Sognando Alicudi col progetto digitale “Quètu” di Marita Madio

Sognando Alicudi col progetto digitale “Quètu” di Marita Madio

Giulia Guido · 2 settimane fa · Art

Sono reali o finte le immagini di Quètu, l’ultimo progetto in ordine di tempo di Marita Madio? È difficile dirlo con sicurezza. 

Marita Madio è un’artista digitale e architetto con una formazione che è iniziata al Politecnico di Bari ed è continuata con un Master in architettura digitale all’Università IUAV di Venezia. Dopo gli studi, Marita si è trasferita a Londra dove ha lavorato per diversi studi, finché nel 2020 non è tornata in Italia per fondare il suo. 

È stato allora che a causa della pandemia è stata costretta, come tutti, a rimanere chiusa in casa e trovare nuovi modi per evadere. Il suo non poteva non coinvolgere il suo lavoro e le sue capacità tecniche: è così che è nato il progetto Quètu, che in siciliano significa calma e tranquillità.  

Non avendo la possibilità di viaggiare e di cambiare panorama, Marita ha utilizzato 3DS e Photoshop per realizzare una serie di vedute uniche di un luogo da sogno che le permettessero di staccare dalla quotidianità e sognare di essere in un altro luogo. 

“Questo è il mio luogo felice dove mi sono sentita libera di raccogliere i miei pensieri e allo stesso tempo di esplorare nuovi territori senza dovermi muovere dalla sicurezza della mia casa.”

Per Quètu, Marita Madio ha preso come reference uno dei luoghi più belli del nostro Paese, ovvero l’isola di Alicudi, in Sicilia. Si tratta di una delle sette isole Eolie, in particolare di quella più selvaggia e naturale. Qui ha immaginato una casa immersa nella natura, con finestre e terrazze affacciate sul mare blu intenso. Un luogo dove poter tornare a respirare.

Ogni singolo dettaglio delle immagini è curato in maniera maniacale tanto da farci dubitare sulla reale esistenza del luogo che stiamo guardando. Dalla caffettiera lasciata sul fornello alla scopa ancora appoggiata al tavolo, fino alle tazze ancora sporche di caffè: ogni elemento ci fa credere che la casa sia abitata… Forse da noi? 

“In questo luogo, il tempo si dilata e si può scoprire la bellezza nelle piccole cose: come la vernice che si stacca dai vecchi muri per la brezza marina, disegnando intricate geometrie, come le maioliche dipinte a mano, come le ombre disegnate dal sole che filtra attraverso la tettoia di bambù, come la finestra blu che incornicia il mare.
Momenti e azioni si cristallizzano negli oggetti che vengono ritratti appena prima o subito dopo la presenza umana, così nessuno è davvero lì, e chi guarda quelle immagini può fingere di essere lì, a vivere questo viaggio.”

Quètu
Quètu
Quètu
Quètu
Sognando Alicudi col progetto digitale “Quètu” di Marita Madio
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Sognando Alicudi col progetto digitale “Quètu” di Marita Madio
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La fotografia sensuale e analogica di Chantal Convertini

La fotografia sensuale e analogica di Chantal Convertini

Giulia Guido · 2 giorni fa · Photography

Siamo stati immediatamente catturati dalla bellezza degli scatti di Chantal Convertini aka Paeulini. Sensuali, delicati e intimi. 

Chantal Convertini è una ragazza di 28 anni che si è avvicinata alla fotografia quasi per caso e solo successivamente ha deciso di trasformare questa grande passione in un lavoro. Come molti suoi coetanei il primo approccio che ha avuto con la fotografia è stato attraverso il digitale. Poi, in un secondo momento, quattro anni fa si è avvicinata anche al mondo dell’analogico. Questo ha portato Chantal Convertini a sapersi destreggiare benissimo tra le due tecniche, prediligendo l’analogico per i suoi progetti personali. 

I protagonisti dei suoi scatti sono due, la luce e i corpi di giovani donne. 

La luce è quasi sempre quella naturale, che rischiara leggermente interni di case e camere da letto. A volte le sue fotografie sono illuminate giusto da qualche raggio di sole che penetra tra le fessure di tapparelle e persiane chiuse. 

Questi fasci si posano sui corpi nudi e sui volti dei suoi soggetti, spesso femminili, come nella serie A feminine view on femininity, in cui Chantal Convertini dà una sua personale visione dell’universo femminile. 

Spesso però, davanti all’obiettivo ci si mette lei stessa, creando dei fantastici autoritratti, intimi e personali. 

La fotografia sensuale e analogica di Chantal Convertini | Collater.al

Qui sotto trovate una selezione dei suoi scatti, per scoprirne di più andate sul suo sito, sul suo profilo Instagram e sul suo profilo Patreon, dove potrete sostenerla anche finanziariamente.  

La fotografia sensuale e analogica di Chantal Convertini | Collater.al
La fotografia sensuale e analogica di Chantal Convertini | Collater.al
La fotografia sensuale e analogica di Chantal Convertini
Photography
La fotografia sensuale e analogica di Chantal Convertini
La fotografia sensuale e analogica di Chantal Convertini
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La fotografia contemporanea arriva a Bologna con PhMuseum Days

La fotografia contemporanea arriva a Bologna con PhMuseum Days

Giulia Guido · 1 giorno fa · Photography

PhMuseum nasce nel 2012 come primo museo online dedicato alla fotografia contemporanea con l’obiettivo di offrire uno spazio accessibile a tutti da ovunque che promuovesse la cultura visiva.
Negli anni PhMuseum ha organizzato diverse attività e iniziative, dai corsi fotografici a programmi di formazione, fino a masterclass di alto livello. Quest’anno ha voluto fare le cose ancora più in grande, abbandonando per un po’ la sua forma digitale e diventando un evento fisico. 

Dal 23 al 26 settembre, infatti, il Binario Centrale del DumBo di Bologna ospiterà la prima edizione del festival internazionale di fotografia PhMuseum Days.

Il tema scelto per questa prima edizione è A New Beginning / Un nuovo inizio e si adatta perfettamente sia al momento storico che stiamo vivendo e al nuovo decennio appena cominciato sia perché l’evento rappresenta una nuova avventura per PhMuseum.

Il fitto programma dei 4 giorni prevede mostre individuali, un’installazione collettiva, workshop, revisioni di portfolio, proiezioni, performance e uno spazio dedicato all’editoria indipendente. 

Tra gli ospiti spiccano il fotografo argentino Alejandro Chaskielberg che con Natur-e riflette sul rapporto fra uomo, natura e tecnologia e la fotografa brasiliana Angelica Dass che esporrà Humanae, un progetto che cerca di dimostrare che ciò che definisce l’essere umano è la sua ineluttabile unicità.

Ci saranno anche il progetto Encounter dell’italiana Silvia Rosi che parte dal suo album di famiglia per raccontare storie di migrazione e diaspora attraverso autoritratti e performance e Afterlife del fotografo francese Vasantha Yogananthan che racconta l’eterna sfida fra il bene e il male reinterpretando un passo del poema epico indiano il Ramayana. 

Inoltre, verranno esposti tre lavori scelti fra gli oltre 700 progetti che si sono candidati tramite l’open call del festival: Human dell’ecuadoriana Fabiola Cedillo, incentrato sul bisogno dell’essere umano di riprodursi, naturalmente e attraverso la tecnologia, Fading Senses della polacca Ligia Poplawska, sulle implicazioni della perdita degli ecosistemi sulla nostra salute mentale ed emotiva e, infine, C-R92/BY dell’inglese Samuel Fordham, un progetto che si focalizza su migliaia di famiglie britanniche separate a seguito delle politiche dal Ministero degli Interni. 

Visitate il sito di PhMuseum e seguite il profilo Instagram per non perdere tutti gli aggiornamenti. 

Fading Senses, Ligia Popławska
C-R92_BY, Samuel Fordham
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InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

Giulia Guido · 18 ore fa · Photography

Ogni giorno, sul nostro profilo Instagram, vi chiediamo di condividere con noi le vostre immagini e fotografie più belle.
Per la raccolta InstHunt di questa settimana abbiamo selezionato le vostre 10 migliori proposte: @lured_ph, @sara.carraretto, @alko_imagine, @cristian.perra, @giorgia_congia, @photostrekoza, @_barbarac__, @valerycia, @caterina_cantu, @ale_galimberti.

Tagga @collateral.photo per essere selezionato e pubblicato nel prossimo numero di InstHunt.

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La femminilità in bianco e nero di Giangiacomo Pepe

La femminilità in bianco e nero di Giangiacomo Pepe

Buddy · 6 giorni fa · Photography

La fotografia è ossessione. Ossessione di fermare il tempo, ossessione dello sguardo, di insinuarsi tra i gesti e i loro significati.

Giangiacomo Pepe è un fotografo genovese famelico, che ci rivela di continuo il suo sguardo vorace, peccaminoso e voyeuristico. Le sue immagini in bianco e nero, intense, viscerali, sfacciate, scattate in pellicola, rivelano la sua passione per i dettagli del corpo femminile, per i gesti spontanei, i particolari espliciti, le ombre che disegnano.

Istanti di passione, fermati con foga spontanea, sul letto sfatto, su un balcone improvvisato o in una cucina disordinata. Immagini che rivelano il suo desiderio, ma anche allo stesso tempo una curiosità candida verso l’intimità femminile.

Il nudo femminile senza mezze misure.

La femminilità in bianco e nero di Giangiacomo Pepe
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La femminilità in bianco e nero di Giangiacomo Pepe
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