Art Le Broken Promises di John Fekner arrivano a Reggio Emilia
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Le Broken Promises di John Fekner arrivano a Reggio Emilia

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Anna Frattini

Ci sono artisti che si impongono con clamore e altri che agiscono nell’ombra, scegliendo consapevolmente l’anonimato come forma di libertà creativa. John Fekner è senza dubbio uno di questi. Pioniere della stencil art e protagonista silenzioso ma fondamentale della scena urbana newyorkese tra gli anni ’70 e ’80, Fekner arriva per la prima volta a Reggio Emilia con la mostra Broken Promises, in programma dal 3 luglio al 10 settembre 2025 da SPAZIOC21.

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A cura di Jani Pirnat e Brad Downey, l’esposizione – realizzata in collaborazione con il Museo Vžigalica di Lubiana – racconta oltre sessant’anni di attività artistica di un autore che ha sempre usato le parole come strumento di resistenza. Letteralmente. Dai “Warning Signs” spruzzati in giro per i cinque distretti di New York negli anni ’70, ai “word-signs” in stencil che trasformavano muri abbandonati in messaggi politici, Fekner ha sempre saputo dare voce ai silenzi urbani.

John Fekner
Industrial Fossil, Queens, NY, USA, 1978, Courtesy John Fekner Archive

La sua arte non si limita a una sola forma espressiva: pittura, videoarte, poesia, musica elettronica, performance e interventi digitali si intrecciano in un corpus eterogeneo, che ha mantenuto come unico filo conduttore l’urgenza sociale. Tra decadenza urbana, inquinamento ambientale, media corrotti e gentrificazione, Broken Promises è una riflessione tagliente – oggi come ieri – sulle promesse infrante delle città e delle istituzioni.

Negli spazi di SPAZIOC21 prende forma un’antologia visiva della New York ribelle, dove i nomi di Keith Haring, Jenny Holzer, Lady Pink e David Wojnarowicz non sono solo riferimenti, ma testimoni di un’epoca condivisa. Il tutto con il tocco discreto di Fekner, che ha scelto la strada – reale e metaforica – come campo d’azione e di confronto.

John Fekner
The Gasolin Era, Queens, NY, USA, 1983, Courtesy John Fekner Archive

Domani 3 luglio, giorno dell’inaugurazione, John Fekner sarà presente per incontrare il pubblico e ribadire, ancora una volta, che l’arte può essere un’arma, anche quando si limita a una parola sola spruzzata su un muro in rovina.

ph. courtesy cover: Broken promises, Ph JF Paul Harrison, NY, 1980 Courtesy John Fekner Archive | installation view ph. ph. Fabrizio Cicconi

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Scritto da Anna Frattini

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