The Guestbook: la nostra intervista a Paolo Barretta

Paolo Barretta è un giovane fotografo italiano che ha partecipato al famoso talent di Sky “Master Of Photography” per l’edizione del 2018. La composizione impeccabile che predilige un soggetto centrale, la pulizia dello scatto e il mood di tipo meditativo, sono i principali elementi che contraddistinguono il suo stile, intimo ed elegante.

Noi di Collater.al abbiamo chiesto a Paolo di raccontarsi brevemente tramite un’intervista, che trovi qui sotto:

Com’è iniziata la tua avventura con la fotografia?

È iniziata un bel po’ di tempo fa. Sono sempre stato istintivamente attratto dalle arti e dalla possibilità di potersi esprimere attraverso esse. In primis mi ritrovo nella musica: suono il pianoforte da che ne ho memoria ed è sempre stato per me una enorme valvola di sfogo, artistico, emotivo, visionario. Riuscivo a nascondermi in luoghi a me intimi, avendo la tangibile opportunità di creare immagini nella mia testa. La fotografia è arrivata dopo qualche anno, nel momento in cui ho realizzato di aver bisogno di creare visivamente quelle stesse immagini che mi si creavano nella mente attraverso la musica.

Quali sono gli scatti che più hanno segnato la tua carriera fino ad ora? Perché hai selezionato questi?

All’età di sedici anni, quando vivevo il massimo momento di sperimentazione fotografica attraverso la pellicola (nasco con la pellicola) sviluppavo un sacco di scatti, e soprattutto autoscatti, per potermi immedesimare completamente. In quel periodo ho creato il primo mio reale lavoro, anche se ne ero inconscio ancora. Quello scatto che mi vede tra la spiaggia e il mare raggomitolato su me stesso contro il vento è stato poi successivamente scelto come copertina per un romanzo di Romana Petri, per longanesi editore.

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Da lì ho capito che il modo in cui mi sono sentito fosse come benzina per me, e che non avrei mai più voluto staccarmene. Ho continuato gli studi in fotografia, e dopo un lungo periodo di perdizione artistica ho ritrovato me stesso, creando esclusivamente ciò che volessi realmente fare, distaccandomi dai canoni della perfezione estetica e del beauty. Un’altra mia immagine molto rappresentativa è uno scatto di due braccia che si avvicinano l’una verso l’altra. È stata pubblicata, condivisa, recensita su diversi magazines. Successivamente, grazie alla mia partecipazione in Master of Photography 3 per Sky Arte, ho avuto modo di realizzare altre immagini che mi hanno fatto conoscere ancora meglio in tutta Europa.

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In che direzione pensi che stia andando la tua ricerca?

Beh, è molto difficile da dire. In che direzione sto andando io? Chi sono realmente? Che cosa voglio dalla mia vita? Purtroppo sono domande a cui ognuno di noi ha difficoltà nel trovare una risposta concreta e duratura. La verità è che non si riesce mai ad avere una visione globale di ciò che ci riguarda, perché le cose cambiano, mutano, si spingono su direzioni inaspettate, e tu, beh, tu con loro. Al momento credo che la mia ricerca sia quella di essere fedele a me stesso. Voglio continuare a parlare dei miei stati emotivi. Di quanto spesso mi senta isolato all’interno del mondo, di come la solitudine non sia una cosa da rinnegare, e di come l’inverno mi rappresenti in quanto stato emotivo. Ma anche la speranza e l’amore, la speranza di non essere soli, dopotutto. Sto anche cercando di avvicinarmi maggiormente al mondo commerciale, inteso come ritrattistica, ma sempre e comunque nel mio stile.

Quali sono i tuoi artisti di riferimento?

Non ho mai avuto reali artisti di riferimento in merito la fotografia, o meglio, forse solo uno che mi ha sempre ispirato molto. Gregory Crewdson è stato un grande faro di illuminazione per me, ma quando ero piccolo soprattutto il pittore Edward Hopper. Diciamo che anche se poi a volte mi sono discostato da queste due ispirazioni, sono sempre state molto importanti per me. Vengo ispirato da tante cose, un ricordo, la musica, un film. Ad esempio, The Neon Demon di Nicolas Winding Refn è stato per me essenziale, in un momento di buio totale. 

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Che progetti hai per il futuro?

Riuscire a crearmi una stabilità, in primo luogo. Riuscire ad essere soddisfatto di me stesso, soddisfatto e in pace con ciò che mi circonda. Per quanto riguarda la fotografia, spero di riuscire ad arrivare ad avere la rappresentanza di un’agenzia e di riuscire a vivere esclusivamente della mia arte.

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