Durante la Torino Art Week 2025, c’è un’edicola in piazza San Carlo che rimarrà accesa di una luce diversa (fino al 6 novembre). È quella di Postcards from Home, l’installazione site-specific dell’artista ucraina Daria Koltsova curata da Valeria Radkevych. Un chiosco storico si trasforma in un luogo sospeso tra memoria e presenza, in cui la fragilità diventa linguaggio e la luce, materia viva.

Koltsova sostituisce le finestre del chiosco con vetrate astratte ispirate ai paesaggi ucraini, frammenti di vetro che assumono le dimensioni di vecchie cartoline. Ogni lastra è una finestra su un mondo che si dissolve, ma che resiste nel ricordo. La trasparenza diventa archivio, il colore si fa voce di un paesaggio ferito e al tempo stesso vitale. L’opera è un gesto di protezione e testimonianza, una riflessione sulla necessità di salvaguardare la memoria in tempi di distruzione.

«La guerra devasta la terra e costringe le persone alla fuga», dichiara l’artista. «Ma non si fugge mai davvero da soli». In ogni esilio ci si porta dietro un pezzo di casa, una storia, un’immagine: le “cartoline” che Koltsova rievoca sono proprio gli stessi frammenti di identità che ritroviamo nell’oblio. Il chiosco, nel cuore della città, si trasforma così in una vera e propria metafora del rifugio, un piccolo santuario urbano dove la memoria collettiva si ricompone attraverso la luce.

Ogni paesaggio racchiuso nelle vetrate è ridotto all’essenza: colori primari, forme pure, simboli. Come nella bandiera ucraina – il blu del cielo e il giallo del grano – si ritrova l’anima di una terra che continua a parlare anche quando tutto sembra perduto.

Riprendendo la tecnica tradizionale delle vetrate, spesso legata ai luoghi sacri, Koltsova ne rinnova il significato spirituale: non più solo decorazione o ornamento, ma atto di fede nella forza della natura e della memoria. Portare luce dentro qualcosa, in questo contesto, diventa un gesto di resistenza e rinascita.

Postcards from Home è una casa di vetro che non appartiene a nessun luogo preciso, ma che ognuno può riconoscere dentro di sé: nelle proprie partenze, nei propri ritorni, nelle immagini che continuano a illuminare il ricordo.
