Art L’omaggio di Saype alla natura ai piedi del Monte Bianco 
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L’omaggio di Saype alla natura ai piedi del Monte Bianco 

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Giulia Guido

Dopo averlo visto all’opera nel caldo Kenya, il land artist Saype è tornato nel suo habitat naturale, ovvero la montagna, e non lo ha fatto in un luogo a caso. Grazie alla collaborazione con Skyway Monte Bianco, l’artista svizzero ha lasciato il proprio segno nei pascoli alpini che sovrastano la stazione intermedia della funivia, il Pavillon. 

Due enormi figure femminili di schiena, una più giovane e l’altra più anziana, interagiscono con il paesaggio che hanno intorno: indicano in alto, verso la cima del Monte Bianco, o forse oltre. “L’opera si chiama Une Grande Dame” – ci racconta Saype – “e le due figure non hanno una specifica declinazione, possono essere una nonna o una una mamma con una bambina, o la Natura, o entrambe. È un omaggio alla magnificenza e alla bellezza della montagna.

Visibile fin dalla cabina rotante della funivia, questo preciso luogo è stato scelto da Saype perché “il Monte Bianco è conosciuto in tutto il mondo e si sposa perfettamente con il significato dell’opera, inoltre si sposa anche con la filosofia di Skyway, particolarmente attenta all’impatto ambientale da più punti di vista”.

Basta un veloce sguardo, o qualche passo verso l’opera attraverso il prato e le rocce per capire la portata dell’impresa, che ha visto l’artista affrontare due difficoltà in particolare. “Da una parte c’era la ripidità del terreno, particolarmente scosceso, dall’altra lavorare senza spostare nulla, senza togliere nessun arbusto o sasso”. 

L’artwork, attraverso il suo soggetto, vuole essere sia un segnale d’allarme, sia un simbolo di speranza. In montagna come in nessun altro luogo si può vedere quanto la natura sia fragile, basta pensare ai ghiacciai che spariscono in una sola stagione: le cime innevate che l’anziana donna si ricorda non ci sono più, ma affidando i ricordi che la montagna custodisce alle nuove generazioni forse non tutto è perduto. 

Une Grande Dame sarà visibile per tutto il mese di luglio, poi, come tutti gli artwork di Saype, piano piano sbiadirà e verrà cancellata dal lento ma inesorabile crescere dell’erba. L’artista lascia alla natura fare il suo corso e senza rimpianti: “è proprio il fatto che durino poco a rendere i concetti delle mie opere più forti, è come se rimanessero molto di più nella memoria”. 

Saype

Photo by Paola Mangiarotti, Skyway Monte Bianco

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Scritto da Giulia Guido
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