Il corpo femminile non è necessariamente stereotipo di grazia e leggerezza, può essere selvaggio, con una muscolatura che allontana idee di fragilità. Le fotografie di Samuele Nucci descrivono un sentimento contrastante, che associa una visione statuaria del corpo, in quanto tale costante e quasi imperituro, a una fluidità destinata a far mutare continuamente il ruolo del corpo nello spazio.
Francesca spacca il blocco di aria reale nella quale è inserita, tendendo i nervi e gonfiando i muscoli in una coreografia mai abbozzata, che aiuta a prendere possesso dello spazio. Gli scatti di Samuele Nucci sono un’intrusione prorompente che non ha bisogno di titoli, categorie e patine. I graffi della pellicola sono come i tatuaggi sul corpo, esaltano la ruvidità di una fisicità unica nel suo genere, un canone di bellezza primordiale che vive momenti di discreta e quasi respinta eleganza.









