Art L’inganno ottico di Sergi Cadenas al Museo delle Illusioni di Roma
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L’inganno ottico di Sergi Cadenas al Museo delle Illusioni di Roma

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Il Museo delle Illusioni non è il museo che ci aspettiamo. L’interazione è la parola d’ordine, tutto vive solo in relazione allo spettatore. Un susseguirsi di stanze e di installazioni accompagnano il visitatore in un’esperienza illusoria, in cui la mente è tratta in inganno. Allo stesso tempo la magia è svelata. Tutto ciò che si cela dietro i meccanismi inconsci del nostro cervello è accuratamente spiegata, rendendo l’esperienza ancor più interessante. Lo spettatore ha la possibilità di apprendere molto sulla prospettiva, la percezione ottica, il cervello umano e la scienza attraverso esposizioni non convenzionali, comprendendo perché i nostri occhi vedono cose che il nostro cervello non comprende. Oggi siamo andati nella sede di Roma, in occasione dell’inaugurazione di una nuova installazione. Si tratta dell’opera dell’artista spagnolo Sergi Cadenas. Come tutte le illusioni presenti nel museo, anche questo dipinto sfida la percezione visiva. Mentre si cammina da sinistra a destra, si ammira il volto di una graziosa bambina dai capelli biondi, ma spostandosi, la figura si trasforma magicamente in un lupo. L’abbiamo intervistato, per capire come realizza queste opere e come mai è così attratto dall’illusione.

Siamo nel contesto perfetto per le tue opere, il Museo delle Illusioni. Un luogo che stimola alla riflessione, mostrando come il nostro occhio e il nostro cervello siano imperfetti. Le tue opere si basano proprio su questo concetto di illusione. Cosa ne pensi di questo luogo?

Essere qui al Museo delle Illusioni e vedere tutte le installazioni e le illusioni ottiche che sono a disposizione è di grande ispirazione per me. Penso sia molto affascinante sia per bambini che per adulti perché ci da la possibilità di tornare bambini. Si può dire che tutto il lavoro degli artisti si basa sul guardare e sull’osservare. Il mio lavoro tratta di questo, ovvero l’illusione ottica che le mie opere creano semplicemente attraverso lo spostamento fisico del corpo.

Sergi Cadenas | Collater.al
Sergi Cadenas al Museo delle Illusioni di Roma

Che opera presenti oggi? Ha un significato specifico?

Oggi presento “la Niña y el Lobo” (La bambina e il lupo). I miei titoli sono molto semplici perché quasi mai metto un titolo alle mie opere e a quello che rappresentano. Voglio che le persone vedano il mio dipinto e decidano cosa vedere e cosa non vedere. Può essere l’innocenza di una bambina in contrasto con un animale poco pacifico, oppure una bambina che si trasforma in un animale. In Catalogna abbiamo il racconto per bambini di Cappuccetto Rosso, il lupo e la bambina, credo che ci sia anche in Italia. Credo che sia per questo che alcune persone, guardando questo dipinto, associano il luto a qualcosa di cattivo. Secondo me il lupo non ha niente a che fare con la crudeltà, a me trasmette tenerezza, qualcosa di tenero come una bambina. Più in generale, penso che quello che un’opera trasmette dipenda molto dagli occhi che lo guardano, in un modo o in un altro modo.

Come realizzi le tue opere?

Le mie opere prevedono un lavoro molto delicato e minuzioso. Per poter avere un lato diverso dall’altro, realizzo i miei lavori con pasta pittorica lavorata in rilievo. Utilizzo pennelli molto piccoli. Prima dipingo un lato per poi passare a dipingere l’altro lato.

Parliamo del tuo percorso. Come sei arrivato qui? Da dove è nata l’esigenza di realizzare delle opere illusorie?

Potrei dire che ho pensato molto prima di scegliere il percorso artistico da intraprendere, in realtà ci sono state molte coincidenze. E’ vero che ho sempre dipinto su supporti particolari e insoliti. Mi piaceva dipingere il ferro, il legno, il vetro. Un giorno ho notato delle illusioni ottiche presenti nelle cromie, come quelli che si possono vedere negli ologrammi. In quel momento ho pensato: “non ho mai visto questa illusione ottica dipinta”. Mi rendo conto che non è la stessa cosa degli ologrammi, ma da quel momento ho iniziato a pensare come ricreare questa tecnica nei dipinti, in modo da poter vedere due immagini in una o tre in una.

Le tue opere racchiudono e comunicano un dualismo. Spesso sono presenti due concetti o entità contrapposte che dialogano tra loro creando un contrasto. È importante per te questo aspetto?

È evidente come il dualismo sia importante per me. Ho la fortuna di cercare e di vedere in tutto il mondo temi universali come l’invecchiamento, che è uno degli argomenti che dipingo di più, ma questo avviene anche con animali. L’aspetto del dualismo è molto importante, è il più importante per me.

Secondo te, perché l’illusione affascina così tanto il pubblico?

L’argomento illusione è sempre più presente. In fin dei conti, tutti guardiamo attraverso uno schermo e molto spesso ciò che vediamo sono illusioni. Questo è un aspetto molto basico, sono concetti inventati da molti anni e le persone continuano a farsi illudere. E’ vero che, come artista, creare questi quadri è molto più facile. Le persone interpretano un’immagine velocemente però, quando si crea un’illusione ottica, questa interagisce con il pubblico in modo diretto e le persone rimangono più prese da un quadro con questo effetto. Vedo questo come un modo per entrare più in connessione con le persone. C’è veramente dell’interazione. Quando non c’è interazione l’immagine ti può piacere ma credo che manchi qualcosa.

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L’opera tridimensionale di Sergi Cadenas sarà esposta anche al Museo delle Illusioni di Milano, a partire dal 26 gennaio.

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