Art Il Museo delle Illusioni di Roma fa dubitare i sensi
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Il Museo delle Illusioni di Roma fa dubitare i sensi

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Giulia Tofi
Museo Delle Illusioni | Collater.al

A Roma, in via Merulana 17, niente è come sembra. Sabato 12 novembre il Museo delle Illusioni ha inaugurato la sua seconda sede italiana dopo quella a Milano.
Il format, nato a Zagabria nel 2015, ha in poco tempo conquistato 38 città nel mondo, ultima delle quali proprio la città eterna, e il segreto di questo successo è l’inedita esperienza che propone ai visitatori. 
Il Museo delle Illusioni infatti è quanto di più distante dall’idea di museo che possiamo avere: è permesso toccare, scattare foto, saltare e correre. L’unico requisito richiesto è la volontà di mettersi in gioco e lasciarsi stupire. Il percorso espositivo – composto da più di 70 attrazioni tra scienza, fisica e psicologia – si apre con un omaggio a Roma, richiamata nei colori delle pareti, e al suo poeta Trilussa, protagonista di un’installazione che insegue il visitatore con lo sguardo. Si viene poi travolti da una serie di giochi prospettici, immagini che si riflettono all’infinito, pavimenti che sfidano le leggi della gravità, stanze RGB, ologrammi davanti ai quali perdersi, tunnel vertiginosi e stanze dell’infinito in cui la propria immagine viene riflessa in modo perpetuo. Tutto estremamente vero, tanto da sembrare incredibile!

Ma la visita non finisce qui: prima di uscire troverete un piccolo shop con puzzle di legno, rompicapo e giocattoli educativi che mettono a dura prova la pazienza dei visitatori.
Quello delle Illusioni dunque non è un museo statico, ma uno spazio interattivo adatto a tutti che richiede costantemente il coinvolgimento attivo del visitatore, chiamato a sperimentare gli inganni della mente, spingendosi oltre i confini della realtà e del possibile.
Collater.al è stato ospite all’anteprima dell’apertura e il nostro consiglio è di aggiungere il Museo delle Illusioni di Roma alla lista dei musei da vedere, ma prima di andare assicuratevi di avere il telefono carico!

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Scritto da Giulia Tofi
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