“The KXTH Book”, il libro che festeggia il 10° anniversario di Kith

“The KXTH Book”, il libro che festeggia il 10° anniversario di Kith

Andrea Tuzio · 3 settimane fa · Style

Kith non è semplicemente un brand. Quella fondata da Ronnie Fieg è una powerhouse che in 10 anni ha saputo mettere insieme una serie di collaborazioni, attivazioni e idee che esprimono la vera essenza di ciò che Kith rappresenta per l’intero mondo streetwear nella sua accezione più ampia.

In occasione del 10° anniversario dalla sua fondazione, Kith ha svelato e messo in vendita The KXTH Book, un libro di oltre 300 pagine nelle quali sono descritti e raccontati i momenti chiave che hanno portato il marchio a diventare ciò che è oggi.

 
 
 
 
 
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Grazie alla direzione creativa di Jim Moore e Fieg, lo styling di  Eugene Tong e la fotografia di Sebastian Kim, The KXTH Book racchiude i progetti più importanti che hanno coinvolto il marchio nel corso della sua decennale esistenza.

A proposito dei progetti che gli sono più cari, Fieg ha dichiarato in un comunicato stampa: “Non penso di poter scegliere uno soltanto, amo ogni singolo progetto a cui ho lavorato per ragioni diverse. Mi guardo indietro e vedo cose che avremmo potuto fare molto meglio, ma non saremmo nella posizione in cui siamo oggi se non avessimo fatto le cose come le abbiamo fatte allora. Fa tutto parte del viaggio”.

Sul futuro del brand invece ha detto: “Vogliamo continuare a massimizzare il nostro potenziale approcciandoci ai progetti con gusto e tatto. Dal momento che Kith è un marchio/azienda di lifestyle, ci sono così tante parti della mia vita che non ho ancora affrontato attraverso la lente del brand. Quindi, man mano che cresciamo, continueremo ad aggiungere nuove dimensioni per creare un’esperienza olistica per i clienti”.

The KXTH Book è già disponibile in tutti gli store Kith e online attraverso il web shop del brand.

“The KXTH Book”, il libro che festeggia il 10° anniversario di Kith
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Eredità ed evoluzione, come HYKE ha conquisto il mondo

Eredità ed evoluzione, come HYKE ha conquisto il mondo

Andrea Tuzio · 2 settimane fa · Style

Pochi giorni fa è stata presentata la collezione di HYKE disegnata per Moncler Genius.
Nel comunicato stampa che accompagna la collezione, l’estetica di HYKE viene descritta come discreta e sofisticata, minimale e utilitaristica e la loro attenzione alla performance si fonde perfettamente con lo spirito di Moncler.

 
 
 
 
 
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Partendo da questa collaborazione, abbiamo deciso di andare alla scoperta di HYKE per comprendere al meglio quali caratteristiche hanno portato il brand giapponese a conquistare il mondo partendo dalla passione per il vintage.

Fondato dai designer Hideaki Yoshihara e Yukiko Ode nel 2013, il brand Tokyo based rappresenta un unicum nel panorama del fashion system. Semplicità, estrema attenzione ai tessuti, ai ricami e alle finiture e una spiccata delicatezza nonostante il costante mantenimento del fattore utilitaristico, rappresentano il mondo attorno al quale vengono costruite le collezioni di HYKE.

Eredità ed evoluzione sono i cardini del processo creativo di Yoshihara e Ode, i capi si ispirano alle diverse silhouette provenienti dalla vastissima collezione vintage dei due designer, continuamente rivisitata valutando la storia di ogni elemento e la sua transizione nello stile di vita contemporaneo.
Nel 1997 la passione per il workwear vintage, le uniformi e lo sportswear più in generale, ha spinto Yoshihara e Ode ad aprire il loro vintage shop Bowles a Tokyo, e in seguito a fondare il loro primo brand Green. Dopo aver interrotto la collezione per tre anni per dedicarsi alle loro famiglie, i designer hanno deciso di rimettersi a lavoro, ma invece di ripartire con Green, il duo creativo ha deciso di creare un nuovo brand, HYKE, come sintesi del nuovo inizio ed evoluzione del loro design e dello studio fatto negli anni.

 
 
 
 
 
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“Siamo spesso influenzati dalle cose vecchie. Che si tratti di uniformi da lavoro, militari, sportive o di altro tipo, traiamo ispirazione dai vecchi abiti di cui ricercarchiamo le tecniche e il background storico. Analizziamo i tessuti, i modelli e gli accessori come materie prime, e poi li rielaboriamo in nuove forme attraverso il nostro filtro di idee”.

Vent’anni fa, ai tempi di Bowles a Daikanyama, i due designer hanno raccontato il loro rapporto con il vintage e ciò che li ha spinti ad intraprendere un loro progetto personale, mostrando il rapporto quasi morboso che i giapponesi hanno nei confronti degli abiti vintage.

“Andavamo a comprare solo i migliori vestiti d’oltreoceano e poi mettevamo i nostri articoli preferiti in mostra nel negozio. Ci rendeva però molto tristi quando questi articoli venivano venduti, quindi poteva essere che il business dell’abbigliamento vintage non facesse per noi. Quando trovavamo dei vestiti che ci piacevano, non volevamo venderli a nessun altro. Decidemmo invece di creare abiti che contenessero l’essenza di ciò che ci piaceva, ed è così che è nato il nostro primo marchio, Green”.

 
 
 
 
 
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La prima collezione di Green firmata da Ode e Yoshihara arrivò nel 1998 e venne presentata durante la Tokyo Collection – quella che ora è la Tokyo Fashion Week – riscuotendo immediatamente un grande successo grazie alla ventata di novità che riuscirono a trasmettere. 

Dopo la collezione Spring/Summer 2009 arrivò lo stop di quasi tre anni per i motivi che vi abbiamo descritto in precedenza e nel 2013 tornarono con HYKE.

“Abbiamo iniziato facendo una cosa per volta, di procedere passo dopo passo, come abbiamo fatto agli inizi di Green. Il nome ‘HYKE’ è solo una disposizione delle lettere dei nostri nomi, quindi non c’è davvero nessun significato particolare dietro. Crediamo che quando si produce qualcosa è meglio che il nome del marchio non abbia una sorta di connotazione limitativa”.

 
 
 
 
 
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L’utilizzo di materiali scelti con cura, un’attenzione spasmodica per i tessuti e la particolare cura nello scegliere i fornitori, sono tutti elementi che vengono fuori in maniera prorompente quando si osservano le collezione di HYKE. 

Il successo e il riconoscimento internazionale è arrivato grazie alle tante collaborazioni nel corso di questi anni come quella con Mackintosh, adidas, The North Face e tanti altri.

L’estetica giapponese espressa ai massimi livelli per un brand che, anche grazie all’hype attorno all’abbigliamento tecnico sviluppatosi negli ultimi anni, un punto di riferimento della moda contemporanea.

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Gucci Circolo Milano, uno spazio narrativo dedicato all’estetica della maison

Gucci Circolo Milano, uno spazio narrativo dedicato all’estetica della maison

Andrea Tuzio · 2 settimane fa · Style

Gucci ha presentato Gucci Circolo Milano, uno spazio temporaneo nel cuore di Milano – nel settecentesco palazzo Gallarati Scotti – dove incontrarsi per vivere un’esperienza immersa dedicata alle collezioni e ai codici della maison.

Tutta l’energia creativa di Gucci trova espressione all’interno di un antico palazzo di via Borgospesso, e si articola in un susseguirsi di ambienti esperienziali e sale espositive pensati come un unico spazio narrativo attraverso i capitoli della collezione Aria, disegnata da Alessandro Michele e presentata ad Aprile 2021.

Un viaggio che parte da “Gucci 100” e attraverso una serie di allestimenti che esaltano l’estetica peculiare della maison, si conclude con la presentazione di “The Hacker Project”.

All’interno di questo nuovo spazio targato Gucci, il percorso continua nella listening lounge, una sala d’ascolto che celebra il legame profondo che esiste tra la maison milanese e la musica. Tanti i i vinili esposti per un cammino sonoro con le canzoni di alcuni artisti che hanno un legame con Gucci: Harry Styles, Sir Elton John, Florence Welch, Achille Lauro e tanti altri. È possibile anche scaricare una playlist realizzata per festeggiare i 100 anni della casa di moda. 

Al centro della seconda sala troviamo la riproduzione della passerella della sfilata di Aria, dove è possibile provare l’ebrezza di sfilare circondati dalle luci al neon e dai flash delle macchine fotografiche. 
Non manca una screening lounge: un luogo di aggregazione che ospiterà i membri della Gucci community per occasioni speciali.

Alla fine di questo percorso narrativo, si arriva alla sala da tè dove, su comode poltrone e divani in velluto è possibile rilassarsi e godersi gli allestimenti floreali che circondano la stanza.

Gucci Circolo Milano ha in calendario una serie di eventi fino alla fine di novembre per celebrare al meglio possibile l’estetica unica della maison milanese.

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L’happening pop di Balenciaga per la Spring/Summer 2022

L’happening pop di Balenciaga per la Spring/Summer 2022

Andrea Tuzio · 2 settimane fa · Style

Quello andato in scena sabato sera al Théâtre de Châtelet di Parigi in occasione della presentazione della Spring/Summer 2022 di Balenciaga, è stato un gigantesco happening pop.

Una “sfilata” impossibile da definire tale ma che aveva tutte le caratteristiche della forma d’arte nata a New York grazie all’intuizione dell’artista statunitense Allan Kaprow nel 1959.
Una focalizzazione marcata sull’evento, o per meglio dire meta-evento, che si fa teatro davanti agli stessi “attori” ignari di diventare man mano parte dell’opera stessa.

Tutti gli ospiti, che hanno posato per una miriade di fotografi assiepati sul tappeto rosso – rosso era anche lo sfondo degli scatti – si sono resi conto di far parte dello show mentre andavano a prendere il proprio posto all’interno del teatro. Le immagini di quello che stava accadendo fuori erano visibili a tutti gli invitati ormai dentro, e che in realtà la sfilata si stava realizzando davanti ai loro occhi in modo del tutto inconsapevole.

Tantissimi indossavano i look della nuova collezione di Balenciaga disegnata da Demna Gvasalia, tra cui una schiera enorme di celebrità del calibro di Cardi B, Lewis Hamilton, Juergen Teller, Isabelle Huppert ed Elliot Page. Ma anche i membri dello staff dell’atelier della maison come il suo braccio destro Martina, i designer Emmanuel, Felix, Romain, il suo assistente personale Tally, il modello Yuri, suo marito Loïk e tantissimi altri amici del marchio. 

La passerella degli ospiti sul red carpet veniva intervallata dalle modelle e dai modelli, anche loro ovviamente con indosso i look della SS22, che intanto si mescolavano in maniera eterogenea a questo red-carpet/sfilata. 

Una sorta di manipolazione del modo in cui siamo abituati a vedere le cose, a codificare le situazioni e i momenti, gli ambienti e i simboli, ribaltando e scompigliando le idee che spesso diamo per scontante. 

Una volta finito il red-carpet/sfilata, tutti hanno preso posto all’interno del teatro e Gvasalia ha presentato un episodio speciale dei Simpson, in cui il personaggio del direttore creativo di Balenciaga – animato nel classico stile della sitcom creata da Matt Groening – decide di realizzare la sua sfilata a Springfield, convinto da una lettera di Homer che cercava di organizzare qualcosa per il compleanno di Marge. 
Personaggi come il barista Boe Szyslak, il commissario Clarence Winchester che apre la sfilata, lo stesso Homer, Smithers, Bart, Lisa, le gemelle Patty e Selma e infine Marge sfilano indossando abiti di vecchie collezioni Balenciaga. Tra il pubblico è facilmente riconoscibile anche la versione “Simpson” di Anna Wintour. 

Qui di seguito potete dare un’occhiata alla puntata speciale dei Simpson x Balenciaga.

L’happening pop di Balenciaga per la Spring/Summer 2022
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IUTER e Benedict Radcliffe celebrano la storia del rally italiano

IUTER e Benedict Radcliffe celebrano la storia del rally italiano

Andrea Tuzio · 2 settimane fa · Style

IUTER e l’artista britannico Benedict Radcliffe, in partnership con Lancia, hanno voluto celebrare due vere e proprie icone che hanno scritto la storia del rally italiano: la Lancia Stratos e la Lancia Delta Integrale.

Radcliff ha realizzato una versione “wireframe” della Lancia Stratos in scala 1:1 per rendere omaggio alla collezione FW20 di IUTER “Vita Veloce”.

Dopo aver lavorato alla scultura, l’artista a chiesto a IUTER di disegnare una divisa ad-hoc e che andasse incontro alle sue esigenze. In questo modo è nata la capsule collection Iuter X VHP.
VHP Ldt. è il brand attraverso il quale Radcliffe commercializza il suo lavoro. 

“Quando lavoro nella mia officina o quando giro il paese con il mio furgone, indosso sempre abbigliamento brandizzato VHP. È qualcosa di simile a ciò che indossano commercianti e operai in tutto il Regno Unito, ha un aspetto elegante e professionale. Amo i loghi grandi e a volte ingenui, amo quel tipo di lavoro grafico”, ha dichiarato l’artista britannico.

La capsule collection realizzata per l’occasione include una Work Jacket, un Work Pants, una Polo da officina e un classico cap. Tutti i capi sono caratterizzati dal ricamo dei marchi Radcliffe, VHP, IUTER e Lancia. Il logo Lancia è quello originale del 1974, anno della prima delle tre vittorie consecutive nel mondiale rally, anche per questo tutti i capi presentano anche la dicitura “three in a row”

Per tutti gli appassionati del mito della Lancia Delta HF Integrale, ne è stata realizzata una versione in ceramica, che monta ruote da skate personalizzate IUTER x Benedict Radcliffe. Edizione limitata, numerata e firmata, composta di 25 pezzi per 4 colori: bianco, rosso, giallo e blu.

L’intera capsule collection Iuter X VHP è già disponibile online sul sito di IUTER.

IUTER e Benedict Radcliffe celebrano la storia del rally italiano
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IUTER e Benedict Radcliffe celebrano la storia del rally italiano
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