Racconti intensi nelle illustrazioni di Nono Astro Irareza

Racconti intensi nelle illustrazioni di Nono Astro Irareza

Claudia Fuggetti · 1 anno fa · Art

Nono Astro Irareza non fa l’illustratore per mestiere, ma lavora come ingegnere in un aeroporto ad Ambon, in Indonesia. La sua grande capacità sembra essere proprio quella di riuscire a raccontare brevi storie attraverso una sola scena illustrata: questo gli ha permesso di conquistare il cuore del pubblico.

I colori luminosi e pop dei suoi lavori vengono accentuati dai dettagli e dalle sfumature, delineando uno stile che predilige il realismo, senza rinunciare ad un tocco glamour.

La sua grande creatività gli permette di spiegare e descrivere situazioni complesse ed emozioni nascoste, che vengono prepotentemente fuori. Dai un’occhiata al profilo Instagram di Nono Astro qui.

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Le sculture di Kerry Tenbey distruggono i preconcetti

Le sculture di Kerry Tenbey distruggono i preconcetti

Claudia Fuggetti · 1 anno fa · Art

L’artista Kerry Tenbey ha focalizzato la sua ricerca sul bisogno personale d’indagine e critica nei confronti dei concetti prestabiliti di Genere, Sessualità e Intimità. Da sempre interessata alle connessioni materiali e all’esperienza degli oggetti che ci circondano nelle interazioni sociali, Kerry distrugge le associazioni mentali che sono spesso legate tra loro attraverso una fitta rete di idee prestabilite e le converte in qualcosa di “inquietante e bello”.

Le sue sculture sono pezzi sovversivi che esplorano l’impatto degli spazi fisici per raggiungere quelli mentali, richiamando l’attenzione sui preconcetti che permeano la nostra vita.

“We live our lives through a series of situations. We follow schedules, take directions, and navigate through spaces filled with material forms which dictate our movements and interactions”.

È molto comune trovare nei suoi lavori degli oggetti di uso quotidiano o domestico, che rielabora attraverso un composto di gesso e cemento, mescolato in un banale frullatore da cucina. Kerry crea nuove forme, con l’intento farci uscire da una visione passiva di quello che ci sta intorno.

L’uso dei colori pastello non è casuale, anzi, è pensato strategicamente per capovolgere le idee di femminilità e mascolinità.

Visita il sito di Kerry per conoscere altri lavori e non perdere la nostra gallery qui sotto.

Le sculture di Kerry Tenbey distruggono i preconcetti
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Quando la moda incontra il cibo, The Onigiri Art trasforma le sneakers in sushi

Quando la moda incontra il cibo, The Onigiri Art trasforma le sneakers in sushi

Giulia Guido · 1 anno fa · Art

Se si fondono due cose di grande successo si ottiene qualcosa di maggiore successo. Ok, non è sempre così, ma è proprio quello che è successo a The Onigiri Art, il primo sushi artist al mondo. 

Dietro a questo nome d’arte si nasconde Yujia Hu, un giovane ragazzo di origini cinesi che, dall’età di otto anni, vive e lavora a Milano. Yujia ha unito l’arte del sushi, che gli è stata tramandata dalla sua famiglia, proprietaria del ristorante Sakana Sushi in via Giambellino a Milano, con la sua passione per l’NBA, per le sneakers e la moda. 

All’inizio sembrano dei semplici onigiri, i classici triangolino di riso ripieni di pesce che almeno una volta nella vita abbiamo mangiato tutti, ma poi, nelle sue sapienti mani, prendono la forma di un paio di Air Jordan 1, ma anche di un paio di Vans, o di Yeezy. 

È una di quelle idee semplicemente geniali che hanno attirato l’attenzione di molti appassionati, ma anche di personaggi noti che si sono divertiti a farsi fare una loro piccola miniatura di riso e salmone. 

Inoltre, cavalcando l’onda del successo, Yujia Hu ha aperto uno shop online in cui è possibile comprare poster, magliette, cappellini e molto altro con le stampe delle sue opere. 

Prima che vi venga troppa fame, scoprite i lavori di The Onigiri Art alla nostra gallery.

The Onigiri Art | Collater.al
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Quando la moda incontra il cibo, The Onigiri Art trasforma le sneakers in sushi
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Spider-Man: Far From Home, ecco il trailer ufficiale!

Spider-Man: Far From Home, ecco il trailer ufficiale!

Giulia Guido · 1 anno fa · Art

La corsa di Avengers: Endgame per raggiungere gli incassi di Avatar è ancora aperta e la Marvel ci regala il nuovo trailer di Spider-Man: Far From Home, che se non avete ancora visto Avengers è meglio che non guardiate, e vi consiglio anche di non continuare a leggere, potreste spoilerarvi il finale!  

Il film chiuderà ufficialmente la Fase Tre del Marvel Cinematic Universe e si inserisce cronologicamente dopo Avengers: Endgame, quindi vediamo il personaggio interpretato da Tom Holland fare i conti con la scomparsa del suo mentore Tony Stark, mantre cerca di riprendere la sua vita da studente e contemporaneamente si unisce a Mysterio, interpretato da Jake Gyllenhaal, nella lotta contro gli Elementals. Questo gruppo di cattivi è composto da Hydron (Signore delle Acque), Magnum (Padrone della Terra), Hellfire (Più forte di Fiamma) e Zephyr (Padrona dei Venti), e porteranno non pochi problemi in giro per l’Europa. 

Poi, sul fatto che tecnicamente sono trascorsi 5 anni, ma rivediamo tutti i protagonisti sempre al liceo ci penseremo più avanti. 

Spider-Man: Far From Home uscirà nei cinema il 2 luglio 2019 e qui sotto trovate il trailer ufficiale!

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Game of Thrones 8: l’analisi del quarto episodio “The Last of the Starks”

Game of Thrones 8: l’analisi del quarto episodio “The Last of the Starks”

Giulia Guido · 1 anno fa · Art

Ci avviciniamo sempre di più all’ultimo episodio di Game of Thrones, ma prima di scoprire chi siederà sul Trono di Spade soffermiamoci un attimo sulla puntata andata in onda domenica notte, intitolata The Last of the Starks.

La sigla

Come sempre la sigla ci ricorda a che punto della storia siamo rimasti (anche se dopo la terza puntata è difficile dimenticarlo). Vediamo, infatti, una decina di pire funerarie fuori dalle mura di Winterfell, pronte per essere incendiate, mentre l’interno del Castello di Casa Stark è devastato dalla guerra appena combattuta e vinta. 

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Il discorso di Jon

L’episodio si apre, appunto, fuori dalle mura di Winterfell, dove i sopravvissuti stanno onorando i morti in battaglia. Nonostante la Regina sia Daenerys, è Jon che prende la parola per celebrare le loro gesta prima di dare fuoco ai corpi. 

Le sue parole risuonano vagamente familiari, “It is our duty and our honor to keep them alive in memory, for those who come after us and those who come after them, for as long as men draw breath. They were the shields that guarded the realms of men, and we shall never see their like again.

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Ricordano infatti il discorso che Maestro Aemon fece alla Barriera nell’episodio finale della quarta stagione, “They died protecting men, women, and children who will never know their names. It is for us to remember them, our own brothers. We shall never see their like again.

David Benioff e Daniel Brett Weiss (e Starbucks) 

Rientriamo nelle calde sale di Winterfell dove, finalmente, tutti stanno festeggiando la vittoria, ma proprio tutti. Tra Jon, Tormund, Sansa e gli altri fanno capolino due facce molto, ma molto note, ovvero quelle di David Benioff e D.B.Weiss, i due showrunner che hanno preso il romanzo di George R.R. Martin e lo hanno trasformato nel fenomeno televisivo degli ultimi dieci anni. 

david and daniel the last of the starks | Collater.al
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Questo loro piccolo cameo è stato apprezzato dal pubblico finché, i fan più attenti non hanno notato che all’interno della stessa scena, a un certo punto, tra corni colmi di vino e boccali pieni di birra, sul tavolo davanti a Daenerys c’è esattamente un bicchiere di Starbucks. Forse qualcuno a Westeros aveva voglia di un caffè? Fatto sta che questa piccola (ma neanche troppo) svista non è passata per nulla inosservata. 

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Arya, That’s not me

Lontano dai festeggiamenti, Gendry raggiunge Arya dove, in una scena troppo veloce per essere romantica, il figlio legittimo di Robert Baratheon dichiara il suo amore alla piccola di Casa Stark, chiedendole di diventare la sua Lady. Le parole che con cui lei gli risponde, “I’m not a lady, I never have been. That’s not me.” ci fanno immediatamente ricordare la piccola bambina che nella prima stagione cercava di convincere il padre che lei non sarebbe mai diventata una Lady. Quando Nedd Stark le disse che prima o poi avrebbe sposato un Lord e i suoi figli sarebbero diventati a loro volta Lord o Lady, lei rispose allo stesso modo “No. That’s not me”. 

Questa scena si collega anche a quella in cui Arya ritrova Nymeria, quando cerca di convincere il suo metalupo a tornare a Winterfell, ma questa, con il suo branco non la segue e si dirige verso Nord. Anche qui Arya, guardando la sua Nymeria andare via, con un velo di tristezza sussurra “That’s not you”, riferendosi al fatto che i metalupi solitamente vivono in luoghi molto più a nord, molto più freddi e che quelle terre non le appartengono. 

Gli ultimi degli Stark

Il titolo di questo quarto episodio riprende le parole di Arya durante un confronto tra lei, Sansa, Bran e Jon, appunto gli ultimi degli Stark.

“We are family.
The four of us.
The last of the Starks.” 

Quello che le due sorelle non sanno (ma solo per pochi secondi ancora) è che Jon, sì è uno Stark da parte di madre, ma è a tutti gli effetti un Targaryen. 

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Tyrion e Varys

Quando, finalmente, Bronn arriva a Winterfell ha un breve scambio di battute con i due fratelli Lannister. È qui che Tyrion ripete le stesse identiche parole che Varys aveva pronunciato nella seconda stagione, ”power resides where men believe it resides” ovvero “il potere risiede dove gli uomini credono che risieda”. 

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Ora mancano sono due puntate all fine, solo 2 ore e 38 minuti, le teorie sono tante e, visti gli ultimi colpi di scena, come la morte del secondo drago di Daenerys e di Missandei, le incertezze di più. Una cosa, però, sembra essere sicura, il prossimo episodio sarà ancora più sconvolgente del terzo, o almeno è quello che ha dichiarato Emilia Clarke da Jimmy Kimmel, consigliando a tutti i fan di trovare il più grande televisore possibile per vederla. 

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Game of Thrones 8: l’analisi del quarto episodio “The Last of the Starks”
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Game of Thrones 8: l’analisi del quarto episodio “The Last of the Starks”
Game of Thrones 8: l’analisi del quarto episodio “The Last of the Starks”
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