Dell’identità di Banksy e di quanto sia problematica tutta la discussione intorno a essa ne abbiamo già parlato nelle scorsa settimane. Ma negli ultimi giorni, una nuova apparizione nel centro di Londra ha riportato l’attenzione sullo street artist: a Waterloo Place, nel quartiere di St James’s, è comparsa una grande statua raffigurante un uomo in giacca, colto mentre marcia fuori dal suo piedistallo. A coprirgli il volto è una bandiera spinta all’indietro dal vento, che gli oscura completamente la vista. Alla base compare la firma “Banksy”, ma almeno per ora l’artista non ha confermato nulla sui suoi canali social.

L’immagine ha un che di disturbante: la bandiera, simbolo di identità e appartenenza, diventa qui un ostacolo, uno strumento che acceca invece di guidare. La figura avanza senza vedere, sospesa in un momento che precede la caduta, trasformando il gesto della marcia in qualcosa di pericolosamente inconsapevole.

È difficile non leggere l’opera come un commento sul clima politico contemporaneo, tra nazionalismi e derive ideologiche sempre più visibili nello spazio pubblico. In questa prospettiva, il soggetto diventa il simbolo di un’adesione cieca, trascinata più da slogan e simboli che da una reale comprensione, con conseguenze che sembrano inevitabili.

