Art PUPPETS: la mostra sulla storia del writing italiano
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PUPPETS: la mostra sulla storia del writing italiano

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Collater.al Crew

Dietro ogni lettera, ogni tag, ogni pezzo che ha fatto la storia del writing italiano, c’è spesso un volto che la accompagna. Un puppet, un personaggio, un compagno di muro. A questi volti – sicuramente ironici, surreali, iconici – è dedicata PUPPETS, una mostra a cura di Marco “KayOne” Mantovani, che fino al 21 dicembre 2025 sarà nello spazio Stradedarts di Milano.

Trenta artisti italiani, tra i nomi più noti e rispettati della scena, sono stati chiamati a raccontare con i loro sketch la storia e l’evoluzione dei puppets. Ci sono Basik, Mr. Wany, Eron, Bo130, Shaone, KayOne, Nedo, Zero-T e molti altri; un firmamento di writer che hanno tradotto il linguaggio della strada in immaginari potentissimi. La mostra, la prima di una serie di due appuntamenti, vuole restituire dignità e centralità a quella che è una delle tradizioni più autentiche e riconoscibili della cultura hip hop.

L’esposizione sarà accompagnata da un catalogo dedicato alle opere e dalla realizzazione di un muro a tema Puppets, in pieno spirito collettivo. Un gesto che riporta il writing al suo habitat naturale, ricordandoci che i muri non sono solo superfici ma spazi narrativi, di identità e di comunità.

Come racconta KayOne, «il cuore della ricerca nel Graffiti Writing è l’evoluzione della lettera», ma i personaggi che le affiancano non sono semplici comparse: «sono immagini che hanno raccontato le discipline dell’Hip Hop, i suoi costumi e le sue pose, diventando un diario visivo della nostra cultura». Dai pionieri come Doze, Mode 2, Hex, Won fino ai protagonisti della scena contemporanea, i puppets hanno accompagnato l’evoluzione estetica del writing, trasformandosi nel tempo ma restando sempre fedeli al loro spirito originale: quello di dare volto e corpo a una cultura che vive di stile, libertà e attitudine.

PUPPETS risulta così come è un tributo alla fantasia e alla memoria del writing italiano, una celebrazione collettiva che unisce passato e presente sotto un unico grande muro.

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Scritto da Collater.al Crew

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