Style Saelf e un nuovo modo di presentare le collezioni
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Saelf e un nuovo modo di presentare le collezioni

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Anna Frattini

Lo scorso martedì 10 giugno siamo andati a vedere una presentazione diversa dalle altre. Negli spazi magici della Fondazione Sozzani a Milano, si è aperto un nuovo capitolo nella narrazione di un marchio tutto italiano che conosciamo già dall’anno scorso, Saelf. Un brand emergente fondato da Giulia Spitaleri, che ha scelto di presentarsi al pubblico con un evento che è tutto fuorché convenzionale. Si chiama TRACCIA I ed è il primo episodio di un progetto a più voci, dove moda, arte e audience si uniscono in un ciclo di trasformazione continua.

Al centro dell’evento, infatti, campeggiava il Muro dell’Interpretazione: un’installazione partecipativa che ha invitato il pubblico a lasciare disegni, simboli e anche parole. Gesti istintivi, qualche emozione del momento, pensieri lasciati su un telo e destinati a diventare la stampa della prossima collezione del brand. «Così, ciò che nasce da un istante effimero si trasforma in forma, memoria, materia» – racconta Spitaleri. Sembra proprio essere questa l’anima di Saelf: un brand che vede nell’abito non un punto di arrivo, ma l’inizio di una narrazione aperta.

TRACCIA I è il primo frammento di un racconto che si costruisce episodio dopo episodio. Ogni evento genera materiale, fisico e simbolico, per la collezione successiva, dando vita a una concatenazione di momenti che coinvolgono artisti, performer e la stessa community del brand.

Saelf x Alessandro Calabrese

La “tappa zero” di questo percorso è stata la collaborazione con Alessandro Calabrese, artista visivo la cui opera Hierarchy of Genres è diventata la stampa di tre capi iconici, presentati in anteprima durante l’evento. L’opera, concessa in esclusiva a Saelf per questa stagione con la courtesy di Viasaterna, è stata esposta in originale all’interno dello spazio, a siglare il legame tra arte e moda.

A partire dall’allestimento (opera di Nicola Pantano), gli abiti – direttamente a terra – hanno portato in vita una serie di look completi che includevano anche le calzature di 21.23 e Marsèll, e i gioielli di Criloi. Ogni mise rappresentava una diversa figura femminile, raccontando archetipi e identità attraverso texture, volumi e dettagli, amplificati da una selezione musicale pensata per dare profondità emotiva all’esperienza.

A rendere tutto ancora più vivo c’era la performance dell’artista Lara Damaso, un gesto fisico e vocale che ha attraversato lo spazio. Un momento sospeso, che ha amplificato la percezione di ciò che si può esperienziare nel momento restituendo a Saelf qualcosa in più.

Il progetto non si ferma qui: la collezione nata da TRACCIA I sarà protagonista del prossimo episodio, che a sua volta darà origine a nuove collaborazioni e tracce. Un processo che non segue stagioni – Saelf difatti rimane seasonless – e che viaggia su un binario lontano dalle dinamiche convenzionali del mondo della moda.

Cosa ci è piaciuto di più

Ora, al di là dei vestiti, questo tipo di allestimento dimostra come sia possibile pensare alla presentazione di una collezione in un modo diverso, nuovo e sicuramente più divertente per chi apprezza davvero il mondo dello styling, della moda e di tutto quel che c’è dietro allo storytelling di un brand. Elementi fondamentali per un marchio come Saelf che sta cercando di farsi largo in un panorama difficile e talvolta ridondante.

ph. courtesy Lorenzo Vitali, Emil Bovey, Pietro Cassini

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Scritto da Anna Frattini

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