Style Lo stile immortale di Karl Lagerfeld
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Lo stile immortale di Karl Lagerfeld

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Andrea Tuzio

Mancano poco più di 3 mesi all’evento più importante e glamour del mondo della moda e non soltanto, il Met Gala 2023.
Nella giornata di ieri il Costume Institute ha svelato che a fare da co-chair ad Anna Wintour, durante l’evento che si terrà il primo lunedì del mese di maggio e che inaugurerà la mostra di questa stagione, ci saranno anche Penelope Cruz e Dua Lipa, che vanno a completare il quartetto composto dall’attrice Michaela Coel e sua maestà Roger Federer.

La mostra del Costume Institute del Metropolitan Museum di New York di quest’anno sarà dedicata all’immortale Karl Lagerfeld, uno dei più importanti, visionari e decisivi designer di ogni tempo.
La retrospettiva si intitolerà Karl Lagerfeld: A Line of Beauty e sarà un viaggio lungo la carriera dello stilista che ha contribuito, grazie alla sua visione unica, alla storia delle maison per le quali ha lavorato, su tutti Chanel e Fendi.

Prendo spunto da questa notizia e, a distanza di un mese dal 4° anno dalla scomparsa dello stilista tedesco, provo a raccontarvi lo stile personale, peculiare e inimitabile di Karl Lagerfeld.

Se esiste un personaggio della moda degli ultimi 50 anni che chiunque, o quasi, potrebbe riconoscere attraverso esclusivamente il suo look e la sua estetica, quello è di certo Karl Lagerfeld. 

Lagerfeld era un tutt’uno con il suo stile, esprimeva la sua personalità. Gli elementi caratteristici che lo hanno contraddistinto per anni sono sempre rimasti gli stessi ma, così come la sua visione e il suo lavoro, si sono evoluti insieme alla totalità del suo look.

L’istantanea che è entrata di diritto nell’immaginario collettivo è di sicuro quella della leggendaria coda di cavallo che porta sin dal 1976. Prima caratterizzata da un nero corvino e poi da un bianco quasi immateriale, reso tale dall’utilizzo quotidiano e maniacale dello shampoo secco Klorane. 

Altro elemento imprescindibile del look di Lagerfeld è l’immancabile camicia bianca dal colletto alto e super inamidato che lo stilista tedesco commissionava ai sarti londinesi Jermyn Street, Hilditch & Key, pare che nel suo armadio ce ne fossero più di 1000.

Gli accessori hanno anche loro un ruolo fondamentale: le cravatte, gli occhiali da sole neri caratterizzati da una montatura molto spessa e i sempre presenti gioielli dal gusto gotico realizzati ada hoc da Chrome Hearts oppure quelli dall’estetica vintage della gioielleria parigina di Lydia Courteille. 

A proposito di se stesso Karl Lageferld si definì così in un’intervista all’Observer nel 2007: “Sono una caricatura di me stesso, e mi piace. È come una maschera. Per me il Carnevale di Venezia dura tutto l’anno”.

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Scritto da Andrea Tuzio
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