Art Marie Munk e un futuro non troppo lontano 
Artart

Marie Munk e un futuro non troppo lontano 

-
Giorgia Massari
Marie Munk | Collater.al

C’è qualcosa di profondamente drammatico nelle opere dell’artista Marie Munk (Danimarca, 1988), che indaga il rapporto tra il corpo e la tecnologia attraverso la creazione di un’immaginario inquietante. La scultura, l’installazione, i video e la performance sono i media principali che l’artista utilizza. In particolare, son le grandi installazioni scultoree a colpirci. L’opera Cable-to-Cradle, recentemente presentata durante la collettiva Teknokroppen al Fuglsang Kunstmuseum, meglio esemplifica la sua ricerca. Una serie di simil-feti in silicone sono posti all’interno di quelle che appaiono delle culle “aliene”. Due cordoni ombelicali collegano ogni feto ad un punto centrale, posto sul soffitto. L’installazione restituisce un’immaginario a tratti surreale e disgustoso, quasi fantascientifico. Marie Munk, come in questo caso, è solita creare bizzarri scenari ipotetici, non tanto lontani dal prossimo futuro e non così improbabili.

Marie Munk | Collater.al

Il rapporto tra il corpo e la tecnologia che l’artista indaga è supportato dalla ricerca scientifica. Nello specifico, Marie Munk pone l’attenzione sulle nuove invenzioni tecnologiche che, se da un lato supportano il nostro lavoro e più in generale la nostra vita, sono in grado di plasmare profondamente le nostre menti e le nostre azioni. Marie Munk individua l’oscurità delle tecnologie nell’aspetto commerciale, che si insidia in ogni schermo, condizionando le nostre scelte e i nostri pensieri. Questo discorso va di pari passo con la crisi ambientale. La globalizzazione e il progresso, inevitabilmente stanno provocando effetti collaterali preoccupanti. Dalla crescita della popolazione, sempre in diminuzione, alle alte emissioni di CO2, dall’acidificazione degli oceani alla perdita della biodiversità e così via. L’opera di Marie Munk si inserisce in questo senso in un discorso più ampio, con l’intenzione di stabilire una pausa di riflessione sul nostro futuro, ponendo lo spettatore di fronte a scenari drammatici. Il corpo umano, sempre realizzato in silicone anche per un motivo semantico, è il fulcro delle opere. Le forme create dall’artista non rispecchiano la realtà ma ricalcano dettagli, consistenze, linee e colori per creare delle “masse” no-gender. Creature non-umane, che tendono alla discussione della carne umana in un mondo sempre più digitale.

Marie Munk | Collater.al
Marie Munk | Collater.al

Scopri di più sul lavoro di Marie Munk sul suo sito web.

Courtesy Marie Munk

Artart
Scritto da Giorgia Massari

Editor's Picks

x
Ascolta su