Se avete avuto accesso ai social network o semplicemente avete navigato in rete in questi ultimi due giorni, non potete non aver visto la foto di un’etichetta Patagonia con un messaggio diretto e inequivocabile, messo al posto delle istruzioni di lavaggio: “VOTE THE ASSHOLES OUT”, letteralmente “Vota e caccia quegli stronzi”.

All’inizio si pensava fosse uno scherzo, una sorta di meme, ma la conferma dell’autenticità è arrivata direttamente dalla portavoce di Patagonia Corley Kenna. Il messaggio è un invito ad andare a votare alle prossime elezioni presidenziali degli Stati Uniti del 3 novembre e rientra nella campagne del brand contro il cambiamento climatico.
“Le abbiamo aggiunte agli short per uomo e donna della nostra collezione 2020 Regenerative Organic Stand-Up perché ci siamo schierati contro i negazionisti dei cambiamenti climatici da quando abbiamo cominciato a produrre quegli short”, ha spiegato Corley Kenna che ha aggiunto: “‘Vota e caccia quegli stronzi’, Yvon Chouinard – fondatore di Patagonia – lo dice da anni, riferendosi ai politici di qualsiasi partito che negano o trascurano l’emergenza climatica ignorando i dati scientifici non perché non ne siano a conoscenza ma perché le lobby del petrolio e del gas gli riempiono le tasche di soldi”.

Questa nuova presa di posizione dell’azienda arriva dopo che il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, durante una riunione svoltasi a Sacramento per fare il punto sui danni provocati dagli incendi che stanno devastando la California – fenomeno direttamente collegato all’aumento delle temperature – ha affermato: “Il clima comincerà a diventare più freddo, state a vedere. Non penso che la scienza sappia realmente ciò che succede”.
È evidente come Patagonia, da sempre in prima linea per quanto riguarda la militanza ambientale, abbia voluto ancora una volta lanciare un messaggio forte all’opinione pubblica perché, come scrisse Chouinard in una lettera ai suoi dipendenti del 1992 intitolata I prossimi 100 anni: “Ho una definizione del male leggermente diversa dalla maggior parte delle persone. Quando hai l’opportunità e la capacità di fare del bene e non fai niente, è male. Il male non deve sempre essere un atto palese. Può essere semplicemente l’assenza di bene”.
Lo slogan apparso sugli short non è una novità per Patagonia, pare infatti che fosse già stato stampato su una maglietta e poi ribadito con forza anche sul sito del brand.

In una lettera scritta lo scorso aprile e indirizzata alla 1% for the Planet Community, Chouinard ha praticamente utilizzato le stesse parole: “Ricordatevi di votare per cacciare quegli stronzi, tutti quei politici che pensano che non si debba fare niente per i cambiamenti climatici. Votate per il pianeta e contro quelli che non vogliono fare niente. Il potere è in mano a noi e adesso è il momento di usarlo”.
Come dicevamo Patagonia è impegnata da sempre nella sensibilizzazione su questioni ambientali e ne ha fatto il suo core principale, quest’ultima iniziativa non è l’unica presa di posizione forte degli ultimi anni.
Nel 2016, ad esempio, l’azienda californiana ha devoluto tutti gli introiti relativi al Black Friday a organizzazioni ambientaliste no profit, nel 2017 ha fatto causa al Presidente Trump per la sua scelta di ridurre l’estensione di due monumenti nazionali nello stato dello Utah, il Bears Ears e il Grand Staircase-Escalante – la più grande riduzione di terre protette nella storia degli Stati Uniti d’America -, nel 2018 ha lanciato una piattaforma digitale, Patagonia Action Works, per sostenere l’impegno in prima persona dei consumatori per tutelare l’ambiente e quest’anno hanno deciso di ritirare la pubblicità su Facebook e Instagram per protestare contro la disinfomazione dilagante che intasa la piattaforma.
Questa è soltanto l’ultima delle battaglie portate avanti da Patagonia ma siamo certi che non finiranno qui.