Con il progetto Fé na Festa, il fotografo e viaggiatore brasiliano Samuel Macedo ci conduce nei luoghi dove la spiritualità popolare e la cultura tradizionale si fondono in un unico atto collettivo e quotidiano. È nel cuore del Nordest brasiliano che prende vita questo racconto per immagini, tra processioni, riti indigeni, maracatu, congadas, folias de reis e terreiro afro-brasiliani.

Originario del Ceará, Samuel Macedo ha cominciato a osservare il mondo attraverso una macchina fotografica autocostruita, nata nel laboratorio del nonno, un inventore di meraviglie. La sua formazione comincia alla Fundação Casa Grande – Memorial do Homem Kariri, ma è camminando lungo i margini, ascoltando i gesti e i ritmi delle persone, che ha imparato a catturare il lato più poetico ed etnografico del Brasile.

Fé na Festa è una vera e propria indagine visiva e sonora sul modo in cui la fede si manifesta nel quotidiano, attraverso i corpi e i riti delle comunità. Una celebrazione che non è mai fine a sé stessa: diventa resistenza, identità, memoria.



Figure come Mestre Agnaldo, nel Pernambuco, o Mestre Nena, a Juazeiro do Norte, sono esempi viventi di come il lavoro agricolo e la performance festiva si intreccino in un unico linguaggio corporeo e spirituale. Ogni passo di danza, ogni colpo di bacamarte, ogni canto è il risultato di un vissuto che ha radici profonde nella terra.


Con questo progetto, Macedo non si limita a documentare: restituisce. Le sue immagini diventano strumento di scambio e consapevolezza all’interno delle comunità, attraverso mostre, proiezioni pubbliche e archivi accessibili. Fé na Festa è quindi anche un atto politico, che riconosce il valore della diversità culturale e religiosa e l’importanza di chi la custodisce.

Negli ultimi anni, Samuel ha esposto al Centro Cultural do Cariri Sérvulo Esmeraldo con progetti come Encantarias Cariri e Terra em Transe, ha lavorato per oltre cinque anni al fianco di Infâncias — progetto vincitore del Premio Jabuti — e ha costruito un imponente archivio visivo all’interno dell’iniziativa Mestres Navegantes. Oggi, con la sua candidatura al PIPA Prize 2024 e la partecipazione alla mostra Bloco do Prazer al MAR di Rio de Janeiro, Macedo continua a espandere il proprio linguaggio, portando con sé più di venticinque anni di sguardo sensibile e radicato.




