“Il fatto che non vedi le sigarette sulle riviste non significa che alla gente non piacciano” – descrive così Rasha Kahil il suo progetto fotografico “Cigarette breaks“.

Protagoniste dei suoi scatti, immortalati a Londra, Beirut, Mosca e Reykjavik sono loro, le sigarette. Ritratte in bocche carnose, sottili, socchiuse e tenute nelle mani di giovani cosmopoliti che nel gesto vizioso del fumo trovano soddisfazione.

Scelta provocatoria e controcorrente quella di Rasha ora che fumare nei locali pubblici è vietato e la politica anti-sigaretta è sempre più diffusa. “Mi sono cimentata in questo progetto perché, da fumatrice, iniziavo a sentirmi “perseguitata”. Siamo sinceri bere senza fumare non è la stessa cosa, si perde parte di quel rituale vizioso e sensuale che è incluso nel divertimento“.

“Sono una fumatrice e per questo percepisco il fascino dell’accendersi una dannata sigaretta, godendosi appieno il primo tiro”. Si nasconde sensualità, leggerezza ed evasione in questo piccolo gesto, sopratutto se incorniciato in momenti definiti, ad esempio mentre si sorseggia un drink o si beve un caffè al mattino“.

Foto dopo foto, volto dopo volto, il racconto visivo di “Cigarette breaks” , sviluppatosi nel corso di quattro anni, appare sempre più chiaro e trasparente: accendersi una sigaretta corrisponde al prendersi una pausa dal mondo esterno: dal lavoro al contesto sociale che ti circonda.

In quell’istante ci sei solo tu in compagnia della “tua tanto amata (e forse un po’ odiata) bionda-sigaretta”.
Ps: L’intento di questo post è quello di raccontare un progetto originale, non quello di far incazzare i non fumatori.

