Art La Pixel-Art di Waneella
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La Pixel-Art di Waneella

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Giulia Guido

Sbilanciandoci, ma neanche troppo, potremmo dire che ogni tecnologia ed elemento digitale di oggi ha un precursore analogico. Ogni cosa che ora si può fare con un computer, con un tablet o uno smartphone in passato veniva realizzata a mano.
Gli artisti scolpivano nel marmo e nel bronzo prima di scolpire in 3D, si creavano spettacoli con fuochi d’artificio prima di dedicarsi all’arte dei droni, i pittori trascorrevano ore e ore per fare ciò che oggi fa qualsiasi fotocamera su qualsiasi telefonino. 

Ogni cosa e disciplina “antica” ha il suo corrispettivo digitale, anche una corrente artistica come l’Impressionismo. Basato sull’accostamento di puntini o piccole pennellate di colore che l’occhio è in grado di ricomporre e fondere, l’Impressionismo si fonda sullo stesso principio della percezione delle immagini digitali e quindi della Pixel Art

E se parliamo di Pixel Art non soffermarci sul lavoro di Waneella. Valeriya Sanchillo aka Waneella è una pixel artist che ha debuttato con i suoi primi lavori su Tumbler nel 2013. Si tratta di illustrazioni o GIF che mostrano scorci di un mondo post-apocalittico dove ogni cosa è stata abbandonata così com’era. 

Ci sono televisori e computer accesi, qualche gatto che guarda dalla finestra, le luci accese nelle case, ma nessuna traccia di essere umano. 

Ciò che caratterizza i lavori di Waneella è proprio l’estetica che ai più appassionati di videogiochi potrà ricordare quella di Sword & Sworcery. I pixel sono grandi e ben visibili, una cosa della quale i nostri occhi ormai abituati a video in 4k non riescono a capacitarsi. 

Noi abbiamo selezionato solo alcuni dei suoi lavori, ma potete scoprirli tutti sul suo profilo Instagram e sul suo canale YouTube, dove li abbina a musiche d’ambiente. 

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Scritto da Giulia Guido
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