Dai B-movie di Roger Corman ai fumetti di Jack Kirby, dalle storie di Dr. Seuss ai giornaletti scandalistici, l’opera di Ryan Heshka attraversa e rivisita ironicamente tutta l’epoca d’oro della Science Fiction, popolandola con pin-up maggiorate e super eroi con la brillantina.

E poi insetti giganti e vecchie star hollywoodiane, tecnologia vintage e manifesti pubblicitari anni ’50, Ray Harryhausen, mostri della laguna, mescolati assieme in micro universi surreali e carichi di umorismo, raffinati e brillanti. Parole e racconti misteriosi e personaggi inquietanti creano un alfabeto visivo macabro e pop.
Carta ingiallita, romanticismo retrò, vecchie cornici ed erezioni adolescenziali.
Come dice Stephanie ‘Steve’ Clayton nel film Tarantula del 1955, “Science or no science, a girl’s got to get her hair done.”
Se volete, siete ancora in tempo per andare a vedere la mostra Ryan Heshka. Teenage Machine Age alla Galleria Antonio Colombo Arte Contemporanea di Milano, fino al 4 maggio.



















