Art MSCHF trasforma una parabola biblica in una scultura da sezionare
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MSCHF trasforma una parabola biblica in una scultura da sezionare

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Collater.al Contributors

Cosa succede se si prende una parabola dell’Antico Testamento e la si trasforma in una performance scultorea, vendibile a fette online? La risposta, ovviamente, è MSCHF. Il collettivo di Brooklyn torna a far parlare di sé con King Solomon’s Baby (2025), un’opera che taglia – in senso letterale – il confine tra arte concettuale, provocazione e critica culturale.

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L’episodio biblico a cui si ispira MSCHF è quello in cui Re Salomone propone di dividere un neonato in due per risolvere una disputa tra due donne che si proclamano madri. Di fronte alla prospettiva dell’infanticidio, una delle due rinuncia al proprio diritto pur di salvare la vita del bambino. È in quel gesto di abnegazione che il re riconosce la vera madre. MSCHF prende questa immagine sacra e la hackera nel vero e proprio senso della parola, calandosi nei panni del giullare di corte che trasforma il dramma in spettacolo.

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Il progetto si sviluppa attorno a una scultura lunga oltre quattro metri e mezzo, una figura di neonato scolpita in scala monumentale, pensata per essere tagliata davanti a un pubblico digitale. I collezionisti potranno acquistare online una frazione dell’opera, e più saranno gli acquirenti, più elaborato sarà il taglio. Il bambino verrà sezionato con un filo caldo durante un evento-performance lungo due giorni, che culminerà il 13 luglio con una mostra finale dei resti durante l’appuntamento di Second Sundays.

MSCHF

Come sempre, MSCHF usa i meccanismi del mercato e dell’informazione per metterli in discussione dall’interno. La loro pratica non è mai solo estetica: è un intervento chirurgico nel cuore della cultura contemporanea. In questo caso, a essere messo in discussione è il valore dell’arte, il concetto di proprietà, la spettacolarizzazione della tragedia e l’eredità religiosa nell’immaginario collettivo. Con MSCHF non esistono gesti innocui, e ogni provocazione è un modo per dire che niente è sacro, nemmeno un neonato di quattro metri e mezzo.

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Scritto da Collater.al Contributors

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