Design 6:AM porta Murano nel futuro
Designinterview

6:AM porta Murano nel futuro

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Anna Frattini

Parlando della Milano Fashion Week, abbiamo sottolineato come il dialogo tra moda e design stia diventando sempre più naturale, necessario e intenso. Tra i protagonisti di questa sinergia c’è anche il brand degli sgabelli in vetro soffiato visti alla sfilata di Bottega Veneta: 6:AM, una realtà con una visione chiara e ambiziosa.

Edoardo Pandolfo e Francesco Palù, founder di 6:AM | ph. Tommaso Mariniell

Situato a Milano ma con radici profonde nell’isola di Murano, 6:AM è il risultato della visione condivisa di Edoardo Pandolfo e Francesco Palù, che nel 2018 hanno deciso di ripensare il vetro veneziano attraverso una lente contemporanea. Il nome del brand nasce da un’immagine precisa: quella degli artigiani che alle sei del mattino accendono i forni nelle botteghe, mantenendo viva una tradizione che si tramanda da secoli.

«Le tecniche muranesi sono il punto di partenza di tutto,» ci raccontano Edoardo e Francesco. «Sono le stesse da secoli, ma oggi vengono rese più precise e affidabili dagli strumenti e dalla tecnologia contemporanea. Non le usiamo per imitare ciò che è già stato fatto, ma per costruire su quelle radici nuove forme e linguaggi.» È in questa tensione tra memoria e innovazione che 6:AM ha costruito la propria identità, riuscendo a parlare una lingua che è al tempo stesso antica e attuale.

Il loro lavoro spazia tra oggetti scultorei e installazioni architettoniche, sempre con un approccio che combina ricerca e sperimentazione. «Nel passato cerchiamo continuamente riferimenti, motivi, proporzioni, dettagli che possono essere citati, ribaltati o reinterpretati in chiave attuale. Ci interessa capire da dove veniamo per dare un senso a ciò che facciamo oggi,» spiegano. Questo metodo ha portato 6:AM a collaborare con alcuni dei nomi più rilevanti del design e della moda contemporanea.

«Collaboriamo solo quando sentiamo un’affinità reale,» dicono. «Se lavoriamo con un architetto o un designer è perché riconosciamo nel suo linguaggio qualcosa di vicino al nostro. Da lì nasce un dialogo continuo, fatto di confronti, prove, discussioni, fino a raggiungere un equilibrio condiviso.» È un processo che richiede tempo e pazienza, ma è proprio questa lentezza a distinguere la loro idea di artigianato: un modo di fare che si oppone al ritmo frenetico del mondo esterno, senza però escluderlo.

ph. Melania Dalle Grave | DSL Studio

Non a caso, negli ultimi anni 6:AM ha trovato un interlocutore naturale proprio nella moda. «L’anno scorso abbiamo contribuito alla prima sfilata di The Attico portando oltre 250 lampadari vintage muranesi da Murano a Milano, un progetto complesso e bellissimo che è stato uno degli highlights della Milano Fashion Week 2024.»

Da allora, le collaborazioni si sono moltiplicate: Luca Guadagnino, Massimiliano Locatelli, Pomellato, Saint Laurent. «Il progetto per la sfilata di Bottega Veneta rappresenta però un momento unico per noi, il più significativo che abbiamo mai realizzato in questo ambito e probabilmente nella nostra storia,» confidano. «È stato un percorso complesso dal punto di vista tecnico e organizzativo, che ha coinvolto una rete di artigiani, stampisti, molatori e costruttori di forni. Da quell’esperienza abbiamo imparato che la chiave è il dialogo: saper ascoltare, insistere, fidarsi e affrontare insieme i limiti del materiale.»

ph. Melania Dalle Grave | DSL Studio

Ma oltre alla tecnica e alla visione, c’è anche una dimensione profondamente umana nel loro lavoro. «Stiamo lavorando per fare della 6:AM un brand con un’identità chiara e riconosciuta nel mondo, ma anche una realtà strutturata e reattiva, capace di gestire progetti complessi con precisione e visione,» spiegano. «Vogliamo crescere portando lavoro e nuova energia a Murano, contribuendo a un ricambio generazionale e valorizzando le mani esperte che ancora oggi rendono unico questo territorio.»

in copertina: ph. Melania Dalle Grave | DSL Studio

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Scritto da Anna Frattini

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