Di Andrew B. Myers e dei suoi divertenti scatti concettuali ve ne aveva già parlato Elena qualche anno fa, quindi stavolta vi mostreremo (quasi) tutto ciò che non vi siete beccati la prima volta, ovvero i pattern.
Colorate composizioni assonometriche e non, realizzate per clienti come Google, Time o Snapchat. Opere ordinatamente confusionarie, il cui rigore stilistico può mandarvi in acido come in estasi. In entrambi i casi sapete chi ringraziare.



























