Solitamente quando andiamo in libreria e abbiamo voglia di comprare un libro tendiamo spesso ad adocchiare quelli che ci ispirano di più. Sicuramente il primo criterio di scelta è la copertina. Diciamocelo, se non ci piace non siamo minimamente proiettati all’idea di acquistare il libro o anche solo di leggere l’introduzione o la quarta di copertina.
Se invece è bella, quasi sempre ci sediamo un attimo e lo sfogliamo fino a che non decidiamo, a prescindere dal contenuto, di comprarlo. Nonostante questo, esistono molti libri con delle brutte copertine che contengono storie belle ma che purtroppo non vengono valorizzate.
Una volta qualcuno ha detto “non giudicare mai un libro dalla copertina” e per questo motivo Livia Satriano, una creatrice di contenuti editoriali e per i social media, ha deciso di creare Libri Belli, una pagina su Instagram dove raccoglie e condivide le copertine più belle di libri italiani del Novecento.
Vengono promossi prodotti letterari di vario genere, dalla saggistica alla narrativa fino ad arrivare alla musica. Questi vengono selezionati in base a ciò che salta subito all’occhio, dalle grafiche accattivanti alle illustrazioni fino alle associazioni di colori. L’idea di Livia è quella di far riscoprire i classici della letteratura non diventati famosi e rendergli in qualche modo – per come può – giustizia. Questa sua iniziativa ha avuto molto successo tanto da contare un seguito di circa 17,5 mila followers sulla pagina e circa 800 post. Inoltre, grazie a questo progetto, ha potuto collaborare con Sprint Milano, Printville e Artefiera, creare due temporary shop, curare e organizzare mostre.
All’interno del profilo propone diversi format come la rubrica mensile “Libri Belli di …” in cui personalità del mondo dell’editoria, del design e della creatività raccontano i loro tre Libri Belli preferiti. Condivide anche delle nuove interpretazioni in chiave moderna di copertine realizzate da grafici e illustratori. In ogni contenuto oltre all’immagine del libro, nella descrizione viene detto il titolo, l’anno di pubblicazione e un mini commento.










Testo di Anna Cardaci
