Art Pepemaniak: da Roma al Burning Man
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Pepemaniak: da Roma al Burning Man

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Giulia Guido

Federico Ceruso, aka Pepemaniak, è nato a Roma nel 1991. Cresciuto in un contesto metropolitano vivace e frammentato, ha sviluppato fin da giovanissimo una forte attrazione per i linguaggi della cultura visiva, dal fumetto all’arte urbana, dal design grafico al mondo del tatuaggio. Il suo nome d’arte nasce come un’identità “espansa”, quasi una maschera da supereroe pop underground, capace di catalizzare la sua esuberanza creativa e il suo spirito provocatorio.

Dopo anni di sperimentazioni durante i quali la sua pratica ha avuto modo di stratificarsi e viaggiare tra street art, grafica, tattoo e pittura, la sua ricerca artistica ha intrapreso un’evoluzione radicale, avvicinandosi a forme sempre più immersive e installative, dove la luce diventa protagonista e veicolo simbolico.

La svolta avviene negli ultimi anni, con una trasformazione che riflette una maturazione profonda sia sul piano tecnico che concettuale. Il lavoro di Pepemaniak, infatti, si apre oggi a un immaginario più contemplativo e universale, in cui la spiritualità, il simbolismo e la connessione collettiva si intrecciano. Ne è esempio il progetto Folgorato, una serie di installazioni e sculture ispirate al fulmine come entità visiva e mitologica: un segno ancestrale che diventa al tempo stesso luce, energia e messaggio.

Lontano da ogni estetica patinata, il suo approccio rimane viscerale e materico, ma si arricchisce di un linguaggio più meditativo, che abbandona la pura provocazione per abbracciare una forma di comunicazione emotiva e archetipica. Il colore rimane acceso, i materiali restano eterogenei (acrilico, resine, metalli, led), ma le opere si fanno totemiche, evocative, attraversate da tensioni che parlano di rivelazione, catarsi, potenza.

Oggi l’elemento del fulmine, lo continuiamo a trovare su fashion item, su tele, ma anche su grandi installazioni progettate per eventi e festival. Ed è proprio il fulmine a essere il protagonista del progetto che a fine agosto Pepemaniak porterà a uno dei più grandi e particolari festival artistici del mondo, il Burning Man.
L’opera alla quale Federico sta già lavorando da tempo si chiama Lightning Tower. Alta e slanciata, questa installazione è concepita come un moderno totem, attorno al quale le persone si riuniranno per condividere un momento insieme e per celebrare il senso di comunità. 

Attraverso questa scultura ambientale, Federico porta nel deserto una visione che è insieme spirituale e pop, rituale e contemporanea. Il fulmine non è solo un motivo estetico: è metafora di illuminazione, di potenza trasformativa, di energia che attraversa e connette. Un invito a riscoprire il sacro nell’esperienza artistica.

Pepemaniak

Noi di Collater.al, insieme a Pepemaniak, vi racconteremo qui e sul nostro profilo Instagram la realizzazione di quest’opera e le sfide che affronta un artista che partecipa al Burning Man. Continuate a seguirci per non perdervi i prossimi episodi e nel frattempo potete supportare il lavoro di Federico attraverso il suo crowdfunding.

Pepemaniak
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Photo cover: Gaia Marotta

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Scritto da Giulia Guido

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