Nomadic Violence è un progetto fotografico di Nicolò Carlon e Diego De Lazzer, giovani artisti entrambi laureati in architettura. Il lavoro nasce come un’indagine sperimentale, combinando biologia, alta tecnologia di consumo e fotografia. Il progetto parte con un interessante interrogativo: come può comportarsi di fronte all’obiettivo un essere vivente senza volto, che non appartiene al regno animale, né a quello vegetale, né a quello minerale?
E’ questo il caso della Physarum Polycephalum, chiamata anche “melma semi-intelligente”. La crescita di questo essere, simile ad un lichene, presenta caratteristiche uniche come la capacità di risolvere labirinti e sintetizzare i percorsi geometricamente più efficaci per l’approvvigionamento delle sostanze nutritive.
La Polycephalum è stata dunque fatta crescere su ciò che l’umanità è oggi abituata a considerare come l’apoteosi dell’artificio ovvero parti rotte, pezzi di componentistica elettronica, lastre anatomiche, chip e schede provenienti da ogni tipo di computer e strumenti digitali. Successivamente è stata fotografata dai due giovani artisti utilizzando obiettivi Macro, luce riflessa (e assorbita, dal soggetto stesso) e un’illuminazione a raggi ultravioletti, predisposta ad hoc.
