In occasione della scorsa edizione di Isola Design Festival, lo studio indipendente Particle ha presentato Parts of a Whole, un progetto che ha riletto i codici del design contemporaneo attraverso un’estetica architettonica e una materia prima inconsueta: gli scarti industriali e post-consumo.

Con base tra New York e Los Angeles, Particle è nato dalla volontà di ridefinire il concetto di sostenibilità all’interno degli spazi domestici e collettivi. Le fondatrici, Krissy Harbert e Amanda Rawlings, forti un background in architettura e interior design, hanno portato a Milano un approccio progettuale che unisce rigore formale e sensibilità materica.



Per la collezione esposta durante la Design Week, Particle ha lavorato con materiali recuperati da prodotti sportivi e tessili dismessi — in particolare calzature — trasformandoli in elementi d’arredo unici. Il risultato è stato un allestimento composto da otto sedute diverse, un grande tavolo circolare e tappeti realizzati con tessuti riciclati. Ogni pezzo è stato concepito come parte di un insieme, con l’obiettivo di generare connessione, dialogo e nuove modalità di fruizione dello spazio.

Parts of a Whole ha quindi proposto una riflessione sul potenziale narrativo degli scarti. Le forme audaci e le texture eterogenee hanno rivelato un’estetica stratificata, in cui la funzionalità non è mai disgiunta dalla capacità evocativa della materia.

All’interno di un panorama sempre più orientato verso pratiche responsabili, il progetto di Particle ha rappresentato un esempio concreto di come il design possa farsi veicolo di innovazione, consapevolezza e comunità.
