Marina di Collater.al

Marina di Collater.al

Riccardo Fisichella · 3 anni fa · Style

Noi Siciliani viaggiamo tanto, si sa, è rinomato; spesso andiamo ovunque per un’opportunità lavorativa, ci potreste trovare dappertutto. Una cosa che però spesso non facciamo è di andare ad esplorare la nostra terra al di là dei propri confini provinciali. A volte conosciamo di più le altre parti del globo che il nostro triangolo, che no, non lo consideriamo. In cambio, però, ci sorbiamo le imitazioni de “Il Padrino” in tutte le lingue del mondo; vabbè, è la nostra personale legge del contrappasso e forse ce la meritiamo.

Io stesso, non abito più fisso in Sicilia da parecchi anni ormai e nel 2015 ho cominciato ufficialmente un progetto audiovisivo sulle coste (Europee, per il momento) dal titolo Point de fuite comme Point de vue (Punto di fuga come punto di vista). Il giro della costa siciliana ovviamente mi mancava ed ho iniziato a rimediare.

Ho sempre pensato che la miglior fotografia dev’essere priva di qualsiasi elemento testuale esterno: nessuna didascalia, deve parlarci ed emozionarci solo allo sguardo. Negli ultimi anni però ho avuto il piacere di essere stato in contatto con i maggiori esperti di foto-giornalismo e di fotografia documentaria al mondo e sono stato portato a riflettere parecchio su questo concetto. Con loro ci ho lavorato, discusso di fotografia e non solo, ho letto e guardato i loro libri, ho archiviato le loro foto, ci ho pranzato, cenato e fatto merenda, russato insieme, brindato alle loro mostre e loro alle mie, andato in vacanza, fatto il bagno a mare, mi hanno dato consigli e a volte mi hanno giudicato duramente ed io l’ho accettato.

Grazie a questo ho imparato svariate cose su come fare-gestire-presentare un racconto foto-documentario e qui ho cercato di metterlo in pratica. Ecco il risultato.

P.S. Avrei potuto evitare di mettere le didascalie e farvi indovinare le località, ma questo non si fa!

Eloro
Carratois
Santa Maria del Focallo
Punta Regilione
Marina di Modica
San Vito Lo Capo
San Teodoro
Marinella di Selinunte
Sovareto
Scopello
Castellamare del Golfo
Alcamo Marina
Balestrate
Capaci
Cefalù
San Saba
Torre Faro
Acitrezza
Catania

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I disegnini semplici di Worry Lines

I disegnini semplici di Worry Lines

Giulia Pacciardi · 1 giorno fa · Art

Sappiamo di lei che è una donna, che non ha studiato per diventare un’illustratrice, che i suoi lavori sono caratterizzati da semplici linee e personaggi senza collo, ma anche e soprattutto che i temi che affronta sono tutto tranne che irrilevanti.

Worry Lines, questo il nome che l’artista ha deciso di utilizzare per firmare le sue illustrazioni, pubblica sul suo profilo Instagram almeno un lavoro al giorno che ruota attorno ad argomenti come la salute mentale, la cura di sé, le relazioni, la crisi legata al cambiamento climatico e le emozioni che tutti questi temi comportano.

Il modo in cui lo fa è sempre delicato, utilizza quel personaggio un po’ goffo e tenero, ma anche tante metafore ironiche e giochi di parole che arrivano dritte al punto senza pungere.
I lavori di Worry Lines parlano agli adulti come si parla a dei bambini, con l’obiettivo di sensibilizzare un pubblico più ampio possibile su tematiche attuali di rilevanza sociale.

I disegnini semplici di Worry Lines
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Black Mirror non è mai stata così vicina alla realtà

Black Mirror non è mai stata così vicina alla realtà

Emanuele D'Angelo · 1 giorno fa · Art

Molti di noi negli ultimi mesi, a causa della pandemia e del lockdown, ha pensato più volte di vivere una puntata della famosa serie tv prodotta da NetflixBlack Mirror“.

Abbiamo visto cani robot pattugliare i parchi di Singapore, Apple e Google unire le forze per tracciare gli spostamenti degli utenti, droni pattugliare strade, spiagge e luoghi pubblici. Mai come in questa periodo la realtà è così surreale da sembrare un episodio della famosa serie tv.

Così l’agenzia spagnola con sede a MadridBrother Ad” ha lanciato una campagna pubblicitaria che si trova alle fermate dell’autobus della capitale spagnola, dove si legge su una superficie specchiata: “Black Mirror 6th season. Live now, everywhere“.

Ormai è da mesi che pensiamo che tutto quello che sta succedendo nel mondo sembri solo un lungo episodio di Black Mirror”, commenta l’agenzia, aggiungendo “su Netflix si può guardare la quinta stagione, la sesta invece sta accadendo nel mondo reale”.

Per vedere la vera sesta stagione su Netflix dobbiamo ancora attendere, Charlie Brooker – il creatore della serie – ha detto in un programma radiofonico che la stagione 6 dell’acclamato programma televisivo distopico è in pausa.
In attesa della sua uscita non ci resta che viverla, nella vita reale.

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Jorit omaggia George Floyd con un murale a Napoli

Jorit omaggia George Floyd con un murale a Napoli

Giulia Pacciardi · 1 giorno fa · Art

Su una terrazza di Napoli ancora sconosciuta campeggia il nuovo murale di Jorit, lo street artist partenopeo i cui lavori hanno più volte attirato l’attenzione del pubblico internazionale per il profondo realismo con cui affronta tematiche di rilevanza sociale e politica.
Solo a Gennaio, infatti, su un palazzo di  Barra, nella zona più orientale di Napoli, aveva realizzato un murale con protagonista Martin Luther King, icona della lotta per i diritti civili degli afroamericani negli Stati Uniti degli anni ’60.

Martin Luther King appare anche nel murale a cui l’artista sta lavorando proprio in questo giorni, e lo fa stando accanto a George Floyd, il cittadino afroamericano la cui morte per mano del poliziotto bianco Derek Chauvin ha scatenato proteste in tutto il paese, ma anche in Europa e in Italia dove nei prossimi giorni sono state annunciate diverse manifestazioni.

Accanto a George Floyd, diventato simbolo della lotta al razzismo e alla “white supremacy”, anche Lenin, Angela Davis e Malcom X di cui l’artista, che ha usato i suoi canali social per comunicare la sua nuova opera, ha postato alcune delle citazioni più celebri.

Una rivolta è in fondo il linguaggio di chi non viene ascoltato – Martin Luther King

Uno schiavo che non ha coscienza di essere schiavo e che non fa nulla per liberarsi, è veramente uno schiavo. Ma uno schiavo che ha coscienza di essere schiavo e che lotta per liberarsi già non è più schiavo, ma uomo libero. – Lenin

Devi comportarti come se fosse possibile cambiare radicalmente il mondo e devi farlo costantemente – Angela Davis

Nessuno può darti la libertà. Nessuno può darti l’uguaglianza o la giustizia o qualsiasi altra cosa. Se sei un uomo, te le prendi. – Malcom X

Jorit omaggia George Floyd con un murale a Napoli
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MOUA, il museo d’arte subacqueo

MOUA, il museo d’arte subacqueo

Giulia Guido · 12 ore fa · Art

Poco più di un anno fa vi avevamo parlato di Coralarium, il progetto realizzato da Jason deCaires Taylor per salvare la barriera corallina delle Maldive. In questi mesi, l’interesse e l’impegno di Jason deCaires Taylor non si sono mai assopiti, anzi, hanno portato l’artista a collaborare alla realizzazione del MOUA (Museum of Underwater Art), il primo museo subacqueo dell’emisfero australe. 

A largo della Città di Townsville, nella parte nord orientale dell’Australia, sotto la superficie dell’Oceano è stata posizionata una struttura in lamiera di acciaio inossidabile, chiamata The Coral Greenhouse, che al suo interno ospita alcune sculture realizzate, appunto, da Jason deCaires Taylor. 

L’obiettivo, anche questa volta, è quello di combattere la sempre più veloce scomparsa della barriera corallina, offrendo alla fauna oceanica una struttura su cui svilupparsi che non venga intaccata dall’uomo. 

Inoltre, il MOUA si compone anche di una sola opera posta sopra la superficie dell’acqua, sorretta su un palo. Si tratta dell’Ocean Siren, una scultura ricoperta di LED che cambiano colore in base alla temperatura dell’oceano: più è freddo più la luce virerà sui colori del blu e del viola, più è caldo più le luci si tingeranno si arancione e rosso. Questa attenzione alla temperatura dell’acqua deriva dal fatto che l’aumento dei gradi avvenuto negli ultimi anni ha causato la perdita di colore dei coralli, oramai quasi tutti diventati bianchi. 

L’apertura al pubblico del MOUA doveva avvenire lo scorso aprile, ma a causa dell’emergenza sanitaria è stata spostata a data ancora da definirsi. Noi speriamo il prima possibile!

MOUA, il museo d’arte subacqueo
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