresta a circa 20 minuti dal lago nella Valle de Bravo in Messico lo studio di architettura Weber ha progettato “Rancho San Simón”.

Il progetto si compone di cinque diverse abitazioni che si distribuiscono su un’area di 5.000 m2 di terreno, immerse nella natura incontaminata messicana e offrendo allo stesso tempo una vista incredibile sul bosco.
Ogni abitazione del Rancho ha il proprio terrazzo, e tutti i bagni hanno un patio interno con vegetazione.
I bagni sono differenziati volumetricamente dalle altre stanze, con un’altezza inferiore e strutture a traliccio in legno che filtrano la luce e offrono privacy.

I materiali predominanti sono la pietra vulcanica che riveste le pareti, in contrasto con la doga e le travi di pino locale che formano la struttura e rifiniscono i coperchi. I mobili e tutti gli elementi decorativi sono stati scelti e progettati tenendo conto del suggestivo ambiente circostante.
Lo studio ha voluto dare un aspetto molto naturale attraverso il legno di quercia bianca che è stato scelto per accompagnare le altre finiture.
La tavolozza dei colori scelta è molto sobria e dinamica: il grigio è stato utilizzato su tutte le facciate e le pareti interne.

Rancho San Simón” è un vero e proprio luogo da sogno, dove trascorrere le proprie vacanze isolati da tutto il resto, immersi nei boschi del Messico.

“Rancho San Simón” l’ultimo progetto dello studio Weber
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“Rancho San Simón” l’ultimo progetto dello studio Weber
“Rancho San Simón” l’ultimo progetto dello studio Weber
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Il nuovo Providence Pedestrian Bridge

Il nuovo Providence Pedestrian Bridge

Giulia Guido · 1 giorno fa · Design

Un ponte non è più solo un elemento che collega le sponde di un fiume e che ne facilita l’attraversamento. Ultimamente, con progetti come il The Babylon Bridge e il The 11th Street Bridge Park, abbiamo notato la nascita di una nuova tendenza, ovvero quella di trasformare i ponti in zone verdi, dove è possibile trascorrere intere giornate senza farsi mancare niente. A quelli appena menzionati si aggiunge anche il Providence Pedestrian Bridge, progettato dallo studio INFORM e dall’architetto e ingegnere Buro Happold. 

Il Providence Pedestrian Bridge è stato realizzato nella capitale dello Stato del Rhode Island e oltre a collegare le due sponde del fiume, connette ben cinque quartieri della città. 

Il ponte sorge sulle vecchie fondamenta dell’autostrada I-195, ma il design e la forma ne sono stati completamente stravolti. Per prima cosa, lo studio INFORM ha pensato di alzare il ponte di ben 1 metro e mezzo, prevedendo un’innalzamento del livello del mare nei prossimi decenni. 

È stato mantenuto il telaio originale in acciaio, ma la superficie in cemento è stata sostituita con una più elegante il legno, che si fonde meglio con il paesaggio. Il Providence Pedestrian Bridge non è stato immaginato solo come via di passaggio, infatti è composto da due livelli distinti, uno destinato a corridori, ciclisti e passanti, l’altro è formato da giardini terrazzati, dove poter sostare a rilassarsi e a godersi la vista della città e dello skyline. 

Providence Pedestrian Bridge è l’esempio di come una struttura già esistente e abbandonata possa essere trasformata in un luogo al passo coi tempi.  

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Eau de Space, il profumo della Nasa ci porta nello spazio

Eau de Space, il profumo della Nasa ci porta nello spazio

Giulia Pacciardi · 1 giorno fa · Design

Creato originariamente per permettere agli astronauti di non avere sorprese una volta atterrati nello Spazio, Eau de Space, la fragranza creata da Steve Pearce, CEO di Omega Ingredients, potrà finalmente essere annusata da tutti.

Un odore particolare che, inizialmente, è stato portato sulla terra solo per ricreare un’ambiente più simile possibile a quello spaziale durante l’addestramento degli astronauti, uno dei più minuziosi al mondo, e che è rimasto segreto fino ad oggi.
La fragranza, a quanto detto da chi prima di tutti l’ha scoperta, è un mix tra una bistecca bruciata, una pistola che ha appena sparato un colpo, rum e un retrogusto di lamponi, per un risultato amaro, fumoso e di bruciato.

Difficile da immaginare ma, se l’idea di conoscerlo vi ha sempre incuriositi, potete partecipare alla campagna di crowdfunding lanciata su Kickstarter e ricevere un po’ di spazio direttamente a casa vostra.

Eau de Space, il profumo della Nasa ci porta nello spazio
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Eau de Space, il profumo della Nasa ci porta nello spazio
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