James Kerwin e il fascino degli edifici abbandonati

James Kerwin e il fascino degli edifici abbandonati

Giulia Guido · 3 settimane fa · Photography

“Rovine. Fanno sognare e donano poesia a un paesaggio.”

Scriveva così Flaubert nel 1850, una semplice verità. Quante volte ci siamo soffermati a guardare una casa decadente, un luogo abbandonato, immaginando come fosse in passato e scorgendo tra l’intonaco sbiadito e gli stipiti spezzati una sorta di magia che sopravvive al tempo. 

È proprio da questi luoghi che è stato catturato James Kerwin

Nato nella cittadina di Norwich, James si è appassionato alla fotografia più di dieci anni fa, quando, dopo aver acquistato la sua prima macchina fotografica, si è lasciato trasportare da essa alla scoperta di luoghi nuovi. Dopo essersi dedicato alla fotografia di paesaggio, ma anche a foto di eventi e matrimoni, è stato definitivamente affascinato dall’architettura. Era il 2013, e da allora non ha più cambiato strada, immortalando interni ed esterni dei palazzi decadenti che incontrava sulla sua strada, dando così vita a “Decadence”, la sua prima serie di edifici abbandonati. 

Tra gli scatti di James Kerwin che spiccano maggiormente ci sono quelli realizzati a Beirut, una città che dopo la Seconda Guerra Mondiale ha vissuto un periodo di prosperità che si è manifestata soprattutto nello stile architettonico degli edifici che riprendeva quello europeo, portando la capitale del Libano a essere soprannominata “la Parigi del Medio Oriente”. Questo periodo di splendore, però, è bruscamente terminato a causa dello scoppio della Guerra Civile, che ha letteralmente distrutto intere città. È qui che James Kerwin ha trovato alcuni degli edifici che appaiono nelle sue fotografie. 

Scopri una selezione dei suoi lavori qui sotto e per saperne di più vai sul suo sito e sul suo profilo Instagram!

James Kerwin e il fascino degli edifici abbandonati
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La fotografia intima e delicata di Alba Yruela

La fotografia intima e delicata di Alba Yruela

Giulia Guido · 2 settimane fa · Photography

Quello restituito negli scatti di Alba Yruela è un mondo in cui ci piacerebbe vivere. La fotografa spagnola nata a La Bisbal d’Empordà, che oggi vive tra Barcellona e Londra, riesce a catturare con delicatezza dettagli sensuali e intimi, motivo per il quale, durante la sua carriera ha collezionato collaborazioni con riviste come Vogue, Dazed and Confused, Wonderland, Madame Figaro, Editorial Magazine e S magazine, oltre ad aver affascinato il pubblico internazionale con mostre ospitate in diverse città del mondo, da Vienna a Parigi, da Los Angeles a Londra. 

Alba Yruela | Collater.al

Attraverso le sue fotografie, Alba Yruela ci accompagna alla scoperta del mondo che la circonda, fatta di amicizie, di amore, di momenti intimi e di condivisione. Sono attimi rubati, quei momenti che a causa del ritmo frenetico delle nostre vite non riusciamo a cogliere. 
Protagonista degli scatti di Alba Yruela è la luce, calda e delicata che avvolge i corpi fotografati, ma anche gli interni delle stanze e i paesaggi, creando un fil rouge che attraversa tutto il suo lavoro. 

Scopri una selezione dei suoi scatti e per saperne di più vai sul suo sito

Alba Yruela | Collater.al
La fotografia intima e delicata di Alba Yruela
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InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

Giulia Guido · 2 settimane fa · Photography

Ogni giorno, sul nostro profilo Instagram, vi chiediamo di condividere con noi le vostre immagini e fotografie più belle. 
Per la raccolta InstHunt di questa settimana abbiamo selezionato le vostre 10 migliori proposte: @erre62, @saniko_photo, @elenafichera, @luc.lattanzi, @crazyeye_photo, @marzialucca, @nio_pru, @geidbick, @simone_pam, @marta_ruggi11.

Tagga @collateral.photo per essere selezionato e pubblicato nel prossimo numero di InstHunt.

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Billy Cress, il fotografo che cattura la quiete

Billy Cress, il fotografo che cattura la quiete

Giulia Guido · 2 settimane fa · Photography

Contea del Delaware. Contea di Philadelphia. Contea di Camden. Contea di Cape May. Questi sono solo alcuni dei luoghi che appaiono negli scatti di Billy Cress (o William Cress), fotografo autodidatta nato a Springfield, in Pennsylvania. 

L’attenzione, e di conseguenza l’obiettivo, di Billy vengono catturati dai luoghi che lo circondano cercando di dare vita a fotografie in cui la tranquillità, la calma e la quiete fanno da padrone, ma allo stesso tempo si percepisce la presenza dell’uomo. 

Le strade vuote, gli edifici abbandonati, gli oggetti lasciati ai margini delle strade sono i segni di un mondo popolato e legato agli uomini in cui, però, appaiono solo raramente, quasi per caso. 

Attraverso i suoi scatti Billy Cress mostra il mondo così com’è, o almeno così come appare ai suoi occhi, senza voler raccontare a tutti i costi una storia, proprio come nella serie fotografica “When the Neighborhood’s Not Looking”, poi diventata un fotolibro edito dalla casa editrice indipendente Aint-Bad. 

Scopri una selezione degli scatti di Billy Cress qui sotto e per saperne di più vai sul suo sito

Billy Cress, il fotografo che cattura la quiete
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One Person City, Shanghai nell’era del Coronavirus

One Person City, Shanghai nell’era del Coronavirus

Giulia Guido · 2 settimane fa · Photography

In Italia, erano i primi giorni di gennaio quando alcuni giornali e testate hanno iniziato a parlare di una polmonite misteriosa presente in Cina.

Nelle settimane successive, mentre la situazione andava peggiorando, l’attenzione della stampa sull’argomento si è fatta sempre più presente, trasformando i quotidiani in un vero e proprio bollettino giornaliero sul numero di vittime, che proprio oggi ha superato quota 1000, sul numero dei contagi, oltre i 42 mila, e sui progressi dei laboratori di tutto il mondo impegnati disperatamente nella ricerca di una cura. 

Intanto, da parte dei governi sono arrivate le prime misure di sicurezza, dai voli bloccati, ai controlli con termo scanner in aeroporti e stazioni, fino alla quarantena obbligatoria per turisti provenienti dalla Cina, dove alla popolazione è stato vivamente consigliato di non uscire dalle proprie abitazioni. 

Cosa succede quando l’intera popolazione di una città da oltre 24 milioni di abitanti si rinchiude in casa per giorni? 

È quello che sta accendendo, ormai da un mese a questa parte, nelle più importanti città della Cina, dove aziende e negozi hanno chiuso per prevenire, o almeno ridurre, la possibilità di contrarre il nuovo Coronavirus che sta mettendo in ginocchio una delle maggiori superpotenze del mondo. Tra queste, ovviamente rientra la più grande città del Paese, Shanghai. Le persone per le strade deserte si possono contare sulle dita di una mano e tra queste, per nostra fortuna, c’è Nicole Chan

Dico ‘per fortuna’ perché grazie a lei, al suo lavoro e ai suoi scatti abbiamo l’occasione di vedere quale sia l’attuale situazione della città, ma abbiamo anche la possibilità di avere una retrospettiva, una rappresentazione di Shanghai più unica che rara, impossibile in altre circostanze. 

Le immagini che formano la serie fotografica dal titolo One Person City (一个人城市) sono state scattate durante il Capodanno Cinese – 25 gennaio – che per la prima volta non ha visto infinite folle popolare gli spazi pubblici, non ha visto le classiche parate che cerchiamo di riprodurre nelle nostre città, non ha visto persone in festa. Lo scenario è surreale, da film post-apocalittico, e come qualsiasi scenario di una tragedia in atto ha il potere e la forza di spaventarci e attirarci al tempo stesso. Le immagini dei centri commerciali deserti, delle strade a sei corsie sgombre, dei traghetti senza nessuno a bordo, degli incroci vuoti fanno paura, ma non potrebbero essere più belle. 

Senza la presunzione di realizzare scatti artistici o con una ricerca estetica ben precisa, Nicole Chan, che ha osato scendere per le strade di Shanghai, è riuscita in quello che dovrebbe essere il primo obiettivo di un fotografo, anzi di un artista, diventare la testimonianza del proprio tempo. 

One Person City, Shanghai nell’era del Coronavirus
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