Il New Renaissance del duo polacco Koty 2

Il New Renaissance del duo polacco Koty 2

Claudia Fuggetti · 4 anni fa · Art

Il duo di fotografi polacchi Bibi e Jacbob, meglio conosciuto come Koty 2 ha realizzato un interessante progetto mixed media che celebra un New Renaissance fondendo famosi dipinti come la Gioconda e la Dama con l’ermellino di Leonado da Vinci, la Ragazza con l’orecchino di perla di Johannes Vermeer e molti altri, con le loro fotografie di moda.

Il duo è molto affermato nel settore fashion ed è stato pubblicato su magazine del calibro di Vogue Nederland e Vogue Turkey, Glamour Italia e molti altri. Puoi scoprire altri lavori sul loro sito e sulla loro pagina Instagram, nel frattempo dai un’occhiata alla nostra galley.

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La fotografia stenopeica scattata dalla bocca di Justin Quinnell

La fotografia stenopeica scattata dalla bocca di Justin Quinnell

Tommaso Berra · 3 giorni fa · Photography

Che cos’è la fotografia stenopeica? Si tratta un’immagine scattata attraverso il procedimento fotografico della stenoscopia, una tecnica che come le fotocamere più moderne sfrutta il principio della camera oscura, utilizzando però un piccolo foro come obiettivo, che attraverso la diffrazione crea immagini.
Justin Quinnell è considerato tra i principali esperti di questa tecnica, sia per i suoi quasi trent’anni da docente in tutto il mondo sia per la sua produzione artistica di fotografie sperimentali.
Da Bristol, dove vive, realizza fotografia utilizzando camere stenopeiche, creando situazioni e punti di vista insoliti, grazie alle possibilità del mezzo e alle deformazioni dell’immagine.

Tra le serie fotografiche più bizzarre di Justin Quinnell c’è quella realizzata utilizzando una smileycam, una macchina fotografica che l’artista inserisce completamente dentro la propria bocca, sfruttando così la forza di un punto di osservazione – POV per utilizzare una definizione di moda – insolita e molto bizzarra. nell’inquadratura compaiono quindi tutti i denti di Quinnell, che l’osservatore finisce di conoscere meglio del dentista dello stesso artista. Oltre i denti di volta in volta si presentano diversi soggetti, che descrivono la quotidianità di Justin, si parte infatti con lo spazzolino alla mattina, passando per i pasti e il cocktail da condividere alla sera. Dalla bocca del fotografo teniamo traccia anche dei suo viaggi, così tra un incisivo e un canino spunta Piazza San Marco a Venezia e il Teatro dell’Opera di Sidney.

La stenoscopia non prevede nessuna particolare messa a fuoco, per questo le foto sembrano molto amatoriali. In passato ha rappresentato un punto alto per la tecnologia, ora, superata da obiettivi e lenti decisamente più performanti, viene utilizzata per progetti più sperimentali e artistici, grazie alla possibilità di poter creare punti di vista strani e risultati imprevedibili. Il lavoro di Quinnell ne è un esempio molto chiaro, se poi aveste voglia di scoprire cosa vede la vostra bocca, qui potete trovare anche la smileycam.

Justin Quinnell | Collater.al
Justin Quinnell | Collater.al
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La fotografia stenopeica scattata dalla bocca di Justin Quinnell
Photography
La fotografia stenopeica scattata dalla bocca di Justin Quinnell
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Una nuova mostra a Bologna curata da Mulieris Magazine

Una nuova mostra a Bologna curata da Mulieris Magazine

Tommaso Berra · 2 giorni fa · Photography

Per due mesi, dal primo febbraio al 30 marzo 2023, a Bologna lo spazio espositivo il concept studio THE ROOOM ospiterà una nuova mostra, curata da Mulieris Magazine.
Il titolo del progetto è DREAMTIGERS, una citazione allo scrittore argentino Jorge Luis Borges e al suo straordinario immaginario in cui gli animali ricoprono un ruolo fondamentale per stimolare ricordi e immaginazione.

DREAMTIGERS è una mostra che grazie alle opere di Lula Broglio, Alejandra Hernández, Joanne Leah, Sara Lorusso, Sara Scanderebech, Ayomide Tejuoso (Plantation), assieme alle installazioni di The Mosshelter di Marco Cesari, si serve dell’immaginazione. Questa dimensione apre così un mondo di possibilità non solo per la mente ma anche per la rappresentazione di ciò che è reale.
Una fusione, quella tra reale e immaginario, che Sigmud Freud definiva l’ombelico del sogno, luogo indefinito in cui è possibile affrontare con libertà i temi che in questi anni hanno fatto conoscere al pubblico la realtà di THE ROOOM e Mulieris Magazine. Tra questi temi sicuramente c’è la condanna a qualsiasi forma di discriminazione e la parità di genere, affrontate negli anni attraverso la divulgazione, splendidi volumi e progetti artistici molto interessanti che continueranno con la mostra Bolognese.

Mulieris Magazine | Collater.al
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Una nuova mostra a Bologna curata da Mulieris Magazine
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Corpi in caduta libera negli scatti di Kerry Skarbakka

Corpi in caduta libera negli scatti di Kerry Skarbakka

Tommaso Berra · 5 giorni fa · Photography

Nato e cresciuto tra Minnesota e Tennessee, il fotografo Kerry Skarbakka dal 2001 al 2014 ha realizzato un progetto che sembra una base per possibili meme – provateci comunque – ma in realtà affronta tematiche profonde, unendo la ricerca fotografica al concetto di performance.
“The Struggle to Right Oneself” è una serie che impatta in modo aggressivo l’osservatore, grazie a uno strano contrasto di soggetti, da un lato un paesaggio statico, stranamente immobile e che non da nessuna idea di movimento, dall’altro corpi di uomini che cadono, sospesi in aria e pronti a schiantarsi al suolo.

I contrasti e la capacità Kerry Skarbakka di saper cogliere un momento così precario riempiono di elettricità le fotografie. I temi trattati negli scatti e rappresentati visivamente attraverso le cadute sono quelli dell’instabilità, della confusione, dell’ansia e la perdita di controllo esistenziale. Tutti i temi infatti approfondiscono una condizione esistenziale interiore, che Skarbakka rappresenta attraverso l’abbandono dei corpi, pesi morti abbandonati alla gravità, come fossero manichini.
Ogni soggetto è privato di forza e peso, una leggerezza che diventa subito strana perché in un meccanismo immediato l’osservatore è portato a pensare subito alla conseguenza di quella mancanza di sostegno.

Corpi in caduta libera negli scatti di Kerry Skarbakka
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Corpi in caduta libera negli scatti di Kerry Skarbakka
Corpi in caduta libera negli scatti di Kerry Skarbakka
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Corpo e cenere nei ritratti di Olivier Valsecchi

Corpo e cenere nei ritratti di Olivier Valsecchi

Tommaso Berra · 1 settimana fa · Photography

La serie BlackDust realizzata dal fotografo parigino Olivier Valsecchi continua i suoi precedenti lavori che hanno come elemento centrale l’azione dei corpi e della polvere. La scelta di Valsecchi è quella di uniformare la composizione attraverso un monocromo nero che toglie identità di genere ai soggetti, uniformando corpi e sfondo senza far perdere risalto alla plasticità dei soggetti e alle forme dei muscoli in tensione.
BlackDust è una ricerca di tre anni sul corpo umano, l’ultilizzo della cenere e del carbone si allaccia al tema dei cicli della vita, molto caro a Olivier Valsecchi. Le pose scelte dall’artista, che in questo caso svolge la funzione di coreografo e direttore d’orchestra, sono tutte di tensione ed esplosività. Le braccia si contorcono e i tendini tirano le fibre, trasformando un ammasso di carne in una montagna su cui franano detriti vulcanici lanciati in cielo e pronti a sedimentarsi. Valsecchi ha scelto di concentrarsi sul momento di azione, in una narrazione che prima di voler vedere i sedimenti si gode lo spettacolo dell’esplosione.

Olivier Valsecchi | Collater.al
Olivier Valsecchi | Collater.al
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Olivier Valsecchi | Collater.al
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Corpo e cenere nei ritratti di Olivier Valsecchi
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Corpo e cenere nei ritratti di Olivier Valsecchi
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