Marine Fried è una fotografa giovanissima che usa l’analogico e in Like Sisters, Like Home racconta di una giornata passata con Gladys, un’amica, in una casa di campagna vicino a Dieppe, lo scorso giugno, in Francia. L’atmosfera fotografica di questo progetto suggerisce allo spettatore una sorellanza sottintesa, qualcosa di profondo che rimane saldo fra le due donne. «Anche se sono figlia unica, passare il weekend con Gladys mi ha fatto sentire come se stessi trascorrendo del tempo con mia sorella nella nostra casa di famiglia» racconta Fried.

«La nostra vicinanza mi ha permesso di conoscerla meglio. Abbiamo parlato molto, stabilito dei confini, fatto il bagno, riso, dormito vicine, osservato gli asini e passato un po’ di tempo all’aperto. Per me, questa è un’immagine molto rappresentativa di un mix di intimità con la natura, sia reale che immaginata» ci spiega Marine Fried parlando di questo progetto.


Il suo è un progetto intimo, che sentiamo da vicino e che con le suggestioni analogiche aggiunge valore alla missione di Fried che come obiettivo ha quello di de-sessualizzare i corpi femminili. «Il mio intento è documentare la vita, sia i piccoli momenti quotidiani che i grandi traguardi, attraverso la lente della nostra sorellanza condivisa. Cerco di catturare la natura poetica della vita; insieme scopriamo la nostra bellezza naturale, potenza e grazia» conclude infine la fotografa parlando del suo approccio alla fotografia.



