Siamo abituati a pensare alla fotografia come mezzo per catturare la realtà. Dobbiamo partire dalla premessa opposta negli scatti di Reine Paradis, fotografa, visual artist e avventuriera. I lavori di Reine immortalano la sua fantasia, con autoritratti surreali dai toni fluo che ci trasportano nel suo mondo.
Classe 1989, l’artista nasce e cresce nella natura incontaminata della Francia meridionale finché non arriva a Los Angeles, dove l’ambiente all’avanguardia e i paesaggi eccentrici della metropoli si fondono alla sua arte.
In ogni suo scatto, la realtà immaginata – nei minimi dettagli – dall’artista prende vita attraverso l’obiettivo. Le scene vengono visualizzate e concettualizzate, prima di diventare minuziosi sketch, in un gioco di prospettiva e profondità che annulla il nostro mondo per proiettarci nel suo. Si tratta di un viaggio introspettivo e simbolico, al confine tra una realtà e una fantasia dai colori vibranti e ipersaturati.


A completare il quadro, gli oggetti di scena costruiti da Reine Paradis, un tempo creazioni in carta e ora sculture in plexiglass, carichi di un significato narrativo.
Il corpo dell’artista si muove nell’ironia e nel minimalismo cromatico della composizione, si confonde e dialoga con l’ambiente intorno come nel fotogramma perfetto di un film, quello personale di Reine.

La ricerca del luogo perfetto guida la fotografa che non indietreggia davanti a set estremi o pose pericolose: la priorità è il racconto della scena. Una storia che parte dalla mente dell’artista e arriva all’occhio dello spettatore, catturato dall’atmosfera alienante e dalla semplicità del linguaggio.


