Collyrium – Uno sguardo ravvicinato al cinema di Luca Guadagnino

Vista l’uscita di Suspiria nelle sale, abbiamo deciso di fare un approfondimento sul cinema di uno dei registi Italiano più popolari: Luca Guadagnino.

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14 Gennaio 2019

È giunto il momento di parlare di Luca Guadagnino. Dopo il tanto acclamato Chiamami col tuo nome, film di incredibile bellezza che ha consacrato il regista nostrano all’internazionalità, è ora nelle sale il suo ultimo film: Suspiria. Abbiamo deciso dunque di cogliere l’occasione per poter analizzare da vicino la sua figura di regista ma prima ancora di artista interdisciplinare. Dico questo proprio perché lui ha più volte dichiarato nelle interviste che il suo sogno in quanto regista è quello di collaborare con numerose personalità creative da lui stimate e rispettate e, come vedremo in questo approfondimento, è proprio quello che ha fatto. Grandi collaborazioni generano grandi opere.

Luca Guadagnino nasce a Palermo nel 1971 da padre italiano e madre algerina ed è proprio nel capoluogo siciliano che il giovane regista inizia ad appassionarsi al cinema, girando brevi riprese con una Super8. Già in questa prima fase della vita, Guadagnino si rende conto della sconvolgente bellezza del mondo che lo circonda e di come una semplice ma ponderata successione di immagini possa scatenare emozioni del tutto nuove e potenti. L’aspirante regista si sposta dunque a Roma, dove si laurea in lettere alla Sapienza con una tesi sul cinema di Jonathan Demme. 

Guadagnino inizia quindi a girare i suoi primi corti, dirige dei primi documentari e finalmente, nel 1999 arriva il suo primo lungometraggio, The protagonists, opera presentata alla Mostra del cinema di Venezia nella quale vediamo una giovane Tilda Swinton (che di lì ìa poco diventerà la sua musa ispiratrice nonché attrice feticcio).

luca guadagnino | Collater.al

Dopo The Protagonist arriva Melissa P., film tratto dal romanzo “100 colpi di spazzola prima di andare a dormire”, che si rivelerà un vero e proprio flop, non a livello commerciale ma livello di critica, tanto che fu inserito tra la lista dei film più brutti del 2005. La storia parla di una ragazza adolescente che si ritrova a fronteggiare la propria sessualità in maniera brutale. Già in questo secondo lavoro si percepisce all’istante l’interesse per la sfera emotiva e sessuale, che porterà alla creazione della trilogia del desiderio (Io sono l’amore, a Bigger Splash ed infine Chiamami con il tuo nome).

Arriva il 2009 ed esce nelle sale cinematografiche internazionali Io sono l’amore, film passato decisamente in sordina qui in Italia, ma che all’estero ha saputo farsi ben apprezzare, tanto che si aggiudica anche un Oscar per i miglior costumi, curati dalla nostrana Antonella Cannarozzi (che utilizza vestiti disegnati da Raf Simons e Fendi). Nonostante il poco successo riscosso in Italia, il film è un vero e proprio gioiello. In questa pellicola infatti Guadagnino ci regala uno spaccato sociale della “Milano bene” in cui troviamo spesso e volentieri il desiderio come vero protagonista. Non un desiderio sordido, ma un desiderio fatto di sospiri, gocce di sudore e pura bellezza. Ma Io sono l’amore è importante anche per un altro motivo: si inizia a formare quella concezione artistica interdisciplinare di cui parlavamo qualche riga sopra. La protagonista è nuovamente Tilda Swinton, le musiche sono curate da John Adams (celebre compositore americano) ed infine troviamo Walter Fasano al montaggio (perosonalità di spicco con cui collabora tutt’ora).

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Qualche anno dopo, con a Bigger splash, Guadagnino ritorna sul concetto di desiderio ma questa volta il vero protagonista della pellicola è la bellissima Pantelleria, nella quale si districano le vicende amorose di quattro personaggi, interpretati magistralmente da Tilda Swinton, Matthias Schoenaerts, Raplh Finnes ed infine Dakota Johnson (che rivedremo poi anche in Suspiria).

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È solo nel 2017 che si chiude la trilogia del desiderio con l’uscita di Chiamami col tuo nome, film che cambia radicalmente punto di vista. Il regista infatti, in questa pellicola indaga l’amore omosessuale che due ragazzi (Armie Hammer e Timothèe Chalamet) si vivono intensamente nella afosa estate lombarda del 1983. Il film girato con un budget limitato rispetto ai precedenti è quasi interamente ambientato in una splendida villa agreste (che il regista stesso tentò di acquistare) raccontata e filtrata dalle intime riprese in 35mm realizzate da Sayombhu Mukdeeprom. È doveroso ricordare anche l’incredibile colonna sonora che ci accompagna dall’inizio alla fine curata dal cantautore americano Sufjan Stevens con anche delle tracce inedite tra cui Mystery of Love. Chiamami col tuo nome è sicuramente il fiore all’occhiello del lavoro di Guadagnino, tanto che gli costò numerose nomination e anche non poche vittorie in numerosi festival internazioni (tra le quali Oscar alla miglior sceneggiatura non originale a James Ivory).

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Dopo aver generato tutto questo gran chiasso con quest’ultimo lavoro, il regista decide di cambiare strada radicalmente, realizzando il remake, forse non necessario, di uno dei capolavori di Dario Argento: Suspiria. Guadagnino ha più volte dichiarato di desiderare da sempre l’occasione per girare la sua versione di questo classico dell Horror e nel 2018 questa occasione arriva. Il regista, in compagnia di Tilda Swinton e Dakota Johnson come protagoniste, Thom York alla musica, Sayombhu Mukdeeprom dietro alla camera ed ancora una volta Walter Fasano al montaggio, dirige un film totalmente diverso dalla versione originale ma ugualmente degno. 

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Come abbiamo visto in questo piccolo approfondimento, il cinema di Guadagnino è qualcosa che vuole andare ben oltre il mero intrattenimento. Il suo è un cinema che vuole emozionare, andando molto vicino all’opera d’arte grazie sicuramente alla sua sensibilità d’animo ma anche alle personalità incredibili di cui si circonda produzione dopo produzione, per creare un opera curata magistralmente a 360 gradi. Musica, location (molto spesso un’Italia che esiste solo nella più popolare immaginazione americana), fotografia, set design e costumi sono tutti ingredienti molto cari al regista che riesce a coordinare con cura incastrando tutto alla perfezione.

Attualmente Guadagnino sta lavorando ad un documentario su Salvatore Ferragamo, ma è stato annunciato nei giorni scorsi che il suo prossimo progetto sarà il sequel di Chiamami con il tuo nome, di cui però non abbiamo altre informazioni.

Intanto però qui sotto trovate il trailer di Suspiria che vi aspetta in sala.

 

 

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