Riccardo Guasco – The Art of Denim

Riccardo Guasco – The Art of Denim

Collateral Crew · 7 anni fa · Art

Sabato 5 Ottobre siamo stati ospiti di PICAME al Serravalle Designer Outlet per il primo di 4 appuntamenti dedicati all’arte e al denim. È stata l’occasione per incontrare Riccardo Guasco, vederlo all’opera e fare con lui 4 chiacchiere. Qui di seguito la nostra intervista, il video e il photo report della giornata!

Riccardo Guasco - Intervista per Art of Denim

1 – Ti abbiamo seguito durante la live performance al Serravalle Designer Outlet, raccontaci la tua scelta creativa e come hai legato l’opera con la campagna The Art of Denim.

Il tema mi ha subito incuriosito, mi sono messo le mani in tasca e avevo già sottomano il protagonista della mostra. Il denim ha attraversato più di un secolo di storia senza mai subire inflessioni o cali, ha dentro di sè la semplicità e la capacità di adattarsi alle mode e di diventare con il tempo “una leggenda”. Allora è alla leggenda e al mito che ho voluto puntare, rendendo omaggio alle sue radici. La cittadina francese di Nîmes (da cui deriva il nome denim: De-Nimes) città di origini romane che subisce fortemente le influenze della vicina Spagna, specie per l’allevamento di tori e per le corride che ancora si tengono nell’anfiteattro della città. Da lì la scelta di rappresentare un minotauro, a simboleggiare la forza e la solidità del mito, ripreso in una scena d’amore con una ninfa (l’eleganza e la vanità della moda).

2 – Il progetto The Art of Denim porta l’arte all’interno dei Designer Outlet. Che ne pensi?

La moda è un’arte e l’arte ha sempre contaminato la moda. Sono favorevole quando un “mondo” esce dai sui canali di fruizione tradizionali e si contamina con altri. Del resto, già dai primi del ‘900 quando i futuristi disegnavano e sfilavano con giacche e abiti di lusso, fino agli anni ’80 quando Fiorucci fece decorare il proprio negozio dall’allora venticinquenne Keith Haring, l’arte e i luoghi della moda si sono sempre sfiorati. Dopo aver fatto questa esperienza poi adoro anche lo sguardo distratto e stranito di chi, entrato nel tempio dello shopping per comprare un abito o un paio di scarpe, si trova di fronte ad un dipinto e allora si ferma a parlare di ciò che gli ispira, senza il timore e il distacco che troverebbe all’interno di un museo.

3 – Parlaci del tuo immaginario, del tuo mondo visivo di riferimento.

I riferimenti al cubismo e al futurismo sono chiari. Non nascondo mai le mie passioni. Adoro i vecchi fumetti vintage, i personaggi del corriere dei piccoli, le vecchie affiche anni ’40 ’50, il design di una vecchia bicicletta, i libri di poesie, il jazz Manouche, Charlie Chaplin e i suprematisti russi. Il mio immaginario è fatto di un mondo sospeso, strani fotogrammi estrapolati da un film, elementi fantastici e ironici accostati ad una quotidiana e ripetitiva realtà. Sono convinto che ci sia qualche cosa di magico nella realtà di tutti i giorni, il difficile è solo riuscire ad avere la sensibilità di coglierla nei piccoli segnali che ci manda.

4 – Parlaci della tua tecnica o del tuo workflow più frequente.

Solitamente lavoro molto velocemente, non sto mai più di un giorno su una tela. Adoro la freschezza della prima idea che prende vita, senza troppe elaborazioni o ripensamenti. Cancello raramente, se una linea ha preso quella strada la lascio fare, se un colore è venuto non come lo avevo immaginato sarà lui ad avere la meglio. Lascio che l’opera dica la sua, la aiuto solo ad uscire fuori. Sull’ispirazione e sul come nasce un idea, è solo questione di costanza e gioco di squadra: l’ispirazione non viene fissando il vuoto e aspettando ore bevendo caffè. La creatività è come un muscolo, va allenata. L’occhio vede, la mente elabora, il cuore fornisce un’anima e la mano la disegna sul foglio. Tutto qui.   

5 – Hai inaugurato il progetto The Art of Denim lavorando su una tela di oltre 7 mq. Quali sono i consigli ti senti dare agli altri artisti che si cimenteranno dopo di te in questa live performance?

Disegnare su un supporto così grande in un posto così grande è fantastico, almeno per me che non lo avevo mai fatto. Ai 3 artisti che verranno dopo di me dico: godetevi le grandi campiture di colore, i gesti ampi delle mani, il dipingere ore e ore senza fermarsi, gli sguardi curiosi e interessati della gente, e lo stupore che si crea tutt’intorno ad una tela (che sia canvas o che sia Denim)… e ricordatevi di vestirvi pesante che il freddo in autunno si fa sentire! 

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L’importanza del corpo negli scatti di Anouk Brouwer

L’importanza del corpo negli scatti di Anouk Brouwer

Giulia Guido · 2 giorni fa · Photography

L’unico linguaggio universale è quello del corpo. Se una persona ci dice in una lingua che non conosciamo che è triste noi non siamo in grado, ma se piange cogliamo subito il suo stato d’animo. 

Il nostro corpo è un mezzo potentissimo per veicolare pensieri, emozioni e sentimenti, basta sapere come usarlo. Sicuramente Anouk Brouwer sa come fare e le sue fotografie ne sono una prova incontestabile. 

Classe 1993, Anouk Brouwer è nata nei Paesi Bassi e dopo anni di studi che l’hanno portata in giro per il mondo, dalla The New York Film Academy al The Amsterdam Fashion Institute & Ryerson School of Fashion, oggi vive e lavora a Tokyo. 
Le sue lauree in recitazione e in moda, unite alla costante ricerca di modi per esprimere se stessa, l’hanno portata a scattare immagini in cui la performance de corpo diventa pura arte. 

– Leggi anche: Le geometrie del corpo negli scatti di Lin Yung Cheng

Nella sua serie “Irrationality”, ispirata alla storia di die artisti che si innamorano pur parlando due lingue diverse, ritroviamo perfettamente questo utilizzo del corpo umano. I corpi di Solène e Lin si toccano, si sfiorano, si incastrano in un gioco che non ha bisogno di parole. 

Ma il lavoro di Anouk Brouwer non si esaurisce con la fotografia. Un anno fa, infatti, ha realizzato il suo primo cortometraggio, intitolato proprio “Body Language” in cui la protagonista esprime i suoi valori e le sue sensazioni solo attraverso i movimenti. 

Guardate “Body Language” qui sotto e seguite Anouk Brouwer su Instagram per non perdervi i suoi prossimi lavori!

L’importanza del corpo negli scatti di Anouk Brouwer
Photography
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Humans and Landscapes, il progetto di Ekayyne fonde natura e corpo umano.

Humans and Landscapes, il progetto di Ekayyne fonde natura e corpo umano.

Giulia Guido · 24 ore fa · Photography

L’artista, fotografo e graphic designer di Bruxelles Ekayyne utilizza il suo profilo Instagram come palcoscenico per mostrare i lavori che compongono il progetto Humans and Landscapes. Come si può immaginare dal titolo, gli artwork dell’artista fondono in maniera originale fotografie di paesaggi, da bianche ed infinite spiagge a prati fioriti, e fotografie di parti del corpo. 

Il processo di creazioni inizia con la fase di ricerca delle immagini che avviene su internet, soprattutto su Tumblr. Solo una volta terminata questa prima parte si passa all’assemblaggio delle immagini, cercando degli elementi in comune come delle linee o delle trame. 

La particolarità delle grafiche di Ekayyne è che l’unione delle due immagini non viene celata, anzi molte volte è resa ancora più palese dal contrasto tra le forme e i colori. 

In ogni caso il risultato risulta sempre sorprendente in cui le linee delle dune di sabbia diventano quelle del corpo di una donna, la pelle si trasforma in sabbia e una camicia da notte si trasforma in spumeggianti onde del mare. 

Scoprite alcuni lavori di Ekayyne nella nostra gallery. 

Humans and Landscape il progetto di Ekayyne | Collater.al
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Humans and Landscapes, il progetto di Ekayyne fonde natura e corpo umano.
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InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram

Giulia Guido · 15 ore fa · Photography

Ogni giorno, sul nostro profilo Instagram, vi chiediamo di condividere con noi le vostre immagini e fotografie più belle. 
Per la raccolta InstHunt di questa settimana abbiamo selezionato le vostre 10 migliori proposte: @carla_sutera_sardo, @kevin.ponzuoli, @kickxiia, @kryvoruchkoelen, @impolite___, @samros___, @_slightlyoutoffocus_, @wonmin.9, @zero.source, @romins.tears.

Tagga @collateral.photo per essere selezionato e pubblicato nel prossimo numero di InstHunt.

InstHunt – Le 10 migliori foto della settimana su Instagram
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Le fotografie NSFW e provocanti di Ugur Kayan

Le fotografie NSFW e provocanti di Ugur Kayan

Collater.al Contributors · 15 ore fa · Photography

Ugur Kayan è un fotografo freelance turco con base a Istanbul che realizza intensi ed esuberanti scatti NSFW. Nel suo lavoro il corpo della donna e il suo potenziale espressivo sono il focus centrale, sono soggetti e protagonisti delle fotografie.
Il suo stile e la sua estetica svelano senza imbarazzo l’aspetto sensuale dei corpi. Sono immagini conturbanti, allusive e provocanti che mettono a nudo sia l’interprete che lo spettatore.

I suoi lavori sono esuberanti, vivaci e spiazzanti, sono parte di una visione ampia e sessualizzata del mondo e sono espressione primordiale di creatività.
Ugur Kayan gioca con i riflessi, i contrasti, i colori, la seduzione del vedo-non-vedo ed esplora l’intensa contesa tra luci e ombre. Ugur è il fondatore di White Magazine, un magazine online sulla fotografia NSFW.

Guarda qui una selezione dei suoi lavori e seguilo su Instagram.

Le fotografie NSFW e provocanti di Ugur Kayan
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