Art Prada porta cinque sculture iperrealistiche in un cinema di Londra
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Prada porta cinque sculture iperrealistiche in un cinema di Londra

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Collater.al Contributors

Cinque sculture iperrealistiche siedono tra le poltrone di una sala cinematografica, immobili. Sembrano spettatori, ma allo stesso tempo qualcosa le distingue: la loro attenzione è finta, programmata, sospesa. E in questa installazione c’è lo zampino di Prada. Le sculture non sono altro che le protagoniste di The Audience, l’installazione firmata da Elmgreen & Dragset per la tredicesima edizione di Prada Mode, che trasforma il Town Hall di King’s Cross di Londra in un cinema abitato da presenze silenziose.

Gli spettatori reali, sedendosi accanto a queste figure perfettamente scolpite, finiscono per confondere la propria posizione con la loro. Guardano, ma sanno di essere guardati. Il film proiettato, volutamente sfocato, mostra un pittore e uno scrittore in un dialogo che si ripete in loop, come se il tempo si fosse fermato. L’immagine incerta e i corpi immobili creano una tensione sottile, una riflessione sulla visione stessa: su cosa significhi assistere, partecipare, concentrarsi in un’epoca dominata dall’eccesso di immagini e dalla distrazione costante.

Con The Audience, Prada porta a Londra una riflessione sulla condizione contemporanea dello spettatore. Dal 15 al 16 ottobre il progetto ha preso forma come club privato, per poi aprirsi al pubblico dal 17 al 19 ottobre, in concomitanza con Frieze London. All’interno del Town Hall, edificio storico recentemente restaurato, l’esperienza si completa con The Conversation, un’ulteriore scultura che ritrae una donna sola al tavolino di un bar, intenta a una videochiamata con uno dei personaggi del film.

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Intorno a questa installazione si sviluppa un programma di talk, proiezioni, performance e DJ set che ampliano il discorso sull’atto del guardare e sulle modalità con cui oggi si costruiscono le esperienze collettive. Ma è di fronte a quelle sculture iperrealistiche, immobili eppure vive, che il senso dell’intero progetto si rivela: uno specchio perfetto del nostro modo di essere spettatori — distratti, iperconnessi, eppure sempre in cerca di un’immagine che ci rifletta davvero.

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Scritto da Collater.al Contributors

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