È il suo passato da ingegnere nella ditta di scavi del padre a ispirare l’eleganza dei colletti bianchi raffigurati dall’artista scozzese Jack Vettriano, nato a Fife nel 1951. I paesaggi del Mar del Nord e le decine di metri di terra prima del bagnasciuga sono l’ambientazione più amata dal pittore, lo dimostra anche la sua opera più famosa, “The Singing Butler“, venduta da Sotheby’s per quasi £750.000.
Del passato da ingegnere conserva il gusto per la formalità estetica degli uomini, che condividono la scena con donne bellissime, con l’acconciatura impeccabile e gonne spesso alzate dentro stanze di hotel a ore.



Sono uomini sposati, amanti occasionali e misteriosi baristi o viaggiatori a innamorati di donne serie, eleganti e teatrali nel loro modo di aspirare il fumo di una sigaretta o di accettare un ballo, avvolte dall’ombra.
I soggetti di Vettriano sono costruiti per macchie di colore, un leggero segno a dividere le campiture, come un macchiaiolo del noir, che unisce una concezione scultorea della luce e una struttura cromatica di maestri come Hopper. I bianchi hanno sempre un valore importante nelle composizione, sono punti di luce che fondono i soggetti in un unico abbraccio, ma anche rappresentazione dello status dei personaggi quando aiutano a definire polsini e riflessi di orecchini in diamante. C’è eros nella scelta di molti momenti raffigurati dal fotografo, ma sempre fotografato nel momento prima di esplodere, quando i corpi sono per l’ultimo momento vestiti, o appena dopo aver già raccontato un incendio ormai sedato.
È una ragazza a regalare a Vettriano il suo primo set di acquerelli negli anni ’70, da quel momento mostre in tutto il mondo e collezionisti come Jack Nicholson e Sir Alex Fergusson. Nel 2015 fonda anche la casa editrice Jack Vettriano Publishing.










