Isabel e Alfredo Aquizilan e le immense installazioni di cartone

Isabel e Alfredo Aquizilan e le immense installazioni di cartone

Giulia Guido · 7 mesi fa · Art

Isabel e Alfredo Aquizilan non sono solo due artisti, sono anche marito e moglie, entrambi nati nelle Filippine e, poi, nel 2006 trasferiti in Australia. Gli artisti sono conosciuti grazie alle loro opere fuori dal normale realizzate interamente di cartone

Isabel e Alfredo sono stati ispirati dalla loro storia, dalla povertà di alcune zone del loro paese natale, dove gran parte della popolazione vive con solo 2 dollari al giorno e per le quali il cartone non è solo un materiale di scarto, ma rappresenta il materiale di cui sono fatte le loro case. 

I coniugi Aquizilan sono stati fortunati e sono riusciti a lasciarsi alle spalle questa realtà, ma non hanno dimenticato le sensazioni, che sono riusciti a trasferire alla loro arte e alle loro enormi sculture fatte di centinaia e centinaia di casette di cartone. 

Con gli occhi si possono seguire le piccole strade di questi scenari claustrofobici, monocromatici, vuoti e immaginare cosa voglia sentirsi a casa sotto un tetto di cartone.  

Isabel e Alfredo Aquizilan | Collater.al
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Isabel e Alfredo Aquizilan e le immense installazioni di cartone
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Building Bridges, Lorenzo Quinn per la Biennale di Venezia

Building Bridges, Lorenzo Quinn per la Biennale di Venezia

Claudia Fuggetti · 7 mesi fa · Art

Building Bridges (Costruendo Ponti) è il nome dell’opera presentata dallo scultore Lorenzo Quinn, quinto figlio del celebre attore Anthony Quinn, presso l’Arsenale Nord di Venezia, location che fa parte dell’implementazione della zona di esposizione della Biennale.

Si tratta di sei ponti alti 15 metri e lunghi 20, rivisitati sotto forma di mani; ogni scultura rappresenta uno dei valori universali dell’essere umano: l’amicizia, la saggezza, l’aiuto, la fede, la speranza e l’amore .

Non è la prima volta che l’artista espone a Venezia, ricordiamo infatti che nel 2017 Lorenzo ha presentato la sua opera Support, costituita da mani colossali che sorreggevano un albergo sul Canal Grande.

Le mani questa volta simboleggiano la volontà di superare il concetto di differenza in vari aspetti della vita: geografici, filosofici, culturali ed emotivi; ed ecco che il ponte diviene un simbolo, che collega, unisce ed abbatte le divergenze culturali a favore di un mondo pacifico.

Non perderti la nostra gallery qui sotto:

Building Bridges, Lorenzo Quinn per la Biennale di Venezia | Collater.al
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Snarkitecture: l’installazione di lampade lecca-lecca

Snarkitecture: l’installazione di lampade lecca-lecca

Claudia Fuggetti · 7 mesi fa · Art

Lo studio di design newyorkese Snarkitecture ha riempito una galleria di Manhattan con 168 lampade sferiche bianche che si illuminano di blu quando vengono toccate. L’installazione si chiama Sway ed è stata progettata per una galleria all’Intersect, un centro culturale nel Meatpacking District di Manhattan gestito dalla casa automobilistica Lexus.

L’opera è composta da più file di sfere di plastica bianca appese al soffitto e al pavimento. Le lampade rotonde ricordano molto la forma dei lecca-lecca ed immergono il visitatore in un ambiente fatato.

All’interno di ogni sfera sono presenti luci LED che cambiano colore mentre il visitatore si muove all’interno della mostra. L’attivazione del sensore di luce utilizza la stessa tecnologia che attiva lo spostamento dell’orientamento dello schermo di uno smartphone quando il telefono viene ruotato.

Lo studio Snarkitecture ha inoltre vinto la complessa sfida di creare un’opera sensazionale in uno spazio di soli 140 metri quadrati:

“L’idea è essenzialmente quella di creare questa sensazione immersiva, in uno spazio relativamente piccolo”.

La mostra sarà aperta al pubblico fino al 2 giugno presso l’Intersect al 412 West 14th Street di Manhattan.

Snarkitecture: l'installazione di lampade lecca-lecca | Collater.al
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Snarkitecture: l’installazione di lampade lecca-lecca
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#Fateloacasavostra, la commovente campagna di Ikea contro l’omofobia

#Fateloacasavostra, la commovente campagna di Ikea contro l’omofobia

Giulia Pacciardi · 7 mesi fa · Art

Fatelo pure, ma non costringetemi a guardare.
Se proprio lo dovete fare, fatelo in privato.
Fatelo, ma fatelo a casa vostra.

È un video commovente il mezzo scelto da Ikea Italia per combattere, nel giorno dedicato alla lotta contro l’omofobia, la bifobia, la transfobia e l’intersessuofobia, le discriminazioni e le violenze verbali che tanti hanno dovuto sopportare.

In poco più di un minuto appaiono sullo schermo Michela e Alessandra, William e Micheal, Marco e Marco, Silvia e Domiziana, da sola Josephine. 9 volti in cui è racchiusa la storia di infiniti altri,  di tutti coloro a cui “è stato chiesto” di dimostrarsi amore dentro quattro mura, dove nessuno potesse né vederli né sentirli.

Perché se per i più, mi piace pensarla così, definire la normalità non è un bisogno, c’è anche chi crede che alcuni abbiano più diritti di altri e che porre dei limiti alla loro esistenza e ai loro sentimenti sia cosa giusta.
Ma anche un’espressione dispregiativa può trasformarsi in qualcosa di diverso, ed è quello che ha fatto Ikea con la campagna #Fateloacasavostra.

Tutti abbiamo il diritto di sentirci a casa nella nostra pelle.
Fatelo a casa vostra, perché ovunque voi siate, siete a casa.

#Fateloacasavostra, la commovente campagna di Ikea contro l’omofobia
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We love the things you hate, la nuova campagna IKEA

We love the things you hate, la nuova campagna IKEA

Giulia Guido · 7 mesi fa · Art

I fratelli Paul e Matt Layzell hanno creato una nuova campagna animata per IKEA UK, realizzata con lo stile che li contraddistingue da anni. Si intitola We love the things you hate ed è divisa in quattro mini-video che ironizzano su tutte quelle cose che i clienti odiano fare, sottolineando come IKEA ha sempre una soluzione e ami aiutare i propri consumatori. 

Se per voi montare un mobile, trasportare gli acquisti dal negozio a casa, pensare a quale cucina sia migliore e intanto badare ai propri figli sia un peso, non disperate perché, proprio come dice il il nome della campagna, IKEA ama le cose che odiate. I quattro spot sono dedicati ad altrettanti servizi che il colosso dell’industria immobiliare offre, dalla spedizione a casa al noleggio dei furgoni, dall’assemblaggio dei mobili all’assistenza dei bambini. 

Guardate tutti e quattro i video animati di We love the things you hate, non ne rimarrete delusi.

We love the things you hate, la nuova campagna IKEA
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