L’architetto e programmatore Michael Hansmeyer il quale, tramite il suo lavoro, esplora l’uso di algoritmi per generare e fabbricare forme architettoniche, ha completato la sua ultima opera presentandola in anteprima al Mori Art Museum di Tokyo: Muqarna Mutation. Quest’ultima rappresenta un pezzo centrale della mostra d’arte ed è un’installazione grande più di 6 metri in larghezza e allo stesso tempo particolarmente alta. Muqarna Mutation potrebbe sembrare un enorme lampadario ed è stata progettata algoritmicamente e fabbricata in modo robotizzato con l’obiettivo di essere installata in una grande sala espositiva. Il progetto esplora come – nel contesto della quarta rivoluzione industriale – il calcolo e la fabbricazione robotica possano aprire le porte a un’arte geometrica basata su regole ben precise e dettagliate.
Muqarna Mutation utilizza un determinato tipo di algoritmo che permette lo sviluppo di un sistema che collega, tramite una massiccia colonna, il centro di una sala espositiva al soffitto. L’algoritmo genera centinaia di migliaia di piastrelle disposte su sedici livelli diversi. Questi creano una transizione ornamentale dalla colonna al soffitto.

Un prodotto industriale realizzato in serie viene trasformato in un’elaborata struttura ornamentale attraverso un uso radicale dell’informatica: un algoritmo definisce successivamente una forma intricata, e i robot perfezionano e nobilitano semplici elementi tubolari in un insieme effimero.
Sotto la Muqarna Mutation, i visitatori sono colpiti da un mix di sensazioni di smarrimento e curiosità: un sovraccarico sensoriale disorientante che offusca parzialmente la logica compositiva sottostante.



