Kanaal, un universo incantato a pochi passi da Anversa

Kanaal, un universo incantato a pochi passi da Anversa

Laura La Monaca · 3 anni fa · Style

Prima di andare ad Anversa ho chiesto consigli ad amici che l’avevano da poco visitata.
Emanuela e Sibilla entusiaste, in coro, mi hanno detto solo una parola: Kanaal.
Hanno visitato solo la galleria d’arte, il resto era chiuso.

Ho chiesto aiuto a Visit Antwerp per sapere come raggiungere questo luogo, che ancora non sapevo fosse così misterioso.
Se dici Kanaal, anche in città, non tutti sanno cosa sia.

Google non mi aiuta nelle mie ricerche e quindi una volta in Belgio, decido di andare a scoprire di persona questo luogo all’apparenza impenetrabile a 20 minuti dal centro della città.
La parola magica da pronunciare è Axel Vervoordt.

Anversa con il sole è stupenda, e per arrivare si passa dalla campagna Belga. Appena arriviamo iniziamo a girovagare tra gli edifici, effettivamente “concepiti come una piccola città in mezzo alla campagna” come si legge sul sito.

Scopriamo un cantiere, una tavola pronta per essere allestita per un pranzo, una chiesa abbandonata, un panificio. Decidiamo di entrare e chiedere informazioni. A breve apriranno anche un ristorante. A pochi passi un supermercato solo con prodotti di alta qualità.

Kanaal è un’ex area industriale, prima sede di una fabbrica di gin.
Axel Vervoordt ha deciso di ristrutturarla e farne un complesso polifunzionale, ma al posto della palestra condominiale c’è una galleria d’arte. Proviamo così a cercare di capire dove sia questa galleria. Vedo due torri e mi intrufolo. Solo nomi di artisti su porte chiuse e nessun’altra spiegazione.

Esco fuori per chiamare Nadia, la mia compagna di avventura. Quando rientriamo le porte sono magicamente aperte. Ogni sala è dedicata all’opera di un artista. Marina Abramovic, Takis. Nascosta in un angolo un’opera di Otto Boll.

Ma non sono soddisfatta. So che da qualche parte nascosto c’è altro: ci sono appartamenti, c’è uno showroom, c’è sicuramente un’altra parte di questa bizzarra galleria d’arte.

Finalmente troviamo qualcuno disposto ad aiutarci. Ci apre la porta di quello che fino a pochi minuti prima sembrava solo una struttura grigia circondata da acqua. “At the edge of the world” di Anish Kapoor è nascosta lì dentro. A pochi passi in un edificio buio ancora in ristrutturazione una mostra interamente dedicata a Michel Mouffe.

Axel Vervoordt è la classica persona che non ama etichette. Negli anni ’60 inizia ad acquistare pezzi unici per poi rivenderli. A 21 anni acquista un Magritte per $2,400 e lo rivende a $47,600. Con il passare degli anni il suo orizzonte si sposta verso l’interior design ma sempre con un comune denominatore: pezzi unici.

Lo showroom è la parte più intima di Kanaal, quella in cui la sua anima da interior designer prende forma. Adesso, circa 12 persone in tutto il mondo selezionano i pezzi esposti. Pezzi d’arte, sicuramente non accessibili ai più. Più che uno showroom anche questo una galleria d’arte per gli amanti del modernariato e del design.

Kanaal, un universo incantato a pochi passi da Anversa | Collater.al

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Onitsuka Tiger rinnova la GSM Court con la linea SOFT MARTY

Onitsuka Tiger rinnova la GSM Court con la linea SOFT MARTY

Collateral Crew · 2 anni fa · Style

Negli ultimi anni la moda eco-friendly è cresciuta tanto da trasformarsi al contempo in urgenza e passione. Pioniere di questa ricerca è Onitsuka Tiger che nell’ambito del progetto Eco-Concept sta battendo la Global Campaign Autumn Winter 2017 con la linea di sneakers SOFT MARTY, rinnovando anche la GSM Court iconica scarpa da tennis del 1980.

I dettagli originali vintage delle GSM, occhielli a zig-zag e linee classiche, rimangono intatti. Il design ricercato, creato con la tecnica dei micro tagli, adornano la maggior parte della tomaia e la pelle metal-free della linea SOFT MARTY da alla sneakers più eleganza.

Con il concetto di Wonder of Gravity, Onitsuka conferisce leggerezza e grandiosità alla nuova generazione di sneakers eco-concept, con modelli ecologici ed eco-sostenibili. Oltre alle GSM verranno riproposte infatti anche MEXICO 66 e TIGER CORSAIR.

Onitsuka Tiger unisce la moda alla tecnologia, introducendo una scarpa che si presenta elegantemente e creando una sneaker adatta ad uno stile di vita sano e sostenibile.

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Onitsuka Tiger rinnova la GSM Court con la linea SOFT MARTY
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Marina di Collater.al

Marina di Collater.al

Riccardo Fisichella · 2 anni fa · Style

Noi Siciliani viaggiamo tanto, si sa, è rinomato; spesso andiamo ovunque per un’opportunità lavorativa, ci potreste trovare dappertutto. Una cosa che però spesso non facciamo è di andare ad esplorare la nostra terra al di là dei propri confini provinciali. A volte conosciamo di più le altre parti del globo che il nostro triangolo, che no, non lo consideriamo. In cambio, però, ci sorbiamo le imitazioni de “Il Padrino” in tutte le lingue del mondo; vabbè, è la nostra personale legge del contrappasso e forse ce la meritiamo.

Io stesso, non abito più fisso in Sicilia da parecchi anni ormai e nel 2015 ho cominciato ufficialmente un progetto audiovisivo sulle coste (Europee, per il momento) dal titolo Point de fuite comme Point de vue (Punto di fuga come punto di vista). Il giro della costa siciliana ovviamente mi mancava ed ho iniziato a rimediare.

Ho sempre pensato che la miglior fotografia dev’essere priva di qualsiasi elemento testuale esterno: nessuna didascalia, deve parlarci ed emozionarci solo allo sguardo. Negli ultimi anni però ho avuto il piacere di essere stato in contatto con i maggiori esperti di foto-giornalismo e di fotografia documentaria al mondo e sono stato portato a riflettere parecchio su questo concetto. Con loro ci ho lavorato, discusso di fotografia e non solo, ho letto e guardato i loro libri, ho archiviato le loro foto, ci ho pranzato, cenato e fatto merenda, russato insieme, brindato alle loro mostre e loro alle mie, andato in vacanza, fatto il bagno a mare, mi hanno dato consigli e a volte mi hanno giudicato duramente ed io l’ho accettato.

Grazie a questo ho imparato svariate cose su come fare-gestire-presentare un racconto foto-documentario e qui ho cercato di metterlo in pratica. Ecco il risultato.

P.S. Avrei potuto evitare di mettere le didascalie e farvi indovinare le località, ma questo non si fa!

Eloro
Carratois
Santa Maria del Focallo
Punta Regilione
Marina di Modica
San Vito Lo Capo
San Teodoro
Marinella di Selinunte
Sovareto
Scopello
Castellamare del Golfo
Alcamo Marina
Balestrate
Capaci
Cefalù
San Saba
Torre Faro
Acitrezza
Catania

More pic here.

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Rkomi e Sfera Ebbasta per la FW17 di IUTER

Rkomi e Sfera Ebbasta per la FW17 di IUTER

Lucael · 2 anni fa · Style

Dal 2002 IUTER ha fatto di loghi, scritte e fit sportivo i caratteri dominanti della sua produzione.
Dopo il rodaggio iniziale, il brand milanese ha preso anche altre strade, producendo linee diverse con concept stilistici diversi. Quello che non è cambiato in questi anni è la ricerca e la produzione di IUTER Corporate, la linea basica del brand che lo ha reso riconoscibile e apprezzato da tutti gli appassionati di streetwear.

I due giovani rapper, Rkomi e Sfera Ebbasta, scattati da Piotr Niepsuj presso la storica azienda di Cairate (dove da 15 anni il brand produce i suoi capi) sono i testimonial della nuova collezione autunno inverno 2017, già acquistabile sul sito IUTER.com.

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Road to the Future

Road to the Future

Gabe · 2 anni fa · Style

La mobilità è qualcosa che da sempre registi, artisti e creativi di tutto il mondo hanno esplorato nei propri brainstorming plasmandola di volta in volta in miriadi di forme a volte realistiche, altre totalmente fantasiose.

Quante volte abbiamo voluto essere come Michael Knight a cui bastava parlare ad un fantomatico orologio per far arrivare KITT ovunque lui si trovasse e ci siamo ritrovati a chiedere a Siri dal nostro iWatch le indicazioni per andare al cinema. A piedi.

Probabilmente il futuro non sarà identico a Supercar (che non avremo mai il fascino di David Hasselhoff è già scontato) ma posso dire con certezza che a qualcosa di simile ci arriveremo.

Quello che ho scoperto è che la mobilità del presente e del futuro è autonoma, connessa ed elettrificata. E come dicono in Bosch l’obiettivo è: zero stress, zero incidenti e zero emissioni.
Come? Con una città del futuro dove tutti i mezzi di trasporto dovranno essere collegati gli uni con gli altri.

In questo “viaggio” all’interno dei padiglioni ho scovato prototipi di “macchine volanti”, sistemi che ti permettono di parcheggiare l’auto con lo smartphone (Automated Valet Parking), tunnel futuristici e auto senza il volante.

Di seguito trovate un po’ di immagini che vi raccontano visivamente quello che mi ha colpito. Non siamo ancora arrivati a livello Futurama (anche se qualcuno ci prova) ma di sicuro ci si prospetta davanti un futuro con una mobilità più comoda e sicura.

Road to the Future, due giorni allo IAA di Francoforte con Bosch | Collater.al 12 Road to the Future, due giorni allo IAA di Francoforte con Bosch | Collater.al 11 Road to the Future, due giorni allo IAA di Francoforte con Bosch | Collater.al 10 Road to the Future, due giorni allo IAA di Francoforte con Bosch | Collater.al 9 Road to the Future, due giorni allo IAA di Francoforte con Bosch | Collater.al 8 Road to the Future, due giorni allo IAA di Francoforte con Bosch | Collater.al 7 Road to the Future, due giorni allo IAA di Francoforte con Bosch | Collater.al 6 Road to the Future, due giorni allo IAA di Francoforte con Bosch | Collater.al 5 Road to the Future, due giorni allo IAA di Francoforte con Bosch | Collater.al 4 Road to the Future, due giorni allo IAA di Francoforte con Bosch | Collater.al 3 Road to the Future, due giorni allo IAA di Francoforte con Bosch | Collater.al 2 Road to the Future, due giorni allo IAA di Francoforte con Bosch | Collater.al 9

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