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New Era festeggia 100 anni

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Andrea Tuzio

Una vera e propria icona culturale. 
Una storia lunga 100 anni quella di New Era, iniziata grazie alla tenacia, alla visione e alla forza di un immigrato tedesco, Ehrhardt Koch.

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Siamo alla fine del XIX secolo e la famiglia Koch si trasferisce dalla Germania, nella parte orientale di Buffalo, stato di New York. Nel 1902, Ehrhardt lavorava per la Miller Brother’s Cap Company che produceva cappelli, ma dopo 18 anni nell’azienda, decise che era arrivato il momento di mettersi in proprio.
Chiese in prestito 2000 dollari, (alcune versioni della storia raccontano che abbia chiesto i soldi alla zia, altre invece che li abbia chiesti alla sorella e a un collega) e con quei soldi, nel 1920, fondò la sua azienda, la E. Koch Cap Company. La produzione partì al terzo piano del 1830 di Genesee Street, a Buffalo, e iniziò con 14 dipendenti, tra cui tanti componenti della famiglia di Ehrhardt, la sorella Rose, il figlio Harold e il nipote Wally.
Quell’anno la E. Koch Cap Company produsse 60000 cappelli.

All’inizio, i cappelli prodotti erano in stile Gatsby, un classico degli anni 20, poi, nel 1934 la svolta che indirizzò la compagnia verso il futuro e il successo a livello globale.

New Era iniziò la produzione di cappellini per i Cleveland Indians, squadra della Major League Baseball (MLB), primo vero contatto con il mondo sportivo, ripensando e modernizzando il cap per i giocatori professionisti chiamandolo 59Fifty, battezzato da Harold Koch il cappello “Brooklyn Style”. 

Da lì in poi fu un’escalation verso la consacrazione e il successo. Nel 1965, l’azienda forniva i cap a 10 delle 20 squadre della MLB, fino ad arrivare al 1993, quando New Era ottenne la prima licenza esclusiva per la produzione dei cappellini di tutte le squadre della Major League. 

Non solo baseball, nel 2012 è diventata partner ufficiale anche della NFL (National Football League), e nel 2017 ha ottenuto anche i diritti per la NBA, diventando così la prima azienda ad avere i diritti esclusivi per le tre leghe sportive più importanti d’America, per la produzione dei cap. 

L’impatto di New Era è stato devastante non solo in campo, ma anche fuori.
Gli anni ’80 e la cultura hip hop diedero una spinta non indifferente al culto del cappellino da baseball che diventò linguaggio ed espressione di tante sub culture. 

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Anche il mondo dello streetwear ha subito il fascino di New Era: le tantissime collaborazioni con i brand più importanti della scena, come Supreme e Stüssy ad esempio, hanno consolidato ancora di più la “posizione” del Baseball Cap nel mondo della moda. Artisti, atleti, attori, personaggi influenti, tutti almeno una volta hanno indossato un cap New Era e forse lo abbiamo fatto davvero tutti. 

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“In qualità di titolare di quarta generazione è un grande onore festeggiare i 100 anni di New Era Cap e del patrimonio creato da nonno Ehrhardt Koch. Dopo gli umili inizi a Buffalo, che ancora definiamo con orgoglio la nostra sede centrale, la società si è trasformata da piccola azienda di cappelli a brand di lifestyle internazionale che produce abbigliamento e accessori”, ha dichiarato Chris Koch, Presidente e CEO di New Era Cap. “Siamo molto orgogliosi della nostra tradizione e siamo pronti ad affrontare con entusiasmo i prossimi 100 anni”

New Era intende celebrare questo momento storico lanciando una serie di collezioni speciali, nuove collaborazioni e rivisitazioni dei cap classici. Le collezioni che verranno presentate saranno un inno al futuro dell’azienda, le partnership con aziende come Helmut Lang, Yohji Yamamoto, Levi’s, il Visual Artist Daniel Arsham, etc., rappresentato la proiezione di New Era negli anni a venire.

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Scritto da Andrea Tuzio

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