Art Ojima Abalaka illustra culture e tradizioni
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Ojima Abalaka illustra culture e tradizioni

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Giulia Guido

Nata ad Abuja, Ojima Abalaka ha vissuto nella capitale nigeriana fino all’età di 17 anni, finché non si è trasferita a Sheffield, nel Regno Unito, dove si è iscritta all’università per studiare diritto europeo e internazionale. Tra un esame e l’altro, però, Ojima ha continuato ad aggiornare il suo blog, raccontando storie ed episodi facendo finta di essere un’emarginata. A volte i suoi post erano accompagnati da piccoli schizzi fatti da lei stessa che con il tempo si sono fatti sempre più presenti, finendo per sostituire definitivamente le parole. 

Una volta laureata, Ojima Abalaka è tornata nel suo paese natale, dove ha continuato a disegnare e a pubblicare i suoi disegni sul suo profilo Instagram. La vera svolta è arrivata quando, dopo aver caricato uno dei suoi lavori sulla piattaforma Women Who Draw, è stata contattata da un direttore artistico del New York Times. 

Da allora Ojima a collaborato con differenti testate e ha messo a punto uno stile semplice ma d’impatto che si adatta alla perfezione ai soggetti delle sue illustrazioni e alle storie che decide di raccontare. 

Ojima Abalaka utilizza i ritratti per mostrare elementi caratterizzanti di differenti culture, come gli abiti e gli accessori tipici degli Igbo, uno dei più grandi gruppi etnici africani, o i piatti tipici della cucina etiope. 

Le sue illustrazioni non sono solo esteticamente belle, ma raccontano delle storie che hanno le radici nella cultura di diversi paesi, trasformandosi in testimonianze di usi e costumi di popoli lontani e che dovremmo imparare a conoscere. 

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Scritto da Giulia Guido

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