La ragazza che annega a Bilbao, di Ruben Orozco

La ragazza che annega a Bilbao, di Ruben Orozco

Tommaso Berra · 2 settimane fa · Art

Sulla superficie del fiume Nervión di Bilbao è emerso il grosso volto pallido di una ragazza, con i capelli castani e gli occhi spalancati di terrore. L’istallazione è l’ultima opera di Ruben Orozco Loza, artista messicano famoso per le sue sculture iperrealiste.
L’aspetto inquietante di BIHAR (questo il nome dell’opera) vuole aiutare a trasmettere il significato più profondo del progetto. Quella di Ruben Orozco è infatti una campagna di sensibilizzazione sociale contro l’incertezza per il futuro dei giovani.
L’iniziativa è promossa dall’associazione BBK, che attraverso un post Instagram ha riassunto il significato con il claim “Tu decidi se affoghiamo o saliamo in superficie”. Il futuro di BIHAR per Orozco è quindi il futuro di un’intera generazione, che deve avere le possibilità di emergere dalle acque.

L’opera è stata realizzata insieme all’assistente Clara Alcantara, per un peso totale di 100kg. Il materiale utilizzato dai due per il volto è la fibra di vetro, dipinta con una resina traslucida e sorretta da una struttura in acciaio. BIHAR è visibile dal ponte Zubizuri, quando la marea si abbassa ed emerge l’opera.

Ruben Orozco | Collater.al
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La vita in vacanza nei dipinti di Thani Mara

La vita in vacanza nei dipinti di Thani Mara

Giulia Guido · 2 settimane fa · Art

Ottobre è cominciato da pochi giorni, le giornate sono chiaramente più corte di un mese fa, abbiamo ritirato fuori maglioni e giacche, ma per molti l’estate rimane un chiodo fisso. Tra chi continua a postare su Instagram foto fatte in vacanza e chi sta già pianificando le ferie dell’anno prossimo, la nostalgia del caldo e del mare è una malattia che accomuna molti. Sarà proprio per questo che scoprire i lavori di Thani Mara è stato spiazzante. 

Thani Mara è una giovane artista nata a Tenerife e il fatto di aver vissuto per tanti anni su un’isola circondata dal mare ha certamente avuto un impatto sulla sua produzione artistica. I suoi soggetti preferiti infatti sono le spiagge affollate di gente, le persone in costume pronte per tuffarsi tra la schiuma bianca delle onde, gli ombrelloni multicolori piantanti nella sabbia. 

La costruzione delle immagini rende i dipinti di Thani Mara una sorta di pattern, paesaggi estivi che tendono all’infinito, che si estendono a vista d’occhio. Oltre al fatto di guardare questi lavori mentre fuori piove, a rendere ancora più nostalgico il risultato finale è uno stile che rievoca gli anni ’70. Facendo molta attenzione ai dettagli, infatti, possiamo notare i classici costumi interi di quegli anni, nessuno con il telefono in mano, solo una sana voglia di relax. 

Noi abbiamo selezionato solo alcuni lavori di Thani Mara, ma per scoprirne di più seguitela su Instagram

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Aches: fare murales con tre colori

Aches: fare murales con tre colori

Tommaso Berra · 2 settimane fa · Art

Da bambini vi sarà capitato di appiccicare gli occhi allo schermo delle vecchie TV a tubo catodico per osservare i piccoli pixel rosso, verde e blu che componevano l’immagine. Questo biglietto gratuito per l’oculista consentiva di osservare da vicino l’RGB, un modello di colori additivo teorizzato nel 1936 dalla CIE (Commissione internazionale per l’illuminazione).

Dall’unione di questi tre colori fa si che si creino il giallo, il magenta e il ciano, e di conseguenza il bianco e il nero. Le sovrapposizioni creano un effetto molto interessante dal punti di vista grafico, ed è per questo che l’artista irlandese Aches ha deciso di utilizzare questa tecnica per i suoi murales.
Le opere realizzate dall’artista con base a Dublino escono dalle pareti, grazie all’utilizzo di ombre e di soggetti dettagliati. La produzione di Aches spazia dai murales alle esposizioni indoor, con un filo conduttore cromatico e calligrafico, frutto degli studi grafici dell’artista alla NCAD – National College of Art and Design. È possibile ammirare le opre di Aches in Danimarca, Ungheria, Spagna, Svezia, Scozia, Austria, Svizzera, Inghilterra e USA, oppure nei suoi profili social. 

Aches: fare murales con tre colori
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L’Italia e la Polonia unite dalla street art

L’Italia e la Polonia unite dalla street art

Giulia Guido · 2 settimane fa · Art

Abbiamo visto più volte come l’arte possa abbattere muri tra culture diverse e gettare ponti unendo paesi lontani e con storie differenti. È proprio per questo motivo, e con questo intento, che è nato “Frammenti di Polonia”, un progetto ideato dall’Ente Nazionale Polacco per il Turismo per promuovere il patrimonio delle città di Cracovia e Breslavia nel nostro paese, in particolare nella nostra capitale. 

Cracovia e Breslavia sono due città della Polonia, la prima nella parte est del paese e la seconda più a ovest, la prima molto più conosciuta e metà turistica e la seconda in lenta ascesa, ma entrambe accomunate da una storia centenaria e una ricchezza architettonica, artistica e culturale non indifferente. 

Sono innumerevoli i monumenti che decorano le strade delle città e da inizio ottobre due di questi sono visibili anche nel cuore di Roma. No, non cominciate a pensare a elicotteri, aerei, cavi e modi assurdi per spostare dei monumenti. Non è successo nulla di tutto ciò. Molto più semplicemente l’Ente Nazionale Polacco per il Turismo si è rivolto a Sbagliato, progetto artistico fondato nel 2011 da un architetto e due designer romani. 

Per “Frammenti di Polonia” i tre artisti hanno scelto un monumento da ciascuna delle due città polacche e li hanno riprodotti in due dei quartieri più famosi di Roma, Trastevere e Testaccio

In via San Calisto 6A a Trastevere è possibile vedere la riproduzione di un bassorilievo raffigurante dei danzatori che decora la facciata di un palazzo di fine ‘800 nel quartiere Kazimierz di Cracovia, mentre all’esterno del Mercato rionale di Testaccio è stata installato un telaio rettangolare di un finestrone attraverso il quale si vedono delle finestre in stile gotico della stazione di Breslavia. 

Frammenti di Polonia
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Quindi ci sono i videogiochi su Netflix?

Quindi ci sono i videogiochi su Netflix?

Tommaso Berra · 2 settimane fa · Art

Di giochi su Netflix se n’è parlato abbondantemente negli ultimi giorni. In particolare di quelli violenti a cui devono partecipare i protagonisti di Squid Game, nuovo fenomeno del catalogo streaming e con “buone possibilità che diventi la nostra più grande serie di sempre” come dichiarato da Ted Sarandos, co-amministratore delegato di Netflix. Per fortuna gli utenti non devono partecipare a “un, due, tre, stella”, rischiando di essere uccisi da una bambina robot, ma possono comunque da pochi giorni accedere a nuovi videogiochi, comparsi nell’homepage del sito.

Dopo le indiscrezioni della scorsa estate e l’ufficialità arrivata nei giorni seguenti, Netflix a partire dal 28 settembre ha integrato il servizio di streaming, con alcuni videogiochi ispirati a titoli famosi presenti sulla piattaforma. Stranger Things: 1984, Stranger Things 3: The GameCard Blast, Teeter Up e Shooting Hoops sono visibili come icone nella versione mobile e scaricabili gratuitamente, per il momento solo per dispositivi Android.
I giochi non sono stati sviluppati da Netflix ma erano già presenti su Play Store, né diventeranno un’esclusiva del sito di streaming. Si tratta tuttavia di un segnale dell’apertura al mondo del gaming, dopo film interattivi come Black Mirror: Bandersnatch o Minecraft: Story Mode.
L’idea è quella di concepire i film non come prodotti che si esauriscono con le stagioni di una serie, e nemmeno nelle 2 ore del film, ma piuttosto come una trama dilatata. Se la strategia è applicata al cinema già da decenni, Netflix l’ha racchiusa in un’unica piattaforma, creando una continuità di linguaggio e di intrattenimento.

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