Nike – Air Max Day 26.3.15

Nike – Air Max Day 26.3.15

Pizzo Vita Smeralda · 9 anni fa · Style

Il 26 marzo del 1987 nasceva la prima sneaker con l’Air-Sole visible. Nulla sarebbe stato più come nella storia delle scarpe sportive. Oggi a ventotto anni di distanza, in tutto il mondo, si festeggia il compleanno di Air Max e noi abbiamo voluto raccontare la sua storia riproponendovi i commercial e le campagne stampa che hanno accompagnato l’evoluzione di quello che probabilmente è un vero e proprio culto con i lacci.

Nike - Air Max Day - Il compleanno delle storiche Air Max
Air Max 1
La “rivoluzione” ha inizio grazie alla tecnologia sviluppata dall’ingegnere aerospaziale Frank Rudy, che dopo aver proposto il suo cuscinetto d’aria incapsulato nel poliuretano ad altri brand (che per la cronaca lo rifiutarono) bussò alla porta di Phil Knight che non si lasciò scappare l’occasione e gli mise subito un bello swoosh sopra. Ma il successo della 1 lo si deve al solito Tinker Hatfield che ci disegnò un oblò sulla suola ispirandosi al Centre Pompidou e alla sua struttura invertita: vetro dentro e acciaio fuori. Eccola nell’unico spot della storia che vanta una colonna sonora dei Beatles.

http://www.youtube.com/watch?v=p3sjW5LTm9c

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Air Max 90
Uscita nel 1990 venne prodotta come Air Max 3 fino al 2000 quando poi Nike decise di modificarne il nome. L’Air Max 90, non fece nemmeno in tempo ad arrivare sugli scaffali che diventò subito un’icona, tanto da essere considerata una delle scarpe più pop di sempre, basti pensare che ne fecero un modello “presidenziale” apposta per George H.W. Bush, la Air Pres.

Nike - Air Max Day - Il compleanno delle storiche Air Max

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Air Max 180
La differenza rispetto al modello precedente sono i 90 gradi in più di air sole. Questa sneaker divenne famosissima durante le olimpiadi di Barcellona del ’92 quando Michael Jordan le utilizzava continuamente fuori dal parquet.

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Air Max 93
Un ulteriore passo in avanti. Originariamente conosciuta come Air Max 270 dall’angolo di 270 gradi dell’air sul tallone, anche questo modello fu disegnato da Tinker Hatfield, e vanta, tra le sue particolarità, un “calzino” molto simile a quello delle Huarache. Scarpa controversa la 93, si tratta infatti di quello che tecnologicamente è il modello più innovativo ma anche più sottovalutato della storia.

Nike - Air Max Day - Il compleanno delle storiche Air Max

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Air Max 95
Ispirata all’anatomia del corpo umano (l’intersuola sarebbe la colonna vertebrale, mentre il tessuto rappresenterebbe la pelle) l’Air Max 95 fu una scarpa apprezzatissima soprattutto fuori dagli Stati Uniti. In Inghilterra fu ribattezzata dai Chavs One Ten per il prezzo esposto sugli scaffali (£ 109.99), estremamente più alto rispetto ai modelli precedenti. Ma la particolarità che la rende mitica è il risultato di uno studio della polizia americana che la incorona le scarpa più amata ed indossata dai criminali. Hate it or Love it, insomma :)

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Air Max 97
Disegnata da Christian Tresser e ispirata ai treni proiettile giapponesi (quelli che secondo leggenda ti rimborsano il biglietto se sono in ritardo) sono passate alla storia come Silver per la colorazione abbinata alle strisce catarifrangenti che le hanno rese universalmente riconoscibili. Vero e proprio simbolo degli anni ’90, in Italia andavano matchate rigorosamente con il Booster.

http://www.youtube.com/watch?v=QxAz9lKvclc

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Air Max 2003
Disegnata (come la 95) da Sergio Lozano, il quale prese le migliori caratteristiche delle precedenti Air Max e le raccolse in questo modello, questa sneaker rimane una delle mie preferite, data l’ispirazione che arriva dal mondo del pallone con un materiale da performance di Teijin simile a quello delle scarpe chiodate.

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Air Max 360
Lanciata nel 2006 questa sneaker presenta una colorazione che omaggia la sua “mamma” Air Max 1, con una componente air visibile da ogni lato (da qui il nome 360), fu realizzata per offrire agli atleti una scarpa in grado di migliorare le prestazioni. Completamente assenti foam e midsole, la suola è puramente Nike Air e offre un miglioramento della stabilità e della ammortizzazione.

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Air Max 2015
E arriviamo all’ultima discendente della famiglia delle Air Max, che a differenza delle altre utilizza tecnologia flywire con una tomaia di maglia traspirante e quasi priva di cuciture. Un processo di re-invenzione e di rivoluzione che contraddistingue questa sneaker dal 1987. Qui nel video non ufficiale di uno zione che ci cammina in giro per NYC dicendo che le 2015 sono fighe come la sua città, boh. Qualunque sia il vostro modello preferito, buon compleanno Air Max.


http://www.youtube.com/watch?v=P0vTe-xZUbU

Nike – Air Max Day 26.3.15
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Nike – Air Max Day 26.3.15
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Le foto di Cecilie Mengel sono un dialogo interiore

Le foto di Cecilie Mengel sono un dialogo interiore

Tommaso Berra · 5 giorni fa · Photography

Basta ascoltare le conversazioni che nascono dentro la propria testa a Cecilie Mengel per immaginarsi come potrebbero essere rappresentate fotograficamente. L’artista danese e ora residente a New York realizza scatti che sono dialoghi interiori nati dagli stimoli che lei stessa riceve da ciò che la circonda e dalle persone con cui si trova a vivere momenti molto quotidiani.
Il risultato è una produzione artistica che è contraddistinta da una forte varietà nei soggetti e nelle ambientazioni, così come nello stile, una volta documentaristico, altre volte più vicino a una certa fotografia posata e teatrale. Si passa da scatti rubati in casa durante una conversazione a dettagli di una latta di salsa Heinz trovata nel porta oggetti di un taxi, tutto ricostruisce una storia comune e quotidiana.
Anche la tecnica di Cecilie Mengel rispecchia questa stessa idea di varietà. L’artista infatti combina fotografia digitale e analogica, in altri casi la post produzione aggiunge segni grafici alle immagini. Le luci talvolta sono naturali altre volte forzatamente create con il flash, creando un senso d’insieme magari meno omogeneo ma ricco di suggestioni e raconti personali.

Cecilie Mengel è stata ospite della mostra collettiva ImageNation a New York, dal 10 al 12 marzo 2023 a cura di Martin Vegas.

Cecilie Mengel | Collater.al
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Le foto di Cecilie Mengel sono un dialogo interiore
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Torniamo a fotografare come una volta

Torniamo a fotografare come una volta

Giulia Guido · 2 giorni fa · Photography

Siamo una generazione di nostalgici, ammettiamolo. Nell’arco di vent’anni abbiamo assistito a talmente tanti cambiamenti che gli oggetti che facevano parte della nostra infanzia iniziano a mancarci. Ma non ci mancano solo gli oggetti, ci mancano i sapori, i momenti, i piccoli gesti che riuscivano a racchiudere un mondo di emozioni e ricordi. Uno di questi è sicuramente quello di scattare fotografie con la macchina fotografica. La macchina ben salda tra le due mani e l’indice della mano destra impegnato a premere il tasto per fotografare sono stati sostituiti dal pollice pronto a sfiorare lo schermo di uno smartphone. In pochi anni, un battito di ciglia, il mondo ha preso una forma strana, quella dei 9:16 degli schermi più piccoli. Ma quanto ci manca quel click a ogni scatto? E lo zoom girando la rotellina in alto a destra? Quanto ci mancano le foto in orizzontale?
A intercettare questo sentimento nostalgico sono stati Xiaomi e Leica che ancora una volta hanno unito le forze per realizzare un prodotto che forse, per la prima volta nella storia della telefonia, invece di essere uno smartphone con un buon apparato fotografico, è una macchina fotografica con smartphone integrato. Lo Xiaomi 14 Ultra unito al Photography Kit è l’oggetto giusto per farci ritrovare i gesti che abbiamo quasi dimenticato, senza però rinunciare alla qualità di oggi. 

“See The World In A New Light”, un progetto di Xiaomi e Leica

I più scettici diranno che uno smartphone non potrà mai sostituire una macchina fotografica. Proprio per questo motivo Xiaomi e Leica hanno coinvolto non uno, ma ben sette fotografi di sette paesi diversi lanciando loro una sfida: raccontare un tema esclusivamente attraverso le lenti dello Xiaomi 14 Ultra. Dalla street photography al ritratto, fino alla fotografia documentaria, i progetti nati da questa collaborazione sono caratterizzati da una qualità invidiabile da molti e sono stati presentati a Madrid lo scorso 11 aprile dagli stessi fotografi che hanno raccontato la loro esperienza e di come lo Xiaomi 14 Ultra sia riuscito ad andare incontro a tutte le loro esigenze, che si scattasse di giorno o di notte, a colori o in bianco e nero, fermi o in movimento. 

Maurice Pehle – Craftmenship (Germania)

Javier Corso – Taste (Spagna)

Rui Caria – Tradition (Portogallo) 

Fabien Ecochard – Vitality (Francia)

Emanuele Di Mare – Moments (Italia)

Vasilis Makris – Authenticity (Grecia)

Anto Magzan – Heritage (Croazia)

Si può mangiare con gli occhi?

Da Madrid, il nostro viaggio è continuato a Valencia dove è stato presentato un altro progetto ideato da Xiaomi con la collaborazione di Leica che ha visto coinvolti due protagonisti speciali: il fotografo spagnolo Javier Corso e Begoña Rodrigo, chef del ristorante La Salita, una stella Michelin. Corso e Rodrigo hanno lavorato fianco a fianco per raccontare la cucina in modo nuovo e rivoluzionario: ogni piatto del menù della chef è stato abbinato a una maestranza artigianale, e quindi a un materiale, che ritroviamo sia nell’impiattamento sia nei sapori. Se fino ad oggi pensavamo che fosse impossibile fotografare un sapore, dopo aver scoperto il progetto “Eating with your eyes” e aver provato di persona a scattare i piatti del menù de La Salita ne siamo un molto meno certi. 

Xiaomi
raw

Torniamo a fotografare come una volta

Una volta collegata l’impugnatura per macchina fotografica allo smartphone (che fa anche da powerbank e si è rivelato molto utile stando fuori dalla mattina fino a sera), tornare a fotografare come una volta è stato un po’ come andare in bicicletta: è bastato solo uno scatto per ricordare tutto ciò che pensavamo di aver dimenticato.
Forse, se le nostre vecchie macchinette avessero avuto la qualità della modalità pro dello Xiaomi 14 Ultra non le avremmo mai abbandonate. Ora grazie a Xiaomi e Leica possiamo riassaporare il passato e il vero gusto della fotografia, ma guardando al futuro.

Tutte le fotografie sono state scattate con Xiaomi 14 Ultra

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Non una Nonnetta qualsiasi

Non una Nonnetta qualsiasi

Giorgia Massari · 2 giorni fa · Photography

«Ma che cosa ci farai con tutte le foto che mi fai, per il cimitero ne basta una sola, lo sai!» commenta la nonna della fotografa Alessia Spina, che l’ha resa protagonista indiscussa del suo ultimo progetto. Nonnetta è il titolo del progetto fotografico che segna il legame transgenerazionale. Un’esplorazione dell’intimità guidata da una nipote armata di macchina fotografica analogica, ancorata alla sua famiglia e alle tradizioni. Nelle fotografie di Alessia Spina, Nonna Elvira incarna l’essenza di tutte le nonne, e attraverso queste immagini, assistiamo a un tessuto di sguardi, risate, gesti, sapori, atti di cura e rituali quotidiani, ognuno pervaso da una profondità emotiva che sfida la cattura. Il progetto di Spina sarà in mostra a Milano dall’1 al 13 ottobre nella cornice del PhotoFestival in via Laghetto 2.

Nonna Elvira rappresenta non solo se stessa, ma tutte le nonne. Afferra la vita con entrambe le mani, assaporando le sue gioie e le risate. È un porto sicuro, proprio come la sua amata San Benedetto del Tronto, la sua città natale. È un cassetto pieno di bontà, da aprire quando necessario, quando fuori fa freddo e dentro fa male. È un deposito di ricordi, colmo dei sapori unici dei suoi cannelloni e di una fragranza che riempie la mente e il cuore, lenendo persino le ferite più profonde, proprio come la madeleine di Proust.

Nei fotogrammi catturati da Alessia Spina, assistiamo alla bellezza eterna del legame transgenerazionale, a un tessuto intessuto dai fili dell’amore, dei ricordi e dell’essenza della famiglia. Nonnetta non è solo un progetto fotografico; è una testimonianza del potere dell’amore e delle connessioni senza tempo che legano le generazioni.

Ph Credits Alessia Spina

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Il Romanzo Meticcio di Davide Degano

Il Romanzo Meticcio di Davide Degano

Collater.al Contributors · 1 giorno fa · Photography

Il progetto di Davide Degano, Romanzo Meticcio, sarà in mostra a Liquida dal 3 al 5 maggio. Si tratta di un’analisi della condizione post-coloniale italiana come un elemento fondamentale della vita contemporanea del Bel Paese. La volontà è quella di esprimere un atteggiamento critico nei confronti dell’eredità fascista del passato in favore di un’analisi attenta degli effetti sulla società odierna. Se la narrazione creata dallo Stato italiano – fin dalla sua unificazione – si basa sull’identificazione di luoghi e persone considerate marginali la questione è più complicata del previsto. Per navigare questa questione complicata e stratificata, Degano utilizza un approccio interdisciplinare che enfatizza la necessità di considerare le diverse categorie marginalizzate nella loro co-presenza e intersezione anziché come entità separate.

Il mezzo fotografico negli anni ’30 è stato uno strumento fondamentale per giustificare le politiche coloniali e per rappresentare certe situazioni e persone come marginali. Le fotografie sono quindi diventate un atto performativo di esclusione. Romanzo Meticcio vuole creare nuovi immaginari e scenari culturali mettendo in discussione l’identità italiana fino al midollo. Davide Degano, con il suo lavoro, si pone proprio in questa direzione, offrendo uno sguardo critico e provocatorio sulla storia e sull’identità italiana attraverso un’opera interdisciplinare che abbraccia fotografia e narrazione.

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