Kinetica Art Fair 2012

Kinetica Art Fair 2012

Valentina YenAmarre · 12 anni fa · Art

“The most beautiful thing we can experience is the mysterious. It is the source of all true art and all science. He to whom this emotion is a stranger, who can no longer pause to wonder and stand rapt in awe, is as good as dead: his eyes are closed.”

Albert Einstein

Dal 9 al 12 Febbraio 2012 lo spazio espositivo londinese Ambika P3, galleria sotterranea di 1300 mq della Westminster University, ospiterà la quarta edizione del Kinetica Art Fair, unico e straordinario evento artistico del Regno Unito dedicato all’arte cinetica, cibernetica, elettronica e robotica, al suono e alla luce nell’arte multidisciplinare dei nuovi media e nella time-based art.

Kinetica Art Fair 2012 - Mostra d'arte cinetica e cibernetica

L’evento è prodotto annualmente dal Kinetica Museum di Londra. Questa nuova realtà itinerante nata nel 2006 dall’esperienza artistica di Tony Langford, Diane Harris e Charlotte Dillon si prefigge l’obiettivo fondamentale di creare un archivio di opere esemplificative di una nuova interazione fra innovazione tecnologica, condizione umana e arte contemporanea, partendo dal 1950  sino ai giorni nostri.

L’idea ispiratrice è inoltre quella di proporsi come una  piattaforma capace di incoraggiare in modo attivo una nuova generazione di artisti che, tralasciati i tradizionali strumenti dell’ arte “statica”, tele, pennelli e scalpelli, ha imbracciato moderni  materiali tecnologici e avanguardistici sistemi di interfaccia, con l’intento di esplorare nuovi concetti di spazio e tempo popolati da energie invisibili. A tale scopo il Kinetica Museum si è fatto promotore di una serie cospicua di eventi: da mostre interattive a conferenze di arte cinetica, da workshop di robotica all’ormai nota Kinetica Art Fair.

La fiera offre infatti una ideale piattaforma internazionale per musei, collezionisti, galleristi, curatori e per un pubblico che puo’ ammirare e acquistare opere d’arte, spesso interattive, interfacciandosi con le personalità artistiche più all’avanguardia nel settore.

Quest’anno gli artisti si ispireranno al tema “Time, Transformation and Energy” esplorando dunque le connessioni tra spazio, scienza, natura, astrologia, interpretazione artistica del tempo, trasformazione ed energia, campi che coinvolgono in egual modo l’essere umano e la sua esistenza.

Kinetica Art Fair 2012 - Mostra d'arte cinetica e cibernetica
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La mostra si terrà dal 9 al 12  Febbraio presso lo spazio espositivo AMBIKA P3, MARYLEBONE LONDON, (opp. Baker Street Tube),  NW1 5LS.

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La storia di Ruth e Billie, una sfida contro gli stereotipi di genere

La storia di Ruth e Billie, una sfida contro gli stereotipi di genere

Giorgia Massari · 24 ore fa · Photography

Ruth e Billie è un progetto fotografico che racconta la vita di due fratelli post-adolescenti che vivono nella provincia di Padova. A raccontarcelo è la fotografa e pedagogista Claudia Deganutti, che esporrà questo stesso progetto al Liquida Photofestival di Torino dal 2 al 5 maggio. Gli scatti di Deganutti costruiscono una narrazione intima che pone l’accento sull’esplorazione dell’identità di genere. Ruth e Billie hanno rispettivamente 22 e 19 anni e sono un chiaro esempio di ragazzi della Gen Z, coraggiosi e aperti alla conoscenza di loro stessi. In particolare è Billie a compiere quest’esplorazione. Il suo corpo è femminile ma non è quello che sente di essere. Gli scatti mostrano Billie sfidare gli stereotipi di genere indossando cravatte e scarpe con il tacco, rivelando la sua unicità e determinazione nel essere sé stesso.

claudia deganutti

Gli scatti di Claudia Deganutti non sono distanti. È evidente come la fotografa abbia costruito un legame con i due soggetti che le ha permesso di catturare momenti autentici e significativi. In un contesto più ampio, il progetto di Claudia Deganutti riflette anche i cambiamenti culturali e sociali che stanno avvenendo nella società contemporanea. La questione LGBT+ e la normalizzazione delle neurodivergenze sono temi centrali, e attraverso le sue fotografie, Deganutti ci invita a riflettere sulla necessità di accettazione e rispetto per tutte le forme di diversità.

claudia deganutti
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Billie
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Courtesy Claudia Deganutti

La storia di Ruth e Billie, una sfida contro gli stereotipi di genere
Photography
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Il Romanzo Meticcio di Davide Degano

Il Romanzo Meticcio di Davide Degano

Collater.al Contributors · 3 giorni fa · Photography

Il progetto di Davide Degano, Romanzo Meticcio, sarà in mostra a Liquida dal 3 al 5 maggio. Si tratta di un’analisi della condizione post-coloniale italiana come un elemento fondamentale della vita contemporanea del Bel Paese. La volontà è quella di esprimere un atteggiamento critico nei confronti dell’eredità fascista del passato in favore di un’analisi attenta degli effetti sulla società odierna. Se la narrazione creata dallo Stato italiano – fin dalla sua unificazione – si basa sull’identificazione di luoghi e persone considerate marginali la questione è più complicata del previsto. Per navigare questa questione complicata e stratificata, Degano utilizza un approccio interdisciplinare che enfatizza la necessità di considerare le diverse categorie marginalizzate nella loro co-presenza e intersezione anziché come entità separate.

Il mezzo fotografico negli anni ’30 è stato uno strumento fondamentale per giustificare le politiche coloniali e per rappresentare certe situazioni e persone come marginali. Le fotografie sono quindi diventate un atto performativo di esclusione. Romanzo Meticcio vuole creare nuovi immaginari e scenari culturali mettendo in discussione l’identità italiana fino al midollo. Davide Degano, con il suo lavoro, si pone proprio in questa direzione, offrendo uno sguardo critico e provocatorio sulla storia e sull’identità italiana attraverso un’opera interdisciplinare che abbraccia fotografia e narrazione.

Il Romanzo Meticcio di Davide Degano
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Non una Nonnetta qualsiasi

Non una Nonnetta qualsiasi

Giorgia Massari · 4 giorni fa · Photography

«Ma che cosa ci farai con tutte le foto che mi fai, per il cimitero ne basta una sola, lo sai!» commenta la nonna della fotografa Alessia Spina, che l’ha resa protagonista indiscussa del suo ultimo progetto. Nonnetta è il titolo del progetto fotografico che segna il legame transgenerazionale. Un’esplorazione dell’intimità guidata da una nipote armata di macchina fotografica analogica, ancorata alla sua famiglia e alle tradizioni. Nelle fotografie di Alessia Spina, Nonna Elvira incarna l’essenza di tutte le nonne, e attraverso queste immagini, assistiamo a un tessuto di sguardi, risate, gesti, sapori, atti di cura e rituali quotidiani, ognuno pervaso da una profondità emotiva che sfida la cattura. Il progetto di Spina sarà in mostra a Milano dall’1 al 13 ottobre nella cornice del PhotoFestival in via Laghetto 2.

Nonna Elvira rappresenta non solo se stessa, ma tutte le nonne. Afferra la vita con entrambe le mani, assaporando le sue gioie e le risate. È un porto sicuro, proprio come la sua amata San Benedetto del Tronto, la sua città natale. È un cassetto pieno di bontà, da aprire quando necessario, quando fuori fa freddo e dentro fa male. È un deposito di ricordi, colmo dei sapori unici dei suoi cannelloni e di una fragranza che riempie la mente e il cuore, lenendo persino le ferite più profonde, proprio come la madeleine di Proust.

Nei fotogrammi catturati da Alessia Spina, assistiamo alla bellezza eterna del legame transgenerazionale, a un tessuto intessuto dai fili dell’amore, dei ricordi e dell’essenza della famiglia. Nonnetta non è solo un progetto fotografico; è una testimonianza del potere dell’amore e delle connessioni senza tempo che legano le generazioni.

Ph Credits Alessia Spina

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Torniamo a fotografare come una volta

Torniamo a fotografare come una volta

Giulia Guido · 4 giorni fa · Photography

Siamo una generazione di nostalgici, ammettiamolo. Nell’arco di vent’anni abbiamo assistito a talmente tanti cambiamenti che gli oggetti che facevano parte della nostra infanzia iniziano a mancarci. Ma non ci mancano solo gli oggetti, ci mancano i sapori, i momenti, i piccoli gesti che riuscivano a racchiudere un mondo di emozioni e ricordi. Uno di questi è sicuramente quello di scattare fotografie con la macchina fotografica. La macchina ben salda tra le due mani e l’indice della mano destra impegnato a premere il tasto per fotografare sono stati sostituiti dal pollice pronto a sfiorare lo schermo di uno smartphone. In pochi anni, un battito di ciglia, il mondo ha preso una forma strana, quella dei 9:16 degli schermi più piccoli. Ma quanto ci manca quel click a ogni scatto? E lo zoom girando la rotellina in alto a destra? Quanto ci mancano le foto in orizzontale?
A intercettare questo sentimento nostalgico sono stati Xiaomi e Leica che ancora una volta hanno unito le forze per realizzare un prodotto che forse, per la prima volta nella storia della telefonia, invece di essere uno smartphone con un buon apparato fotografico, è una macchina fotografica con smartphone integrato. Lo Xiaomi 14 Ultra unito al Photography Kit è l’oggetto giusto per farci ritrovare i gesti che abbiamo quasi dimenticato, senza però rinunciare alla qualità di oggi. 

“See The World In A New Light”, un progetto di Xiaomi e Leica

I più scettici diranno che uno smartphone non potrà mai sostituire una macchina fotografica. Proprio per questo motivo Xiaomi e Leica hanno coinvolto non uno, ma ben sette fotografi di sette paesi diversi lanciando loro una sfida: raccontare un tema esclusivamente attraverso le lenti dello Xiaomi 14 Ultra. Dalla street photography al ritratto, fino alla fotografia documentaria, i progetti nati da questa collaborazione sono caratterizzati da una qualità invidiabile da molti e sono stati presentati a Madrid lo scorso 11 aprile dagli stessi fotografi che hanno raccontato la loro esperienza e di come lo Xiaomi 14 Ultra sia riuscito ad andare incontro a tutte le loro esigenze, che si scattasse di giorno o di notte, a colori o in bianco e nero, fermi o in movimento. 

Maurice Pehle – Craftmenship (Germania)

Javier Corso – Taste (Spagna)

Rui Caria – Tradition (Portogallo) 

Fabien Ecochard – Vitality (Francia)

Emanuele Di Mare – Moments (Italia)

Vasilis Makris – Authenticity (Grecia)

Anto Magzan – Heritage (Croazia)

Si può mangiare con gli occhi?

Da Madrid, il nostro viaggio è continuato a Valencia dove è stato presentato un altro progetto ideato da Xiaomi con la collaborazione di Leica che ha visto coinvolti due protagonisti speciali: il fotografo spagnolo Javier Corso e Begoña Rodrigo, chef del ristorante La Salita, una stella Michelin. Corso e Rodrigo hanno lavorato fianco a fianco per raccontare la cucina in modo nuovo e rivoluzionario: ogni piatto del menù della chef è stato abbinato a una maestranza artigianale, e quindi a un materiale, che ritroviamo sia nell’impiattamento sia nei sapori. Se fino ad oggi pensavamo che fosse impossibile fotografare un sapore, dopo aver scoperto il progetto “Eating with your eyes” e aver provato di persona a scattare i piatti del menù de La Salita ne siamo un molto meno certi. 

Xiaomi
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Torniamo a fotografare come una volta

Una volta collegata l’impugnatura per macchina fotografica allo smartphone (che fa anche da powerbank e si è rivelato molto utile stando fuori dalla mattina fino a sera), tornare a fotografare come una volta è stato un po’ come andare in bicicletta: è bastato solo uno scatto per ricordare tutto ciò che pensavamo di aver dimenticato.
Forse, se le nostre vecchie macchinette avessero avuto la qualità della modalità pro dello Xiaomi 14 Ultra non le avremmo mai abbandonate. Ora grazie a Xiaomi e Leica possiamo riassaporare il passato e il vero gusto della fotografia, ma guardando al futuro.

Tutte le fotografie sono state scattate con Xiaomi 14 Ultra

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