La graphic designer Margie Rischiotto trasforma il caos in arte, giocando con confini sfumati tra illustrazione, design e sperimentazione visiva. La sua estetica è un’esplosione di colori e forme insolite, un linguaggio che mescola ironia e stranezza con un equilibrio studiato. «Mi affascina trovare il punto esatto in cui qualcosa diventa né troppo né troppo poco,» spiega a It’s Nice That, sottolineando come il suo percorso creativo sia stato un’evoluzione costante. Con uno stile che lei stessa definisce “ordinatamente caotico”, Margie costruisce universi in cui la nostalgia digitale si fonde con un’immaginazione senza limiti.

Il suo immaginario attinge dalla cultura visiva dei primi anni 2000, un periodo in cui grafica e sperimentazione si contaminavano in modi inaspettati. Tra le sue influenze cita pubblicazioni come Plazm e Mondo magazine, i video educativi Eyewitness e programmi come Cyberchase, tutti accomunati da un’estetica audace e fuori dagli schemi. «Quell’epoca ha saputo reinventare il modo di usare il testo, mescolandolo con collage e illustrazione,» racconta. Ma la sua ricerca non si ferma al passato: anche fenomeni più recenti, come l’ipnotica pubblicità di Little Baby’s Ice Cream, alimentano il suo desiderio di creare immagini in grado di sorprendere e disorientare.

L’obiettivo di Margie non è solo stupire, ma far riflettere. La sua estetica volutamente spiazzante spinge lo spettatore a osservare ogni minimo dettaglio, a mettere in discussione ciò che è familiare. «Mi piace creare qualcosa di inaspettato, qualcosa che ti costringa a guardare due volte,» afferma. Il suo lavoro si muove così tra il surreale e il digitale, mescolando l’energia caotica di internet con un’estetica che sfida le regole del design tradizionale.



