È tutta questione di storia. Il signor Louis Vuitton lasciò la sua città natale di Anchay, nel dipartimento del Giura nel 1835 e, a piedi, di diresse verso Parigi. Vagabondò per ben due anni mantenendosi grazie a lavori saltuari e dormendo dove capitava. Nel 1837 finalmente arrivò a Parigi, una città profondamente trasformata dalla rivoluzione industriale, e iniziò a lavorare come apprendista presso il fabbricante di valigie Monsieur Marechal.
Nel 1854, dopo aver lasciato il laboratorio di Marechal, fondò il suo marchio omonimo di valigie e pelletteria che sarebbe diventato una delle maison più importanti della storia del fashion.

L’ultima release della casa francese va proprio a rimarcare questo legame intrinseco che esiste tra Louis Vuitton e il viaggio: 15 edizioni riviste e aggiornate delle City Guide dedicate a Parigi, Pechino, Berlino, Città del Capo, Londra, Los Angeles, Città del Messico, Milano, New York, Praga, Roma, Shanghai, Sydney, Taipei e Tokyo.
Ogni edizione, disponibile in francese e inglese, conta i consigli di una celebrità o di una local guide che offre il suo punto di vista sulla città in prima persona.

Le news non finisco qui però. La maison francese è pronta a rilasciare anche tre nuovi titoli della serie fotografica Fashion Eye. Lanciati a novembre, i libri presenteranno gli scatti di tre fotografi iconici: il fotografo americano Melvin Sokolsky, con le sue serie più famose dedicate alla moda e scattate a Parigi intitolate Bubble (1963) e Fly (1965); il fotografo cinese Feng Li e il suo occhio non convenzionale su Parigi; il fotografo spagnolo Robi Rodriguez e la sua personale visione di Londra.

Le nuove City Guide e i Fashion Eye Book sono disponibili nelle boutique Vuitton, sul sito della maison francese e in alcune librerie e concept store selezionati.
